Te lo do io il Sindaco.

manifestopalermo-nonleggerlo2Finalmente è finita, non perché non mi sia piaciuta, ma perché da oggi, con il silenzio elettorale, non sentirò più la tempesta di minchiate che da destra a sinistra si è abbattuta sull’incoscienza degli elettori (e di molti candidati consiglieri). Oggi ricomincio a parlare io, dopo essere stato faticosamente in silenzio al fine di non portare via spazio agli elementi di valore che militano nella lista cui appartengo.

Ah, prima che qualcuno cominci a lamentarsi: ovviamente questo è un commento di parte. Io ho una parte e ci tengo che si sappia.

Dicevamo. La pochezza di questa campagna elettorale è stata un valido indicatore di come, quando il cittadino abbassa completamente la guardia nei confronti della politica, questa diventi inesorabilmente priva di qualsiasi competenza e significato.

Guardando le tribune elettorali su Icaro TV, ma non solo, sembra di assistere ad una farsa, quel genere teatrale che narra di fatti verosimili declinati però in grottesco. Un’interpretazione della politica che farebbe anche ridere, se non fosse per il campo cui si vuole applicare… che poi è la vita delle persone.

Non le avete viste? Ve le racconto io. Innanzi tutto i candidati sono tutti convinti di essere eletti. Capisco anche che qualche genio del marketing politico abbia detto loro che la comunicazione assertiva ha la sua importanza, ma da qui a togliere i “se”, ne passa. Parlano tutti di quando saranno sindaci, come fosse solo una questione di tempo, ma il suddetto espertone di comunicazione ha dimenticato di spiegargli che se poi, alla fine, hai bisogno di leggere persino il tuo invito al voto quella falsa sicumera ti si rinfaccia peggio della peperonata alle due di notte.

“Candidato! Perché dovremmo votare la sua lista?”

“Aspetti che controllo”.

Badate bene però che non è solo una questione di etichetta televisiva, è proprio una mancanza politica. Tutti hanno detto (o letto) cosa farebbero se fossero Sindaci, ma a nessuno, tranne che a Mara Marani, è passato per la mente di dichiarare cosa farebbe dovesse toccargli un banchetto di minoranza. Che cultura politica è quella che reputa il ruolo di opposizione indegno di essere considerato? Al di là del potere esecutivo esiste anche un ruolo di garanzia e controllo che va gestito con altrettanto senso del dovere.

Questa ignoranza collettiva poi viene magnificata dal carattere dei singoli partecipanti, a cui ora darò il voto nello stile Citizen.

Andrea Gnassi – Riesce ad essere pessimo anche come vincitore annunciato. Qualsiasi domanda gli fai, risponde: Fogne. Una volta il monodiscorso gnassiano era più articolato. C’erano vision, traiettorie, post-dubaismo (qualsiasi cosa esso sia) e pedalate friburghesi, ora solo fogne. Il motivo forse è che ha esaurito la memoria disponibile, dovendosi ricordare le promesse fatte a tutte le liste di cui si è circondato per paura del Movimento, prima, e di Melucci, poi. Una lista per ogni categoria, chissà che divertimento in approvazione di bilancio e che risate quando Pizzolante presenterà il conto. Esiste una pratica erotica che si chiama Ipossifilia e consiste nello strozzarsi da solo, per togliere ossigeno al  cervello e intensificare l’orgasmo… questa campagna elettorale di Gnassi pare seguire gli stessi principi, forse vuole godersi di più l’orgasmo della vittoria. Nel frattempo l’unica evidenza degli 80 mila euro di spesa elettorale dichiarata è stato un camion vela con gigantografia, parcheggiato inesorabilmente nei pressi di ogni evento che attirasse più di sei persone. Voto: 6 – è diventato il cartonato di se stesso.

