Post controcorrente: W Piazza Malatesta libera!

Sono settimane che questo post è in incubazione ed avrei potuto, anche ora che sono sulla tastiera, articolarlo in diverse maniere consapevole che il tema è di quelli che scottano. Nei giorni scorsi il nostro sindaco ha parlato alla stampa dal cantiere del teatro Galli annunciando, a suo modo, la svolta epocale che vedrà piazza Malatesta finalmente libera da macchine, motorini e dai banchi degli ambulanti. C’è chi l’ha definito un novello Ottaviano Augusto.

Non mi interessa analizzare le parole del sindaco o il suo modo di fare, altri commentatori locali lo fanno già piuttosto assiduamente tra video, canzonette (a me non fanno ridere…) e post. Potrei dissertare sul termine ‘Skyline’, tanto trionfalmente usato anche sulle pagine de testate locali, ma architetti, ingegneri edili e geometri sanno bene che poco ci azzecca con quello che accadrà. Infatti “Si definisce skyline (letteralmente linea del cielo) il profilo del panorama delineato dagli edifici di una città e dai loro punti più elevati (guglie o antenne)”. Qui infatti si parla del recupero parziale del fossato del castello malatestiano e del Galli, un intervento praticamente a livello stradale…

No, non viene modificato alcuno Skyline ma verrà recuperato (e si spera in tempi rapidi) per la città e turisti un angolo di città che fungerà da nuova cartolina promozionale di Rimini. Parliamo però di una Rimini diversa, di una Rimini che getta un ponte di collegamento con la cultura, ma quella con C maiuscola. Ormai la maggioranza ha compreso, forse inconsapevolmente, che con le cartoline della spiaggia e degli ombrelloni (e le Vichinghe degli anni 70) non si fa più granché. A mio avviso non si può demonizzare l’Idea. Forse i metodi, forse le parole, magari i “rendering”, ma non mi interessa parlar di queste cose.

Di questo cambiamento ne sapranno approfittare le agenzie turistiche internazionali, quelle nazionali, si stamperanno nuovi libri dedicati al Galli rinnovato, alla fortezza dei Malatesta e alle sue mura. Chiaramente non mancano gli interrogativi, ad esempio:

1) E’ cosa banale, sebbene risaputa, ma Rimini poggia su un passato romano e medievale. E’ stata preventivata una valorizzazione di quello che già è stato rinvenuto all’interno del teatro Galli e verrà ritrovato con gli scavi attorno alla fortezza di Sigismondo Malatesta?

2) La Sovrintendenza ad aprile inizierà i rilevamenti. Chissà cosa troverà? La risposta è facile da immaginare (reperti di ogni epoca), quindi la questione giusta è: sono previsti dei fondi per eventuali installazioni protette?

E’ chiaro che la loro valorizzazione turistica non può passare solo attraverso mappe cartacee o pannelli che raccontano ‘sai, qui sotto abbiamo ritrovato sepolture risalenti….’. Intendiamoci, eviterei lavori come quelli fatti in piazza Tre Martiri dove alla fine la pavimentazione romana è diventata ‘pattumiera a cielo aperto’ per colpa dei soliti incivili che faticano ad allungare carte e cartine fino ai bidoni.

Il tema degli ambulanti, delle centinaia di banchi che verranno spostati (forse) nell’area ex Padane e in p.le Santa Rita (mica in Sud America), per me non si pone nemmeno. Si tratta di un trasferimento di qualche centinaio di metri in linea d’aria ed è normale che ci vorrà del tempo per adattarsi. Personalmente penso che non si possa trovare soluzione migliore, ma non entro sul tema della mancata (o meno) concertazione tra le parti, ovvero ambulanti da una parte e Amministrazione dall’altra. Mesi di proteste sono diventati terreno di scontro quasi elettorale e vediamo come si concretizzeranno nel 2016: ribaltone in città oppure tanto rumor per nulla?

Fa piacere comunque che almeno un quotidiano a Rimini si sia posta la questione quest’oggi ed abbia dato voce ad un importante storico riminese come Edoardo De Lucca che, come me e molti altri, va ben oltre la mera questione ‘ambulanti’ (sempre importante per carità) ma guarda a quello che può diventare Rimini con una simile trasformazione. Certo, il dott. De Lucca si spinge anche più in là e non credo sia auspicabile il recupero della torre di cinta ‘Femena’. In conclusione, chi è abituato ad andare a far spesa al mercato ambulante ci andrà lo stesso, anche se si dovrà fare qualche metro in più (o in meno per altri). Personalmente attendo positivamente questa trasformazione complessiva e che vedrà teatro Galli e fortezza Malatestiana (con il suo fossato) come nuova offerta storico-culturale per cittadini e turisti.

@Markollen il #Criticone del Sabato

 

 

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