La morte cerebrale dell’Erbetta Pensiero.

Alla fine è successo. L’hashtag  #Erbettapensiero ha tirato una linea dritta e il suo proprietario lascerà la valle di lacrime della Maggioranza Gnassiana per finire nell’Aldilà, ossia tra i banchetti della destra. Fra truci leghisti, saluti romani e prima gli italiani, finalmente il consigliere di Patto Civico potrà ricongiungersi alla sua sede naturale, tra i banchi dell’opposizione.

A farlo capitolare non è stato, come sarebbe stato logico aspettarsi, l’illegittimo taglio della siepe tramite partecipata pubblica, di cui è stato recentemente accusato. No. Galeotta fu la critica alla Molo Street Parade, perché la Destra Mimetizzata da Sinistra, creatura di Pizzolante, può ammettere tutto tranne che a Rimini turisticamente ci sia qualcosa che non vada. A Rimini non c’è Malavita Organizzata, non c’è lavoro nero e gli scarichi a mare buttano solo acqua di fonte, l’imprenditoria lo pretende.

La dipartita non è però inaspettata. Dopo la fallita sortita in Parlamento (voi scherzate, ma lui ci credeva) e il fattaccio della siepe, Mario Erbetta aveva cominciato a rispondere male, sulle pagine di Gaiofanando, a chi gli chiedeva conto della falciatura del parchetto… suo cavallo di battaglia. In breve è passato dal taglio dell’erba al taglio della corda, diretto (chissà perché!?) verso gli elettrodotti, argomento con lo stesso appeal della cardatura del ratto muschiato. Sempre più ombroso e distaccato aveva evidentemente già deciso di farla finita.

Vorremmo dire che ci mancherà, ma abbiamo come l’impressione che queste braccia rubate alla destra (e alla potatura delle siepi) si faranno sentire ancora. Per adesso, dal prossimo Consiglio Comunale, lo immaginiamo lì… ad insegnare gli Hashtag ai Leghisti.

 

@DadoCarodone

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