Potevamo prendere Rimini

⇒Come l’invidia del pene e dei personaggi in cerca d’autore possono annullare una Rivoluzione annunciata.

salutiRimini è caduta, viva Rimini. Rimini la ribelle, la pensante, la sperimentale è caduta sotto un unico colpo, la cui propulsione sono state però una serie di pessime peculiarità: invidia, mediocrità, cupidigia, opportunismo, vanità e bieco calcolo. Stiamo parlando del Movimento 5 Stelle ovviamente, ma non solo quello di Rimini, perché questa storia potrebbe avere ripercussioni non da poco. Per ora comunque occupiamoci del colpevole, o meglio dei colpevoli, dello scioglimento di un’idea che aveva messo in serio allarme lo Status Quo Riminese.

Chi sono i colpevoli? Qualcuno ha dato la colpa allo stesso Movimento di Rimini, per la gestione della faccenda, ma se questo gruppo ha una colpa è quella di aver riposto troppa fiducia in una produzione decennale, che alla riprova dei fatti ha pesato  ben poco. Altri, più o meno consapevolmente, hanno fatto di più e saranno oggetto di articoli molto dettagliati (non vi preoccupate). Nel frattempo, come sempre succede quando vogliamo raccontare qualcosa di estremamente complicato, ricorriamo ai “Voti di Citizen!”. Siete pronti? Una sola avvertenza, essendo i voti parametrati alla capacità di far danno saranno tutti alti. Via.

L’Ex di Grillo. La chiamo così perché era conosciuta per quello. Oggi è nota anche per essere lo sponsor ufficiale della lista di disturbo, che ha affossato il Movimento, ma sempre la ex di Grillo rimane. Cosa l’ha spinta a gettarsi nella mischia? L’invidia del pene, sicuramente. Voglio dire, non penso sia facile essere l’ex moglie di un uomo che muove le masse ed avere contemporaneamente aspirazioni alla popolarità così scarsamente realizzabili. C’è però anche un po’ di rancore personale, stimolato da quel titolo di giornale in cui gli attivisti si chiedevano chi fosse. Fino all’ultimo ha finto di non sapere nulla della lista, cucendosi addosso un vestito Superpartes,  che non era cosa sua, e non levandolo nemmeno dopo essere stata vista alla prima riunione (quasi) ufficiale della lista Kamikaze, al bar Nasdaq. Oggi sui giornali, come tutte le cartomanti che si rispettino, dichiara che lei lo aveva previsto. Non spiegatele che in realtà l’ha provocato, se non poi pensa di essere importante. Voto 6: Maga Circe. L’unica magia che le è riuscita è stata quella  di trasformare tutto in un porcaio.

Carla Frachini o Franka (come la chiamano non pochi). Opportunista istintuale, non riesce a concludere nulla di quello che si propone, ma ragazzi… che danni mentre tenta. In 5 anni di Consiglio Comunale ha fatto il contrario della Luisa di Gled Magic Water: arrivava tardi, andava via presto e di solito lasciava un gran casino. Come mai la donna che “bussava alle cene del PD” (cit. Andrea Gnassi) e che lavora  per un’Amministrazione del CentroDestra, fa il consigliere per il Movimento? Non l’ho mai capito, ma, a dispetto  di questa mia tara conclamata, nessuno mi potrà mai accusare di averle manifestato pubblicamente simpatia. Magra consolazione, ma consolazione. La Franka ha passato gli anni della sua missione consigliare a fare due cose precise: stringere rapporti con il polo di potere 5 stelle Bolognese e parlare male del suo gruppo di appartenenza all’ex di Grillo. Alla nascita della seconda lista, trovandosi tra i due fuochi, ha deciso che era meglio essere pubblicamente neutrali, ma nell’ombra rimpolpava l’elenco di disturbo con alcune delle sue conoscenze. Altra cosa che faceva nell’ombra era portare a Bologna i dati per cui il gruppo che l’aveva fatta eleggere non doveva essere certificato. Voto 10: Rosa di Tokio. Pare che abbia deciso di cambiare il suo cognome in Iscariota, meno compromettente.

