Le rapine di Gnassi.

Non vorrei essere frainteso, perché l’argomento è delicato e riguarda le legittime aspirazioni di Rimini Nord ad avere un lungomare riqualificato. La premessa d’obbligo è, dunque, che le promesse fatte ai cittadini della zona dovrebbero trovar modo di essere realizzate.

Il problema per Rimini Nord, come lo è per Rimini Sud, che di quelle promesse non ha sentito nemmeno l’odore, non è però che il nuovo Governo abbia o meno tagliato qualcosa. La questione è che in anni di Centro Sinistra, benedetto dalla continuità, le periferie di Rimini sono state oggetto tutt’al più di “mance elettorali”.

A Rimini ne sono stati spesi di Big Money. Basti pensare all’inutile TRC, se parliamo d’infrastrutture, o ai soldi pubblici buttati nel pozzo senza fondo di Aeradria, o ancora ai passa cento milioni investiti nel comparto “ cultura”, tra teatri economicamente insostenibili, piazze Ikea sotto il castello e passerelle quasi ciclabili che vandalizzano l’invaso del ponte di Tiberio. Questa ovviamente è una sintesi riduttiva, le spese sono state tante e tali che Rimini dovrebbe essere completamente un’altra città.

Il punto è che nella programmazione degli investimenti le periferie non sono mai state considerate. L’anno scorso, in scadenza di mandato, il magnanimo Gentiloni si è fatto un bel tour a firmar patti, chiedendo in garanzia semplici dichiarazioni di intenti a Sindaci che, come Andrea Gnassi, hanno costruito la loro leggenda sui rendering.

Ora. Ai firmatari di quei patti non serviva la sfera di cristallo per prevedere quello che sarebbe successo, se la loro parte politica non avesse prevalso nelle imminenti elezioni. E’ per questo che, secondo me, ci vorrebbe una legge che impedisse mance elettorali, perlomeno al di fuori di una programmazione economica sicuramente sostenibile. Gentiloni, secondo il nuovo Governo, non aveva spazio per fare quel tipo di promesse, perché non completamente finanziabili e perché incuranti delle prerogative Regionali.  Da qui la decisione di rivedere i progetti.

Giusto? Sbagliato? Ognuno degli interessati, per parte politica o perché destinatario di quei progetti, si sarà fatto legittimamente la sua opinione e la difenderà nel modo che ritiene più consono. Poi però… c’è Gnassi, che se fosse nato in Campania sarebbe il legittimo successore di Mario Merola.

Il Primo Cittadino, a mezzi d’informazione locali riuniti, l’8 agosto, urla alla “Rapina”, espone immaginette della Santissima Madonna del rendering e afferma di essere già “al progetto esecutivo”. Peccato che l’esecutivo arrivi solo dopo il definitivo e il definitivo è stato approvato la stessa sera dell’8 con una riunione di Giunta straordinaria. Sto giro la manovra di mettere tutti davanti al fatto compiuto ha il fiato grosso.

Pare evidente, almeno a chi scrive, che lo spettacolo, compresa la ventilata minaccia di non versare l’IMU allo Stato, sia recitata a favore d’opinione pubblica, più che per una speranza frustrata. Esacerbare la discussione chiamando alla rapina, approvare progetti a parole, prima che con gli atti, e minacciare rivolte fiscali, non sembrano proprio caratteristiche di chi ha una ragione legale da sostenere. A dirla tutta, sembra più che altro l’imbastimento di un bel ruolo da vittima.

P.S.

A Pulcinella lo vedono solo quando va in carrozza. [Proverbio Napoletano]

@DadoCardone

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