Ma il Turismo?

Ma il Turismo?

Rimini è un Comune fondato sul turismo, ma Jesolo è meglio, me l’ha detto uno di Bolzano. Il Tale è arrivato a questa conclusione alle 6.00 della mattina ed era anche molto ubriaco. In birra veritas. Il fatto è che Franz (nome di fantasia) è arrivato a Rimini senza macchina convinto di aver a disposizione la Capitale del Turismo ed invece…

Quando comincia l’Estate qui? No, non l’estate astronomica, quella turistica. Amici albergatori mi assicurano che prima della Notte Rosa si mantiene l’operatività solo con i famigerati “gruppi”, quelli che per una camera, tre pasti, la spiaggia e la gita pagano meno del mantenimento giornaliero di un carcerato.  Russi perlopiù, quelli che dovrebbero ricoprirci d’oro in attesa dei cinesi di Gnassi.

Dunque l’estate vera comincia a Luglio, ma facciamolo bene questo punto della situazione. Saltando di carro in carro Rimini si è ritrovata con un Sindaco “giovane”, che appartiene ad una forza di Governo guidata dai “giovani”. Si direbbe la situazione ideale per la Capitale del Turismo. Nella realtà dei fatti, alla terza estate dell’Era Taglianastri, a essere pescati sono stati più gli imprevisti che le probabilità, così (stranamente) non è bastato rifinanziare aeroporti falliti, dare permessi abusivi alle ruote, pubblicizzare la Notte Rosa a Cortina e inventarsi che siamo il posto ideale per i ricchi cinesi… ma poi per quale motivo un ricco cinese dovrebbe venire a fare le sue vacanze a Rimini?  Non l’ho mai capito. I visti facili, timbrati Petitti, sembrano più un invito ad altri orientali, quelli del massaggio completo.

In questo confuso mandato Gnassi il pensiero amministrativo è in contrasto con le azioni che sono in contrasto con i fatti. Il Primo Cittadino s’atteggia a Dandy  e dunque, attento all’apparenza, si veste di slides promuovendo, a parole, cultura, guerra al cemento, innovazione e tipicità. Poi però, nell’azione, si trova a dover accontentare i potentati riminesi e allora la guerra al cemento fa una pausa per Cagnoni, l’innovazione è prevista solo per il feudo Paesani – Ermeti e la cultura… beh quella merita tutto un discorso a parte.

La cultura per il nostro Andrea è quella cosa dove lui viene bene in fotografia. Da qui si può capire come mai Fellini sia usato a Rimini solo come aggettivo e come i tentativi di innovazione vengano prospettati solo per cose che già funzionano. Mi spiego meglio: a me che Bottura e Gnassi vogliano riprodurre l’esperienza di Rimini Street Food, in cui a cavallo di una Ducati venne inventata la piadina col pesto di lardo, sotto un tendone “Felliniano”, ma con il titolo di una poesia di Tonino Guerra mi pare una stronzata… ma forse ai cinesi piace.

Mi rendo conto però che detta così possa sembrare  troppo severa. In fondo questo è uno dei riscatti che  il Sindaco  riesce a prendere per se stesso rispetto a quello che nella realtà riesce a fare per Rimini: 2-3 feste baracca all’anno e stop. Ovviamente tutto avviene nel Triangolo del Porto, sia le feste che alle 13.00 del giorno dopo ti trovi l’ubriaco che urina sul baracchino delle caramelle in piazzale Boscovich, sia le figate vip. Rimini Sud ormai se la cava abbastanza bene da sola con prostituzione a abusivismo. Rimini Nord invece è il percorso dell’Acqua, salvo poi non meritare nemmeno una piscina da 25mt.

Rimini è una città che, da tempo, ha perso l’equilibrio. Sarà stata la destagionalizzazione o l’aver reso indistinguibili i proclami dai fatti, chi lo sa. Capitale del Turismo è solo un nome, basta dare un occhiata in giro, neanche troppo lontano, per capirlo. I numeri che vengono sparati di tanto in tanto riguardano più la possibilità ricettiva che il risultato di un offerta turistica e se proprio lo spazio deve essere un pregio potremmo anche puntare ad essere la Capitale delle Conigliere.

P.S.

Un mio amico cinese quest’anno ha prenotato a Jesolo.

Davide Cardone

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