La rapina di San Valentino

[Quando la brutalità nasce dal normale.]

 

Questa storia l’avete già sentita, ve ne avranno parlato o ne avrete letto sui quotidiani. Ora però bisogna che ve la racconti io.

Candida, di nome e di fatto, è una dolce ottantenne, tanto soave da far sfigurare la nonnina della candeggina Ace, che nel confronto sembrerebbe una maitresse. Ha avuto problemi neurologici, prende dei medicinali che la rallentano un pochino, ma è indipendente ed ha una parola di sincero interesse per ognuno dei numerosi vicini, abitanti come lei nel condominio Acer della Gaiofana.

Una delle sue vicine è Ylenia. Vive con sua madre che, come Candida, abita nel palazzo dall’inaugurazione nel 2011. Ylenia è una ragazza normale. Gentile, sorridente, educata, una che descrivereste senza grilli per la testa.

Con la madre la ragazza condivide un amore viscerale per gli animali. Non quelli con il pedigree, ma i trovatelli. Cani, gatti… ne hanno, ne adottano, ne soccorrono e addirittura si preoccupano di come vivono nelle altre case.

Un luogo comune sostiene che chi ama troppo gli animali non si cura altrettanto degli esseri umani. Non è il caso della mamma, che se può lava i panni a qualche disgraziato, né della figlia che il suo amore più grande, quello immaturo e passionale dei vent’anni, lo riversa su di un randagio con sole due zampe. Salvatore.

Il Favoloso Salvo è un simpatico guascone, con qualche precedente e poca voglia di lavorare. Ha però la dote fondamentale per essere il campione del cuore della ragazza. Opera un coinvolgimento romantico senza pudore, quello per cui cambia il suo stato Facebook non in “fidanzato”, ma in “sposato” con Ylenia.

Fino a qui è una storia normale, forse addirittura banale. Salvatore, però, è quel tipo di persona pericolosamente accidiosa. Racconta di molti progetti, ma non fa nulla per realizzarli, li spegne nello sforzo creativo e preferisce adagiarsi su quello che gli altri possono fare per lui. Poi si sa, la colpa della sua situazione è degli altri. Negli altri non è compresa Ylenia… fino a che lo segue.

E la ragazza lo segue. Lo fa fino a Biancavilla, in provincia di Catania. Lo fa forse credendo di realizzare il sogno d’indipendenza, a fianco del suo cavaliere con qualche macchia, ma senza paura… se escludiamo quella di lavorare. A lavorare, nei piani iniziali, ci doveva pensare lei. Lui, il cervello, s’iscrive all’Università, o perlomeno ne da comunicazione su Facebook.

Presto, “Core mio e Vita mia”, si accorgono che per vivere ci vogliono i soldi. Lasciano i debiti dove stanno e tornano a Rimini. Prendono casa in un residence. Forse lui le spiega che in Romagna troverà lavoro più facilmente, d’altronde ha fatto lo IAL a Riccione e nell’edilizia qualcosa a nero si trova sempre…. Insomma, ci pensa lui.

Mentre riflette bene su cosa fare, però, manda avanti Ylenia a chiedere soldi, ma, a dieci euro alla volta, non saltano fuori nemmeno i soldi per il residence. Da qui in poi l’Accidia e l’Amore, due sentimenti solitamente molto comuni, fanno l’impossibile. Generano un Mostro.

I fatti sono la cronaca per come l’avete appresa. Il giorno di San Valentino Ylenia va a chiedere un prestito a Candida, che pensa alla solita mancetta da dieci Euro. Candida però non sa di essere entrata a far parte dei piani di sostentamento del Mostro e ne subisce le conseguenze. Il Favoloso Salvo, rimasto fuori dalla porta, entra coprendosi il volto con un ombrello e costringendo la povera vecchina in ginocchio sul pavimento, per legarla e imbavagliarla con del nastro adesivo.

Non è chiaro se Ylenia sia rimasta ad assistere il suo imbelle omuncolo o se si sia ritirata cercando una base per costruirsi l’alibi dei “due rumeni”, che testerá più tardi prima con la madre. Fatto sta che Candida, dopo essersi rivelata improduttiva ai fini della coppia, viene lasciata legata per ore.

Candida ha guardato negli occhi un Mostro con l’espressione e il sorriso di una ragazzina educata, che ha quasi visto crescere, ma le mani di un Essere abbietto travestito da Vero Amore. C’è da scommettere che, anche se i due sono stati individuati e arrestati prima che finisse la giornata, quel mostro rimarrà nell’aria per molto e mai se ne andrà dalla psiche della povera ottantenne.

Questa è, più o meno, la storia di come una brutalità sia nata dove nessuno si aspettava. L’unico sollievo concesso è che i problemi di Candida non siano riemersi nel momento sbagliato, trasformando il caso di una rapina scombinata in un omicidio preterintenzionale.

“Amor che nullo ha amato amar perdona”, rimava Dante dall’Inferno, ma c’è da scommettere che per questa storia non sarebbe svenuto provando troppa “pietade” di fronte ai due innamorati.

 

@DadoCardone