Metodo SGR

Metodo SGR

Quello che sta succedendo alle Amministratrici del Gruppo Facebook Ubriachi di Gas ha dell’incredibile. Mirella Guzzo e Marisa Grossi, le ideatrici del famoso gruppo di protesta contro il caro bolletta SGR, hanno ricevuto la visita della Polizia Postale. Le abitazioni perquisite, smartphone e personal computer sequestrati. Perché?

Il Pubblico Ministero Paola Bonetti ha ritenuto ci fossero gli estremi della violazione dell’articolo 513 del codice penale, l’altisonante “Turbata libertà dell’industria e del commercio”.  In parole povere, secondo l’ipotesi di reato, Mirella Guzzo e Marisa Grossi, avrebbero ideato un sistema fraudolento in grado di rubare clienti ad SGR e ridistribuirlo ad altri operatori interessati. L’ipotesi si basa sul fatto che le due Amministratrici, una direttamente e l’altra indirettamente, hanno a che fare con aziende del settore. Questo, secondo quanto suggerito da SGR, ha a che fare con l’interesse doloso, più  che con la competenza dimostrata nel rappresentare le esigenze degli iscritti.

Ora… quello che penso veramente non lo dico, perché, vista la “sensibilità” della magistratura rispetto ai problemi di SGR, probabilmente finirei nei guai. Però l’articolo 21 della Costituzione, per gli smemorati quello che permette di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, mi permette di mettere sul tavolo un paio di considerazioni.

La prima è che se Guzzo e Grossi fossero realmente in grado di creare gruppi Facebook da 12 mila persone, con un metodo e se senza intercettare uno scontento reale, dovrebbero immediatamente lasciare il loro lavoro e dedicarsi alla politica. Altro che contratti del gas.

Di seguito mi sento di sottolineare che difficilmente questa linea di condotta di SGR produrrà consenso. La gente, come si intuisce da qualche commento alla notizia, la interpreta, a torto o a ragione, come intimidatoria. Probabilmente alla Società del Gas Riminese e alla sua dirigenza importa poco della popolarità, data la posizione preminente sul mercato, ma se lo scopo è tenersi i clienti lo stanno facendo male.

Faccio un esempio personale, giusto per avere la certezza dell’affermazione. Con la mia compagna, dopo aver letto l’articolo sulla cronaca locale, abbiamo stabilito di passare ad altro operatore per le utenze appena possibile. Anche se il contratto fosse peggiorativo.

La suggestione che lascia nell’aria questa vicenda non produrrà nulla di positivo e, a livello comunicativo, lasciatemelo dire, il reparto di SGR che se ne occupa sembra decisamente inadeguato. Non so se pressati dalla Dirigenza o meno, ma sono passati dall’Excusatio non petita (accusatio manifesta) del bonus da 120 mila euro allo scoppiare della protesta, a propiziare l’arrivo della polizia in casa di chi si permette di organizzare lo scontento. Tra l’altro secondo regole di civiltà e senza fomentare nessun atteggiamento fuori dalle righe.

Forse (e dico forse) chi ha preteso questa linea in SGR doveva stare un po’ più attento a scuola durante le ore di Storia. Per quanto riguarda questa “storia”, invece, quello che secondo me rimarrà è che: qualcuno ha protestato e gli è arrivata la polizia a casa. I miei complimenti per questo capolavoro didascalico.

Riproponiamo il servizio realizzato tempo fa sull’iniziativa Ubriachi di Gas.

P.S.

Umanamente non posso che sottolineare nuovamente la mia vicinanza a Mirella e Marisa. Per due persone oneste subire una perquisizione e il sequestro di beni personali è sempre uno shock. Coraggio Ragazze.

@DadoCardone

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