Ponte Piadinabile

La storia, almeno per chi s’informa, è nota. In concomitanza con Notte Rosa sarà inaugurato un ponte che l’Amministrazione Gnassi è stata costretta a realizzare nella forma in cui oggi lo vediamo: il ponte di via Coletti.

Per chi invece non conosce la storia un breve riassunto. Il Ponte di via Coletti, anche noto come il Ponte Sfiga (citando qualcuno che l’ha visto nascere), è pericolante da un numero incredibile di anni, tanto è vero che pare non avere  nemmeno un nome suo …. magari se gli dai un nome ti affezioni.

Nel corso del tempo gli sono state applicate delle soluzioni per allungarne la vita, per la precisione si tratta di quelle strutture metalliche che si trovavano sotto ogni arcata e che, comunque, erano solo un rimedio provvisiorio. Quel ponte doveva cadere, le amministrazioni degli ultimi 20 anni lo hanno sempre saputo ed infatti la struttura era monitorata da personale docente dell’Università Politecnica delle Marche, nella persona dell’Ing. Fabrizio Davì, lo stesso che, nel luglio dell’anno scorso, considerò che il ponte fosse da chiudere perché troppo pericoloso continuare ad usarlo.

Il fatto che il   Responsabile Scientifico del Laboratorio Ufficiale Prove Materiali e Strutture dell’Università Politecnica delle Marche considerasse la vita del ponte finita e che, contestualmente, rifiutasse di prendersi qualsiasi responsabilità per quello che sarebbe successo dopo, fu una notizia che l’Amministrazione cercò di far passare come di poco conto  nell’apposita commissione, prova ne è il fatto che i Consiglieri del Movimento 5 Stelle furono costretti a richiedere la documentazione, non fornita nella citata sessione. Il Ponte Sfiga fu chiuso solo 8 mesi dopo e, comunque, solo dopo che il Movimento 5 Stelle di Rimini rese noti i fatti in una conferenza stampa.

Risolto? Non proprio. Non essendo l’innominabile Ponte Sfiga oggetto di interesse per la lobby della ristorazione e dell’intrattenimento, costruita attorno alla figura del Giovane Gnassi, si pensò di sostituirlo con un provvisorio ponte Bailey, uno di quei pontacci in ferro e travi di legno buoni per farci passare i carri armati, a patto che non ci mettano troppo. Ancora una volta il Movimento 5 Stelle, sollecitato da cittadini preoccupati, consapevoli di non avere migliaia di piadine da offrire in sacrificio al Signore della Notte Rosa, si prese l’onere e l’onore di difendere la cittadinanza convocando un Consiglio Tematico (si uno di quelli che la maggioranza chiama palcoscenico elettorale).

L’intervento in massa dei cittadini trasformò il provvisorio Bailey, già deliberato, in un bruttino, ma definitivo, ponte con tanto di campate. Il Costo è chiaramente maggiore, ma c’è da presumere che le rate leasing saranno a carico del prossimo Sindaco il quale, se Oscar Farinetti ci farà il miracolo, non sarà il prode Taglianastri ormai aggregato alla banda della fuffa di Renzi (quello nazionale).

Questa la storia pregressa, ma, nonostante l’Amministrazione sia stata praticamente costretta a fare quello che in definitiva è solo normale mantenimento dell’operatività di un comune, si sta già stirando il nastro per una fiera inaugurazione di un altro successo in “questo piccolo puntino sull’asse dell’Adriatico” (cit. Andrea Monodiscorso Gnassi). E’ lo stile comunicativo che va per la maggiore, quello dei giovani sindaci, quello di chi è consapevole che deretani ormai affezionati alla propria poltrona non vengono mai  a vedere i bluff e così si può inaugurare anche una pista di biglie dichiarando che da li partirà la rinascita di Rimini Nord. Tanto … chi controlla il controllore?

P.S.

I miei personali complimenti alle fotocopie locali per la marchetta delle 200.000 persone per la Molo. Mi stavo chiedendo …  fa parte del pacchetto del milione di passeggeri?

Davide Cardone

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