Prima gli Italiani  – le conseguenze.

Prima gli Italiani – le conseguenze.

Continuano le provocazioni. Bisogna capire però il trauma di Forza Nuova. Lo sciovinismo, quando interviene un consistente cambiamento nella  società, ti fa perdere il contatto con la realtà. Brutto. Soprattutto per chi dedica tutta quella rabbia nel recintarsi in qualcosa che non esiste.

La realtà è crudele e non le importa se hai passato il tempo a stirati la bandierina. Là fuori dalla Conad, ad offendere extracomunitari, i Forzanovisti si sentivano benedetti dallo slogan “Prima gli Italiani”, panacea politica, imbottitura nelle mutande di chi, culturalmente, ha poco da esibire.

Basterebbe leggere i dati Inps del 2015 per capire che se non ci fossero gli stranieri gli Italiani avrebbero possibilità in meno e non sto parlando “banalmente” del fatto che l’80% della frutta e verdura che passa sulle tavole è stata raccolta da uomini di colore, schiavi informali della povertà. Voglio invece sottolineare che tra Inps e Irpef gli immigrati regolari hanno versato alla Comunità 15 miliardi e se ne sono ripresi, in servizi e previdenza, circa 13. Nella differenza tra le due cifre tutta la miopia di certi atteggiamenti, che mirano a ghettizzare contrapponendosi a percorsi di integrazione.

Loro però,  quelli che “quando c’era lui i treni arrivano in orario”, ci tengono terribilmente allo slogan. Fatto sta che, dopo essersi innocentemente accesi una sigaretta nella polveriera di Via Dario Campana, hanno saltato il fosso e sono andati ad affiggere il loro motto proprio sui muri di Casa Don Gallo. “Prima gli Italiani”. Chissà che spiegazione si sono dati i non pochi  Italiani che, tra gli altri, hanno trovato un tetto quest’inverno proprio nello spazio più importante conquistato da Manila e compagni. Devo chiedere… ma, secondo me, avranno pensato ad una specie di classifica per l’utilizzo delle due docce che si dividono in 40.

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Questa è una delle provocazioni. Ce ne sono state e ce ne saranno altre. D’altronde stiamo parlando di persone il cui inveterato odio, per sinistre ed extracomunitari, ha già portato a pene piuttosto sostanziose in giudicato. Basta leggere le dichiarazioni del Segretario Nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, per capire che la storia non è finita.

“Saremo a Rimini già da sabato prossimo alle 11.00, probabilmente in piazza Cavour ad insegnare ai coraggiosi del 10 contro uno che il loro tempo è ormai scaduto, al Comune ed al Sindaco che pagheranno in questa campagna elettorale il fatto di aver concesso uno spazio ai delinquentelli del Mandiba e agli extracomunitari, nuove truppe ascare dei centri sociali. Per chi è responsabile di violenza ci sarà l’espulsione a furor di popolo”.

Questa  l’intenzione.. ma la mia parte preferita resta la frase in cui ci insegna che  “l’ignavia del sistema è pericolosa quanto la violenza stessa “. Ho idea che il Questore non gradirà quest’impulso pedagogico. Non bastasse tutto ciò c’è anche un’insistente azione web che crea falsi post (fake in gergo) attribuiti a Casa Madiba Network, tendenti a dimostrare che i Madibers sono niente popò di meno che Brigatisti (!). Sulle pagine di Osservatorio Anticomunista e dalla tastiera di Roberto Lo Giudice (il Bruce Lee della catena) appare il post manipolato che potete vedere negli screenshot. Creativi… poi c’è la diffamazione aggravata, ma quella è un’altra storia.

Falso
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Falso
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Originale
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Ora.. sarà la Pasqua, sarà che sotto elezioni anche quelli di Forza Nuova diventano voti per le liste in cerca di una dimensione, ma non sto vedendo una grande reazione politica. Sarebbe utile prendere una posizione prima di Sabato, sapete com’è… “l’espulsione a furor di popolo” non è che sia esattamente prevista dal Trattato di Dublino. Una posizione sembra averla già presa invece la stampa che ha deciso chi sono i colpevoli: Casa Madiba ovviamente. E’ notizia di oggi che sarebbe stato ritrovato l’arsenale “Comunista” nei cassonetti. La notizia vecchia di tre giorni, ossia quella secondo cui sono stati gli stessi ragazzi di Casa Madiba ad indicare ai Carabinieri i cassonetti dove i “Filantropi” avevano buttato le loro catene, non andava bene. Poco coreografica. Oggi i Madibers chiedono replica e indicono una conferenza stampa, per dare la loro versione dei fatti. Chissà se c’è ancora spazio per quella.

P.S.

Cari ragazzi, io a 17 anni e un mese con i partigiani ho visto nascere la democrazia, ora che sono vecchio devo vederla morire? La speranza siete voi, restiamo umani!

[Don Andrea Gallo]

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@DadoCardone

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