La Posta del Fegato – Vergogna!

La Posta del Fegato – Vergogna!

09571-manette-con-pelouche-rosaIn questi giorni, date le nostre testimonianze dal cantiere del T.R.C., sono arrivate un po’ di “letterine” alla Posta del Fegato. Vi proponiamo quella con meno parolacce che, comunque, rappresenta il punto di vista di un nostro lettore parecchio indignato. 

La Redazione

 

E’ UNA VERGOGNA!!!!

la maggioranza politica , quella Riminese  che spende oltre 100.000.000,00 di euro per realizzare un trasporto locale, che porta dal nulla al niente, su un progetto del 1993.

Cioè stiamo realizzando nel 2013 un progetto scelto 20 ANNI FA’!!!!

Gli anni di Mani Pulite, Tangentopoli. Gli anni della Lega Nord (tu quoque) che dava dei ladri a Craxi ed i suoi compagni di merende. Gli anni del colpo di spugna del decreto Conso che depenalizzava il finanziamento pubblico ai partiti sventato da Scalfari . Gli anni dei dobloni di Poggiolini in cambio di chissà quanti sieropositivi, poveri cristi! Gli anni di Di Pietro, Cusani e del suicida Gardini. Quando i cellulari erano cabine telefoniche con le ruote

Come andare al Trony e comprarsi un Commodore 64. Oppure andare in concessionaria e comprarsi una Fiat Uno. Nuovi di pacca!!!!

Un’opera pubblica costosa anche emotivamente, che stupra territorio, famiglie, senza se e senza ma.

Succede allora che un omino sempre sorridente e dai modi gentili, decide di difendere la sua famiglia ed ingaggia un ingegnere cazzuto che insieme al suo avvocato riescono a dimostrare che più che un esproprio quello che stava subendo era uno stupro. Lo dice il T.A.R.: infatti il Giudice Amministrativo ritiene opportuno emettere un’ordinanza, contingente e quindi urgente, che specifica che non si possono demolire porzioni diverse e maggiori di quelle effettivamente oggetto di esproprio: 8 mq! Solo che al metro quadro numero 5, ci sta una colonna di cemento armato che, se demolita, fa venire giù gli altri 22 mq che invece non devono essere toccati.

Esticazzi! Martedì  arrivano le ruspe di Agenzia Mobilità. Succede allora che il figlio dell’omino, salta sul tetto. E i suoi compagni del Movimento 5 Stelle, compatti vanno sul posto. Succede che allora arriva la Polizia, la Digos, i Pizzardoni, Giornalisti e Tv. Anche il Deputato Grillino Giulia Sarti si fa sentire  con i Carabinieri, la Procura, il Vice Ministro ai LLPP e la Prefettura (manco a dirlo, non pervenuta) e parte un esposto istituzional-giudiziario. Succede allora che Il Consigliere Comunale Camporesi (m5s) va pure lui in procura e deposita altro esposto. Allora la procura di Rimini compie l’atto dovuto di apertura di un fascicolo per un sospetto abuso d’ufficio a carico di ignoti.

INGNOTI?!?!? Forse gli è sfuggito che fuori da ogni cantiere c’è un cartello con su scritto il nome e cognome del Direttore dei Lavori, quello per la Sicurezza, il Committente ed il Proprietario delle opere, e l’Impresa Esecutrice.

Succede pure che nessun provvedimento cautelare viene disposto dall’autorità giudiziaria nonostante un altro magistrato,  sull’onda di un periculum in mora, scrive  a chiare lettere un’ordinanza di natura cautelare.

Si vede che la superacazzola alla Ghedini raccontata da AM, li ha convinti che l’ordinanza emessa da un organismo amministrativo come il CIPE, supera ( con salto triplo  carpiato con doppio avvitamento a sinistra ) il dispositivo di un’ordinanza della magistratura: ma non faccio l’avvocato e mi potrei sbagliare.

Succede allora che gli operai arrivano di nuovo il giorno dopo ma senza ruspe e montano una recinzione che impedisce di poter salire sul tetto, tanto più che le scale vengono chiuse e rese inaccessibili. Un presagio.

Succede che allora Camporesi  riparte,  in resta, e torna in Procura per formalizzare la richiesta di sequestro cautelare. Documentato col verbale di sopralluogo di due pizzardoni che hanno certificato l’intenzione di AM effettivamente vuole demolire ciò che non si può.

E mentre la questione arriva sulle pagine di tutti i giornali, nessuno tra Giunta, Consiglieri Comunali di maggioranza o di opposizione si è mossa o abbia proferito parola: neanche il Sindaco. Neanche per legittimo dubbio!

E’ UNA VERGOGNA!’

@George

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