Marzio Pecci – Vince ad horem la classifica dello spara minchiate. E’ una cazzata persino che sia leghista, lo testimonia inequivocabilmente il fatto che non riesca ad indossare la felpa Rimini.  Con quella addosso ci ha fatto un video e una comparsata con Salvini, ma poi ha deciso di aver dato abbastanza.. in fondo risiede a Pesaro ed esercita a Riccione, così a nord nella Padania non si era mai spinto. E’ un artista della bomba di stile renziano. Alla sua prima registrazione su Icaro è riuscito a dire che avrebbe portato il traffico del Fellini a 47 milioni di passeggeri, praticamente Fiumicino. Sapete cosa… sentivo la mancanza di qualcuno che dicesse sciocchezze sull’aeroporto. Anche sugli altri argomenti la poca conoscenza dei temi riminesi è imbarazzante. A parole, oltre a trasformare il Fellini in Heatrow, ha anche riqualificato tutte le colonie (tutte), risolto il problema dell’abusivismo, della Sicurezza e delle Mafie in Riviera. Praticamente è Batman, miliardario di giorno e paladino della giustizia di notte. Voto 4 – di superficialità ci basta quella che abbiamo.

Luigi Camporesi – Voleva fare il candidato sindaco del Centro Destra, ma essere un ex grillino che ha abbandonato la nave quando (per combinazione) non gli hanno eletto la moglie in regione non è un bel biglietto da visita. La sua voglia di essere a capo di una coalizione però lo ha portato ad inventarsene una che, a suo dire, è piena di grillini (io ne conto sei) e che si ispira alle pratiche Veronesi di Flavio Tosi. Sanno tutti che se Verona avesse il mare sarebbe una piccola Rimini.  Le cose che colpiscono di più però sono: la sua interpretazione della faccia simpatica ne “i clippini di Camporesi”, manco Jack Nicholson in Shining, e l’odio inverecondo per Gnassi. Pare (e dico pare) che una volta il camion vela di Gnassi abbia incontrato il camion vela di Camporesi ad una rotonda e si siano corsi dietro per un’ora. Chi lo conosce comunque sa bene che l’odio non è solo verso il Sindaco uscente, ma verso chiunque lo ostacoli anche solo nella sua immaginazione. Gli altri avranno modo di accorgersene. Per ottenere un risultato degno di nota gli servono i voti del defunto Movimento e per questo usa Marco Fonti, consigliere uscente del M5s. La campagna di Fonti si basa sul fatto che ha un cane (perché alle Comunarie il video con il cane era stato il più visto), passa ore in mezzo al mare (perché è un uomo che si sacrifica?) ed è portatore dei veri principi del Movimento (perché ne ha copiato il simbolo). Riusciranno i due a incanalare i voti dei grillini confusi, a surclassare Marzio er Bomba Pecci ed arrivare al ballottaggio? Non lo so, ma, nel caso, poi ricordatemi di raccontarvi la storia della cassa. Voto 3 – L’empatia è l’unica cosa che non si può simulare.

Sara Visintin – è ancora convinta di essere un Assessore e come tale parla quel linguaggio fatto di parole che significano poco, ma ti fanno perdere tempo e a volte i sensi. Ha avuto il coraggio di intestarsi le battaglie per cui ha fatto il parafanghi di Gnassi. Acqua, teleriscaldamento, rifiuti. Ah! Naturalmente le fogne sono merito suo. Tutte cose che spiega nelle occasioni tv tramite parole come Efficientamento, termine veramente pop. Voto: dovrei dare un voto, ma le devo il favore da quando facevo parte del comitato per il teleriscaldamento, dunque prima dovrò valutare, ponderare, efficientare e aprire un tavolo tecnico.

Mascioni CampiOttaviani: Sono costretto a metterli insieme, non perché il pezzo si stia facendo lungo, ma perché non saprei come valutarne la prestazione. Hanno avuto bisogno di molti appunti per esprimere le loro posizioni e, sinceramente, mi meraviglio di Marina Mascioni che pratica la politica da diverso tempo. E’ stata comunque meglio degli altri due che sembrava recitassero la poesiola: “maestra … la prima volta che la dico posso leggerla?”. Per le prossime che ne dite se facciamo un bel torneo ad eliminazioni? Ci risparmieremmo almeno 15  giorni di sciovinismo alla Ottaviani con tanto di croce celtica in bellavista. Voto N.C. – al confronto persino le trasmissioni del Consorzio Nettuno sembravano Fast and  furious.

P.S.

Manca Mara. Non sarei obbiettivo. Votatela.

dado

 

@DadoCardone

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