Ma Grillo sta preparando un vaffa speciale per Di Maio?

Ma Grillo sta preparando un vaffa speciale per Di Maio?

E’ deciso. Si andrà al voto su Rousseau. Il quesito, pubblicato sul Blog delle Stelle è questo:

“Sei d’accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?”

La domanda nasconde in se stessa uno sgarbo istituzionale, ma anche una grossa provocazione nei confronti di Grillo. L’elevato in questi giorni, dopo aver evitato che il Movimento andasse al voto, risulta molto produttivo, ma anche molto nervoso. Nei suoi post tira fuori di tutto, dai dialoghi con Dio al neurologo, per continuare ad orientare la sua creatura che, mai come prima, appare disorientata.

In tutti quei post, che parlano fondamentalmente di poltronofilia, c’era, almeno fino ad oggi, un protagonista occulto: Luigi di Maio.  Dopo aver evitato che il Movimento, di cui sembra si consideri ancora garante, andasse al voto e dopo la riunione di Bibbiona, tra i due è evidentemente  in corso una lotta per il potere. Beppe tira la barra da una parte con i suoi post e l’influenza che gli è rimasta. Luigi lo fa tenendo in forse l’alleanza PD, con pretesti speciosi e la richiesta di una poltrona importante.

Ora. Il quesito su Rousseau, oltre ad essere uno sgarbo istituzionale, perché condiziona un percorso di regole voluto da Mattarella, è anche una provocazione verso il Guru. La domanda infatti è insolitamente diretta e non chiede di valutare programmi o cose del genere. Chiede se si vuol fare un governo con il PD. Va da sé che, dando una risposta positiva a ciò per cui qualsiasi grillino fino a ieri avrebbe fatto Harakiri, ne uscirebbe avvalorato il suo lavoro di trattativa rispetto all’indigeribile.

A Grillo, con l’ultimo post l’ipnologia dell’Elevato, non rimane che dare un’ulteriore lucidata alla figura di Conte per non rischiare :

“E’ l’unico che ha una casa dove andare, che possiede un filo conduttore interiore: una persona eccezionale perché capace di rimanere normale, non sono tantissimi.”

Ma, per non cedere totalmente in campo, anche una strigliata al suo ex pupillo e questa volta lo fa usando il nome:

“Tre teste, si, una rivolta a Luigi, incazzata ed ancora stupefatta per l’incapacità a cogliere il bello intrinseco nel poter cambiare le cose. Con i punti che raddoppiano come alla Standa.”

Ora. Forse non tutti ricorderanno che Beppe Grillo è l’uomo che ha atteso vent’anni per  una vendetta, ossia quella di strappare la Rai dalle mani di quei partiti tradizionali che l’avevano cacciato. Noi, se fossimo in Di Maio, non dormiremmo sonni tranquilli sapendo di aver rovinato i suoi (l’Ipnologia è lo studio del sonno). Magari in uno dei prossimo post lo chiama anche per cognome.

P.S.

Una volta gli basta anche non nominarla una persona per far cadere interi MeetUP.

@DadoCardone

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