Nella Notte – di Concita De Gregorio. Recensione.

Edito da Narratori Feltrinelli. 236 pagine. 16,50 euro al momento del mio acquisto.

Nella Notte, di Concita De Gregorio, è un romanzo dalle molteplici qualità. La lettura è densa e veloce. Il tema, l’uso che il Potere fa dell’Informazione, è trattato con competenza e, infine, non sono assenti richiami alla riflessione etica e deontologica.

Tutte le qualità di questo libro sono stretta conseguenza della storia personale dell’autrice, una giornalista con trent’anni di cronca politica all’attivo, che ha costatato sulla sua pelle il prezzo della corretta informazione.

La storia è quella di Nora che, nella sua tesi di dottorato, ricostruisce i fatti politici che portano alla mancata elezione di un Presidente della Repubblica Italiana. La sua tesi, da cui le viene imposto di togliere un decesso che solleva parecchi dubbi, attira l’attenzione di chi, a Roma, gestisce il flusso delle Notizie, a volte inquinandole, a volte usandole come leva per interessi personali. Un gioco in cui tutti sembrano essere, contemporaneamente, sia vittime che colpevoli e dal quale la protagonista cercherà di prendere le distanze con crescente convinzione.

Concita De Gregorio poggia questo suo libro su una straordinaria analisi dei metodi di chi influenza le notizie, servendosi anche della falsa libertà della Rete, ormai strumento nelle mani di chi ha meno scrupoli.

I personaggi sono gli stessi della nostra quotidianità informativa. E’ facile riconoscere Renzi, Berlusconi e i vari faccendieri che si adoperano alternatamente nelle fila del Partito dei Giusti (PD), o in quello delle Vestaglie (Polo delle Libertà). Non è nemmeno tanto difficile capire che il Presidente non eletto sia in realtà Romano Prodi. Nonostante tutto appaia in qualche modo familiare, l’impietoso quadro che Concita dipinge della politica italiana lascia talvolta esterefatti mentre, al contempo, non si riesce a negarne la plausibilità.

Ha anche un po’ il sapore di rivalsa questo libro, forse per il tempo che la De Gregorio ha dovuto passare senza occuparsi di politica, ma questo non intacca l’analisi puntuale di come l’opinione non qualificata sia stata elevata al rango di fatto oggettivo. Una confusione incoraggiata da chi, dietro le quinte, gestisce la “verità“.

Questo libro pare essere nelle sue conclusioni un appello e un monito. Una sollecitazione a chi fa il lavoro dell’Informazione, un invito a reagire per sfuggire a certe logiche. E’ anche un’avvertimento per chi, ingenuamente, identifica il visibile della notizia come qualcosa in divenire e non come il risultato di qualcosa già avvenuto. Magari deciso “Nella Notte”.

Lo consiglio con convinzione e mi sento di suggerire che, per molti, questa lettura potrebbe essere addirittura formativa.

@DadoCardone

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