Occhio non vede, ma… qualcosa duole.

Come tutti sanno il problema di chi mette la testa sotto la sabbia è l’esposizione di ciò che rimane fuori e proprio di quella parte, che il PD ha lasciato esposta, ha brutalmente approfittato il Movimento 5 stelle di Rimini. Oggi tutti i quotidiani, con vario grado di coraggio, hanno dedicato spazio a due comunicati che sono la fotografia impietosa della situazione di immobilismo politico di Rimini.

Il primo comunicato riguarda  tre delibere, presentate dal Movimento e votate dal Consiglio Comunale, sparite nei meandri della scrivania del Sindaco Andrea Gnassi. I più attenti osservatori della politica locale sanno che quelle delibere sono passate proprio perchè il promotore della Sardella delle Dolomiti era assente (che strano) e i maldipancia della Maggioranza hanno potuto sfogarsi liberamente.

 Le tre delibere, sparite sulla via di Damasco, erano  semplici soluzioni urbanistiche che avrebbero portato stimolo ad una ripresa del lavoro edile, senza peraltro implementare il consumo del territorio con cementificazioni e Conad a pioggia in centro, in stile Piddino. Per intenderci una di queste soluzioni era l’agevolazione al frazionamento di appartamenti di grandi dimensioni in centro.

Le delibere in questione  sono soprattutto un grosso problema perchè rappresentano la demolizione del Dogma: “Siamo appena arrivati, c’è la crisi, i guai li hanno fatti gli altri e la burocrazia ci blocca”. Infatti le soluzioni 5 Stelle trovano una via nel complicato Regime di Salvaguardia, zona di passaggio tra due strumenti di determinazione urbanistica (PRG e PSC), usato troppo spesso come foglia di fico da questa Amministrazione.

Dunque dopo due anni e mezzo di mandato, in cui Rimini è stata ridotta ad una città bloccata, inquinata e indebitata, accettare soluzioni di altri sarebbe un po’ come confermare la propria sconfitta… meglio organizzare feste danzanti e prenderla un po’ come viene.

A proposito di prenderla un po’ come viene… il secondo comunicato del Movimento mette ancor più in evidenza, se possibile, ìl mostro creato dalla totale assenza di contenuti del Partito Democratico di Rimini (& soci) e della ricerca spasmodica del solo consenso mediatico per mascherare il vuoto pneumatico. La Deputata Giulia Sarti, Riminese DOC e, seppur giovane, figura di rilievo istituzionale nel campo della lotta alle Mafie, non viene invitata al Consiglio Tematico di Rimini il cui tema è proprio la Criminalità Organizzata e questo non certo per dimenticanza. Secondo Donatella Turci (PD), Presidente del Consiglio Comunale, la Sarti non è sufficientemente qualificata.

Ricordate che nelle settimane scorse si diceva che il Consigli Tematici erano solo un palco per la propaganda delle Minoranze? Ecco un lampante esempio di come sia vero il contrario. Che dire… in questa occasione Citizen si sente di fare eco all’appello del Movimento 5 Stelle di Rimini: ossia far arrivare la propria opinione (possibilmente con educazione) alle caselle email delle figure istituzionali responsabili di questa mancanza: sindaco@comune.rimini.it donatella.turci@comune.rimini.it

P.S.

Consiglio di Frate Indovino: se proprio sotto la sabbia il capo volete interrare, mutande robuste dovete indossare.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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