“L’anno del Diluvio” di Margaret Atwood – Recensione.

“L’anno del Diluvio” di Margaret Atwood – Recensione.

edito da Ponte delle Grazie – 19,60€ se lo trovate.

Apro subito in polemica con l’Editore, così, all’americana. Come avrete notato (tutti e 4, cari lettori) ho dovuto mettere un altro romanzo in mezzo prima di poter continuare con la trilogia dell’Adamo Pazzo. Perché? Perché c’è questa usanza di ristampare solo il primo libro della trilogia, per vedere se va. Il secondo l’ho trovato originale del 2009, su Amazon. 

Ora… a parte la copertina, che sembra quella di un romanzo di Liala, a parte che ho perso un sacco di tempo, possiamo continuare.

Ci eravamo lasciati con Jimmy “uomo delle nevi”, avvolto nel suo lercio lenzuolo, convinto di essere l’unico umano rimasto sulla Terra. Lucido a fasi alterne, è anche il custode dei Craker, la nuova razza creata dal suo amico Crake, lo stesso che ha fatto fuori di proposito l’umanità con una pandemia. I nuovi esseri sono bellissimi, genericamente perfetti, vegetariani, immuni alle punture degli insetti e alle gelosie amorose.

Nel secondo volume, “l’anno del Diluvio”, veniamo a sapere che Jimmy non è l’unico sopravvissuto. Ripercorrendo gli ultimi 15 anni, scopriamo che, per motivi più o meno casuali, sono sopravvissute alcune persone della sua vita precedente. Queste ed altre ancora, erano state addestrate alla fine del mondo. Hanno infatti fatto parte dei Giardinieri di Dio, una religione ecologista ed ortodossa che in qualche modo aveva previsto che il mondo di sarebbe spinto troppo oltre, fino a provocare il Diluvio senz’acqua.

In questo secondo volume si nota come la Atwood avesse già seminato nel primo libro indizi di ulteriori sopravvissuti e, cosa che mi è piaciuta molto, riesce a far sì che i due volumi siano un’unica grande storia raccontata da due punti di vista diversi.

Spero che il terzo volume (l’ho già preso, tranquilli voi 4) proponga una fine all’altezza di quanto letto finora. I soli limiti della narrazione sono di natura tecnologica, più che perdonabile visto che sono stati scritti 17 anni fa. E poi… il resto è così tremendamente attuale che, per i temi trattati, potrebbe essere stato scritto ieri.

Fuori due, ne manca uno. L’Adamo Pazzo ve lo straconsiglio.

@DadoCardone

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