La scoperta dell’acqua fredda.

La scoperta dell’acqua fredda.

Scrivo queste poche righe a futura memoria della mia avversione ai falsi moralismi. Ci tengo.

Quando “Tony the Fridge” ha corso la Maratona di Londra (e non solo quella) con un frigo di 42 kg sulla schiena, per attirare l’attenzione e raccogliere fondi per la ricerca contro il cancro, la notizia non è nemmeno arrivata in Italia, se non tramite qualche sito web che raccoglie curiosità.

Un paio di giorni dopo che Zuckenberg accettava la sfida dell’Ice Bucked il nostro Presidente del Consiglio era già in mutande che si tirava un secchio d’acqua gelata in testa. Qual è la differenza? Certo non è difficile individuare nella semplicità d’esecuzione e nell’esibizionismo le chiavi del successo virale di questo nuovo fenomeno social media, ma il risultato finale è l’attenzione sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Pregio non da poco.

L’Ice Bucket , sia chiaro, può piacere o non piacere senza che venga restituita alcuna motivazione, ma se poi le motivazioni per avversarlo  sono stupide è ovvio che si provochi una replica. Personalmente mi sono fatto una classifica delle astruse motivazioni con cui l’esemplare “moralizzatore” si sente autorizzato a puntare il dito contro questa pratica.

6^ Posizione: l’ha detto il Papa. Sono tentato di citare un mio amico, un tale che ha scelto Esticazzi come nickname, ma mi limiterò ad una considerazione di carattere generale. Sebbene il nuovo Papa abbia un simpatico ed efficiente ufficio marketing farebbe bene ad impiegarlo in questioni più importanti o che perlomeno riguardino il suo specifico campo di competenza. La morale non è primato della Chiesa.

5^ Posizione: la secchiata è un’esibizione, bisogna donare a prescindere. Certo… e poi chi dice questa cosa, di solito,  esibisce la sua donazione con ricevuta. Il fatto che restino all’asciutto non inganna, si tratta sempre di esibizionismo, se non lo fosse donerebbero senza farsi pubblicità. Sarei proprio curioso di vedere quanti di questi filantropi erano preoccupati degli scarsi successi della ricerca sulla SLA prima dell’Ice Bucket.

4^ Posizione: la fase goliardica toglie spazio all’informazione. Come dire: tutti pensano al secchio, ma pochi si informano sulla SLA. L’approfondimento è auspicabile, ma non è lo scopo principale dell’iniziativa. Icebucket è un fenomenale sistema per veicolare anche i denari di chi normalmente non si interesserebbe alla cosa. Pecunia non olet… come diceva Vespasiano. In ogni caso la pagina Facebook  dell’Onlus Aisla (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) riferisce di 143.000 accessi unici in 4 giorni sul sito ufficiale, dunque qualcuno , nell’evidenza dei fatti, si è interessato.

3^ Posizione: Si tirano solo il secchio, ma non danno soldi. Non è proprio così. Negli USA con questo giochino sono stati raccolti 62.5 milioni di dollari e in Italia non siamo lontani dai 300.000,00€, che sono 300 mila Euro in più di prima. Se poi qualcuno tra i 24 milioni di video si è tirato in testa un secchio gratis, beh…. Bravo stronzo!!

2^ Posizione: Non si scherza con malattie così serie. Anche questa considerazione lascia il tempo che trova. Per quanto riguarda il caso particolare il primo sfidante Ice Bucket è Pete Frates, ex promessa del Baseball americano, oggi malato di SLA.  Più in generale queste “sfide”, in nazioni di lingua inglese, sono molto popolari e vengono associate abitualmente alle attività di foundraising di qualsiasi genere.

1^ Posizione Assoluta: E’ uno spreco d’acqua, con tutti i bambini africani che muoiono di sete.  L’Ice Bucket è quel contenitore dove di solito gli sportivi mettono a raffreddare le bevande in acqua e ghiaccio e, guarda caso, prima che ci fosse qualcosa da giudicare, non sono mai stati uno sfregio alla disgrazia dei poveri infanti africani. Sicuramente questi fenomeni della carità faranno docce brevi, chiuderanno l’acqua mentre si lavano i denti, riutilizzeranno l’acqua dove hanno messo a freddare birra e anguria e, sicurissimamente non vestiranno jeans. Cosa centrano i Jeans? Molto, visto che per produrne un solo paio servono circa 9500 litri d’acqua. Neanche a dubitare che cotanti moralizzatori idrici saranno tutti i giorni a protestare fuori dal loro Comune visto che in Italia gli acquedotti perdono una media del 34% di acqua immessa.

Leggittimatio ad capocchiam

P.S.

Ho letto che in molti se la sono presa con Luciana Litizzetto in quanto  ha donato solo 100,00€. Perché si fa così fatica a capire le semplici regole di uno stupido gioco? Nominato ti tiri una tinozza in testa, dai 100 € e nomini altri tre. Stop. Donare di più di quanto richiede la sfida, quella sì che  sarebbe esibizione… se poi vuoi farlo privatamente nessuno te lo nega.

Davide Cardone

new_twitter_bird_vector_by_eagl0r-d2yth6g-1024x576[@DadoCardone]

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.