La Gaiofana? Si merita una scuola da terremotati.

 

Il problema della fatiscenza delle scuole in Italia è un problema di risorse o di volontà? Non possiamo parlare delle altre Amministrazioni, ma a Rimini abbiamo dei punti di riferimento piuttosto precisi.

Negli anni siamo stati testimoni di allagamenti “eccezionali”, di pezzi di soffitto e finestre che lasciano autonomamente la loro sede naturale, di ambienti riscaldati con termosifoni elettrici portatili, di spogliatoi delle palestre devastati, di luoghi arrangiati per far posto ad alunni non previsti (nonostante il calo demografico).

Se tutto ciò fosse solo frutto di contingenza, come vetustà delle strutture e mancanza di fondi, logica vorrebbe che, quando si costruiscono nuove strutture, si cerchino di evitare i vecchi problemi. La scuola di Gaiofana, inaugurata nel 2013 ed esibita come uno dei fiori all’occhiello dell’Amministrazione Gnassi, sfugge a questa logica. Costruita in tempi record, non si sa se per fretta di sostituire la vecchia scuola pericolante o se per ansia da inaugurazione, manca di diverse necessità. La palestra, per esempio, prevista nel progetto originale, non è mai stata realizzata. Stessa sorte per la mensa.

Come in qualsiasi vecchia scuola, insomma, panino nello zaino e attività fisica da ospiti, in qualche luogo più fortunato. A tutto ciò si aggiunge scarsa lungimiranza, perché alcuni genitori già lamentano l’insufficienza dello spazio delle aule per il numero di alunni in arrivo. Si poteva prevedere? Certo. Basti pensare che solo il nuovo condominio Acer, inaugurato nel 2011, ospita una cinquantina di famiglie. Si poteva supporre che, prima o poi,  di sezioni ne sarebbero servite almeno due?

Il Consigliere Comunale Nicola Marcello ha tirato fuori la questione giovedì scorso, con un’interrogazione cui ha risposto l’Assessore alla Scuola Mattia Morolli. L’Assessore, il quale pare sia andato di recente a misurare gli spazi della scuola, tanto aveva in mente di cosa si stesse discutendo, ha risposto molto approssimativamente e con i soliti parametri dell’attuale Amministrazione.

In particolare, dopo aver inventato il sostantivo “Insoddisfacenza”, ci fa sapere che:

  • La nuova scuola, che si basa sui principi di costruzione post sismica dei comuni di Molinella e Camposanto, è meglio di quella di prima. Giacché quella di prima era (ed è) una struttura fatiscente, ormai non più a norma, che si affaccia solo sulla trafficata Montescudo, beh… esiste un’espressione un po’ volgare per ringraziare, che tutti conoscete e che qui non ripetiamo.
  • Una parete mobile trasforma parte della nuova struttura a volte in palestra, a volte in mensa. Cosa, consideriamo noi, che deve generare molta confusione, perché l’attività fisica si fa comunque alla scuola del Villaggio Primo Maggio e la mensa è usata solo per l’unico rientro obbligatorio nel pomeriggio. Per il resto panini.
  • E’ presto per parlare di aumento degli iscritti, bisogna aspettare un paio di mesi. Certo… un paio di mesi nei quali tutti quelli che non avranno trovato posto s’iscriveranno altrove.

Nicola Marcello, giustamente, si dichiara non soddisfatto e trasforma l’interrogazione in mozione. Anche perché, fa notare il consigliere, la palestra di una scuola, in una frazione popolosa come quella di Gaiofana, può servire anche ad altre attività che decisamente mancano.

Finita qui? Per l’Assessore Mattia “Meglio che Niente” Morolli sarebbe preferibile, ma, se pensa di placare gli animi con una supercazzola, sta certamente sottovalutando la caparbietà delle mamme. Grave errore. Moti carbonari già si agitano tra le chat di Wathsapp e la sua rabberciata risposta sarà utile solo come precedente di maldisposizione nei confronti del problema.

Si ritorna quindi alla domanda iniziale. Problema di risorse o di volontà? Tenuto conto che nello stesso bilancio in cui si stanziava la somma non sufficiente a dare una palestra e una mensa alla scuola di cui si discute, sono stati stanziati 17 milioni di euro per acquisire (non comprare) i diritti di superficie dell’ex seminario (scuole Marvelli) dalla Curia, diremmo che si tratta decisamente di un problema di volontà. Se nei quattro successivi bilanci non si è riusciti ad infilare risorse per completare la scuola, poi, possiamo sicuramente affermare che le priorità sono altre.

P.S.

“Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere.” [Piero Calamandrei]

 

@DadoCardone

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