Massimo Attilio Lugaresi, detto Gerovital. Dicono che se arrivasse la Morte in persona non lo troverebbe, perché nel frattempo avrebbe già cambiato lista. Auto espulsosi due volte dal Movimento di Rimini, giusto per scrivere che era stato cacciato nel suo blog, l’unica pagina sul web che necessita di un assistente sociale per essere capita, alla fine  ha deciso che il Movimento era lui. Cinque mandati e 4 partiti (PCI, DS, Rosa nel Pugno, Lega) non gli bastavano, voleva essere anche la ” rivoluzione”. Per farlo ha percorso molta strada, parecchia per una persona della sua età con tutti quei nipotini da badare. Pare l’abbiano infatti avvistato spesso in mattutine sessioni ginniche nella palestra del Malatesta, assieme a Camporesi e pare anche che abbia frequentato sovente Riccione. La conferma arriva involontariamente dallo stesso Lugaresi, tramite la infuocata invettiva contro Davide Brullo della Voce, colpevole di aver sottolineato l’amichevole relazione con Natale Arcuri detto “Nanà”. Il renziano che lavora per i centrodestra rampanti. Comunque vederlo sorridere raggiante alla (ennesima) presentazione di Vincere per Camporesi , dà molto la sensazione di un cerchio che si chiude. Alcuni si erano chiesti dove volesse arrivare con quella lista di “nani e ballerine”. L’esperienza “secolare” in politica c’è.. non poteva non sapere che avrebbe causato solo un disastro. I futuri schieramenti ci diranno cosa c’era in palio. Nel frattempo voto:  10 (se ha capito cosa ha fatto) e 4 (se non lo ha capito). Augusto Depretis, il trasformismo per non cambiare niente.

Luigi Camporesi, detto Luigi Camporesi. L’uomo che voleva cambiare il Movimento da dentro, ma poi non hanno eletto sua moglie in Regione e allora si è alleato con Forza Italia. Nella sua nuova avventura politica si accompagna a due persone che lui definisce “i fuoriusciti del Movimento”, uno in effetti lo è… all’altro una volta hanno provato a dargli dei volantini da distribuire ed è scappato. Cosa c’entra lui con la storia della lista di disturbo. Beh, come detto, Lugaresi e suoi frequentano le  presentazioni di lista e non pensate sia una cosa facile, visto che Camporesi avoca a se 4 conferenze per ogni cosa che fa. ( Ho perso il conto di quante volte ha annunciato alla stampa di essere uscito dal Movimento). Non c’è solo questo però. La lista più vicina alla sua, Obbiettivo Civico, quella con il logo del Dash, è Vincere per Rimini. Non lo dico io, lo dice la condivisione di banchetto e il fatto che sia anche loro candidato sindaco. Ecco… adesso provate ad indovinare chi riceveva le mail con le quali il collettore della lista di disturbo reclutava e informava sullo stato dei lavori della lista fantasma? Esatto! Vincere per Rimini. Quante coincidenze Eh!? Sembra uno di quei piani che vedi nei telefilm tipo House of Card ed infatti, in un certo qual modo, Camporesi sembra prenderne le mosse. Faccio un piccolo esempio. Perché una persona che dice di essere ligia ai valori fondanti del Movimento sopporta la Franka di cui sopra, la difende in Consiglio Comunale e non gli va contro nemmeno quando il gruppo le chiede di sospendere certe iniziative? Per il semplice fatto che, avendo già deciso la propria strada, è utile lasciare anelli deboli alle spalle, nelle compagini dei probabili futuri avversari. La Franka in questo senso è perfetta, completamente avulsa dal gruppo e facilmente stimolabile al peggio. Questa una breve disamina, ma la domanda che rimane nell’aria è: perché usare tutta questa genialità, se per bene che ti vada passerai altri 5 anni a ringhiare dallo stesso banchetto in opposizione che avevi prima? Solo per non aver a che fare con Grillo? Ci sono tante altre cose da fare nella vita. Voto 10+ Ted Bundy, un politico seriale non ha bisogno di tante motivazioni, gliene basta una da seguire in maniera compulsiva.

