Ma… la lotta al cemento?

Ma… la lotta al cemento?

E’ bastato aspettare un anno o poco più sulla riva del fiume ed ecco il cadavere del nemico passare davanti al Movimento 5 Stelle di Rimini che, a dire la verità, ha dovuto pure operare una cernita. Quando la politica è portata avanti solo con i proclami c’è un “morto” ad ogni riprova dei fatti. Nel caso particolare il cadavere avvistato è quello della millantata lotta al cemento.

 Era fine marzo 2013 quando il Primo Cittadino si autoproclamò paladino del territorio pronto a qualsiasi cosa pur di impedirne in consumo. Nella realtà dei fatti la guerra santa era solo rappresentata, come in molti avevano intuito e, per questo, i Consiglieri del Movimento avevano scelto di non partecipare alle votazioni di quei giorni, per ribadire l’estraneità a dei processi che apparivano piuttosto ambigui.

Ci fu un accusa e un grande spreco di proclami sui quotidiani e sui social network. I Pentastellati vennero accusati di essere il partito del cemento, per non aver appoggiato i tagli di Gnassi, e di essersi nascosti nel bagno, per non aver partecipato alla votazione. Oggi, con la variante Aquarena, un centro commerciale travestito da piscinetta, cade l’ultimo velo che nascondeva le cose non dette in quei giorni.

Il Palas, imposto in via della Fiera da Cagnoni, dopo che la Fiera era stata spostata da quella posizione per ragioni urbanistiche, rivela il suo limite di struttura doppia e mal posizionata. Il problema degli errori di questo tipo è che poi però sono i cittadini a pagarli e non chi ha scelto prepotentemente di sbagliare. In perfetta linea con gli ideali del Partito Democratico invece di rimuovere il responsabile si sceglie oggi di agevolarlo ancora una volta con la manovra “Salvapalas”, anche se pubblicamente la si vorrebbe spacciare per piscina comunale.

I terreni dell’EX auditorium, di proprietà della Fiera, devono essere venduti per pagare le rate ad Unicredit, mutuo impossibile da pagare con la gestione fallimentare di cui Rimini è testimone. Ovviamente, perché quel terreno sia interessante per qualcuno, bisogna che sia possibile costruirci sopra  in barba a qualsiasi dichiarazione fin qui fatta e, mentre  appena un anno fa si faceva appello alla Santa Inquisizione per un semplice cambio di destinazione d’uso, oggi i mattoni sono parte integrante nel futuro del famoso anello verde (qualsiasi cosa esso sia).

Inutile dire che l’importante non è quello che questa Giunta fa, ma come il nostro Sindaco appare e, a copertura di questa ennesima contraddizione, si tentano giustificazioni prettamente mediatiche. Così la manovra Salvapalas è semplicemente una piscina da 25 metri e l’attenzione viene spostata su Borgo San Giuliano con nuove ed entusiasmanti slide che pare (e dico pare) Gnassi abbia colorato personalmente con i suoi pennarelli rossi e verdi.

E’ singolare come Cagnoni sia tanto riservato quando il Movimento gli chiede i compensi dei Manager, ma contemporaneamente  così pronto a condividere quando la cittadinanza deve sottoporsi ad una bella colata da centro commerciale per trovare riparo ai suoi passi falsi. Comunque ieri mattina, nella commissione che avrebbe dovuto precedere l’immediato passaggio in Consiglio Comunale, il Primo Cittadino ha evitato di farsi vedere e non è stato neanche chiamato come Luigi Camporesi ha ufficialmente chiesto. Un’assenza che non deve aver fatto troppo bene al maldipancia della Maggioranza, tanto è vero che la delibera è stata rimandata (forse fino al giorno in cui tutti si sentiranno di fare una figuraccia)

P.S.

A proposito di passi falsi… il presidente di Convention Bureau, i geniali gestori del Palas, oggi dichiara sui giornali che per salvare la struttura stanno pensando, con il Comune e Agenzia Mobilità, di potenziare la linea 11. Ma…. Il TRC non era già dovuto a questo? Aspettate un attimo che guardo se sono avanzati 100 milioni di Euro per una ovovia che colleghi le fiere (potrò progettarla anch’io una stronzata o solo gli altri si possono divertire?).

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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