La seconda porta di Raul Montanari – Recensione.

La seconda porta di Raul Montanari – Recensione.

Edito da Baldini+Castoldi. 347 pagine. 18 Euro al momento del mio acquisto.

Il romanzo di questa recensione parla di un tema molto sentito, l’immigrazione. Non lo fa, però, affrontando l’intera questione, usa il rapporto tra due persone. L’espediente narrativo è il sentimento di chi, al di là delle ideologie, si trova ad aver a che fare materialmente con il prodotto di quella migrazione che tanto impegna le cronache. Persone.

Milo Molteni è un famoso pubblicitario italiano, il più conosciuto per quanto riguarda i temi sociali. Tra i suoi clienti ci sono anche associazioni d’accoglienza per gli immigrati. La sua, tuttavia, è un’adiacenza superficiale, belle campagne con poco guadagno, che servono al suo socio per attirare clienti grossi e danarosi.

Milo soffre di questa incongruenza, come soffre di una relazione finita da cui non riesce a staccarsi e di un’insonnia che combatte solo con alcol e benzodiazepine. Tutto cambia quando i suoi vicini di casa muoiono e il figlio della coppia gli propone di acquistarne l’appartamento, sopra casa sua. L’immobile ha una porta nascosta, quasi un passaggio segreto, che va dall’ultimo piano al cortile. Proprio da questa porta entrerà nella sua vita Adam, un immigrato egiziano minorenne che cerca di scappare da una brutta faccenda legata proprio all’immigrazione. Il giovane egiziano lo costringerà a fare i conti con la realtà che Milo pratica solo a parole.

A condimento del tutto, un nuovo amore, uno strano investigatore privato e Han, un’organizzazione segreta che processa e uccide gli scafisti.

La seconda porta è un bel libro, scritto bene (d’altronde Montanari è uno che insegna a scrivere). Forse alcune parti sono risolte con un po’ di “mestiere” grazie all’investigatore Velardi, personaggio ricorrente nei suoi libri, ma non è un fatto che disturba la lettura. Quello che mi è piaciuto di più è il fil rouge del romanzo, che poi è anche una citazione di Martin Amis in epigrafe al romanzo: “Cos’è un uomo, se gli togli le scuse?”

@DadoCardone

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