Le liste. Tra tutti questi geni della politica ce ne sono alcuni che non vale nemmeno la pena nominare, perciò li rappresenterò genericamente nella loro categoria. Le liste, appunto. Cuore di Rimini. In Gennaio due componenti del cuore di Rimini hanno chiesto il consenso, ai consociati, di candidarsi nella lista fantasma. Permesso accordato, anche perché Paolizzi e gli amici de Core, ancora con il deretano bruciato dallo 0,43% ottenuto alle precedenti amministrative, sto giro l’appoggio a Gnassi lo danno senza fare la fatica elettorale. I due Outsider hanno comunque alzato di livello la compagine partecipando al disastro che ormai tutti ben conosciamo e facendo l’ennesimo favore a Gnassi. L’altra lista come accennato è Vincere per Rimini. Imput aggregatore? Bombe a tempo, nel caso la lista fosse risultata veramente vincente? O cos’altro? Non  è dato saperlo, perché non appena il gioco è stato scoperto sono tornati tra le braccia del mandante. L’unica cosa che sappiamo è che, un paio di loro, hanno avuto l’onore di ascoltare una telefonata in viva voce tra Grillo e la Ex, sulla lista da certificare (giusto perché lei non sapeva niente.) Voto: 5-. Non forniamo identità singole perciò diamo un nome comune. Forchette da brodo (mangiato sotto la pioggia).

Le Forze dell’ordine. Sì, ci sono anche un paio di loro, ma ne abbiamo già parlato e dunque vi rimando al pezzo originale che si intitola: il Gatto, la Volpe e la lista fantasma.

Il Lato Oscuro del Movimento. Chi pratica il Movimento sa che, soprattutto in Emilia Romagna, c’è una certa costante interferenza da Bologna. Ed è il motivo per cui Pizzarotti di Parma non è un pluridecorato esempio di virtuosa amministrazione per tutti, ma ”il tale” che non ha spento l’inceneritore. Vietato fare ombra. Bologna “la rossa” è stata un terreno fertile per la nascita del Movimento, ma altrettanto prolifica è stata per i giochetti di potere. Anche a Bologna, come a Rimini, le liste erano due. Lì però si presentano. A  sopravvivere è stata la lista benedetta dalla Casaleggio & Associati. Semplice risolvere. E’ bastato cacciare tutti gli avversari di Massimo Bugani, chiudere le liste e riaprirle quando a nessuno verrebbe più in mente di mettersi in gioco. Se c’è un motto che non mi è mai piaciuto del Movimento è “uno vale uno”, però passare a uno vale tutti  è un po’ esagerato. Rimini vincente dopo Parma e Bologna al palo? Troppo per uno a cui fanno presentare qualsiasi festa grillina e che può scrivere direttamente sul Sacro Blog, ma non riesce a sganciarsi da un Consiglio Comunale.  Voto 10: Sniper alla bolognese. Persino sulla raccomandata Equitalia c’è il numero di telefono e il nome di un responsabile, loro evitano.

Grillo e Casaleggio. Ultimi, ma non ultimi, i Capi o, come amano definirsi loro, “I Garanti”. Grillo, come ha confermato lui stesso più volte, non ha più voglia di Movimento. Quando firmava personalmente i famigerati “P.S.” gli arrivavano fin sotto casa a Genova. Perciò ha passato tutto alla premiata ditta Casaleggio e Figlio, eletti dal destino per guidare… come dite? Il Direttorio? Rimini è la prova provata che il Direttorio è addestrato a fornire dei #StaiSereno di Renziana memoria e nulla più. D’altronde a qualcuno la devi far mettere l’empatia, se Grillo è fuori dai giochi. Mica gliela puoi far mettere a Casaleggio; sembra il fantasma del faro nei cartoni animati di Scooby Doo. In ogni caso meglio lasciare Rimini senza rappresentanza, che ricondurre alla ragione un’ex moglie….potere degli alimenti? Voto: N.C.  Smuovere la fede nel cambiamento per poi sabotarla sistematicamente è quasi peggio che lasciare l’Italia in mano al PD.

P.S.

Questo è un assaggio.

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@DadoCardone

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