La Franka ha peccato?

Come da comunicato passato per queste pagine, dei Grillini volenterosi stanno cercando di risorgere dalle ceneri della diaspora, che li ha visti protagonisti in questa campagna elettorale riminese. Richiamarsi ai principi, non solo per queste elezioni, ma anche per obbiettivi di più ampio respiro è cosa buona e giusta. Esistono però delle zavorre di cui si dovrebbero liberare per tornare a distinguersi per coerenza.

Se è vero, come è vero, che il dictat dell’ Ayatollah Davide Casaleggio ha distrutto ogni speranza, malamente  tenuta in piedi dal direttorio placebo, è anche vero che il comportamento di alcuni personaggi passati per i Grilli Pensanti ha contribuito a colmare la misura. L’Ecumenicità è la gioia e il dolore del Movimento, si sa, però alcune persone in perenne conflitto di interessi non si sarebbero nemmeno dovute accostare ad un gruppo che vuole cambiare le cose.

Una di queste è ovviamente Carla Franchini, che non perde occasione di dimostrare la sua inadeguatezza alla missione. L’ultimo atto distopico, di quella che in tutta la Regione chiamano ormai Franka, è avvenuto due sabati fa. I Grilli Pensanti, come ogni sabato mattina, hanno aperto il loro gazebo, convinti che la missione fosse continuare in ogni caso a raccogliere le istanze dei cittadini. Va sottolineato che il gazebo in questione occupa uno spazio regolarmente autorizzato dal Comune, per posizione e scopo, con tanto di apposizione di valore bollato.

Nel mezzo dell’attività sono stati letteralmente investiti dalla veemenza della Consigliera Franchini, che struccata come non la si era mai vista (evidentemente per l’urgenza di quello che si era messa in testa), ha vociato e strepitato fino a riuscire nell’intento di far togliere il banchetto. L’accusa era quella di non essere autorizzati a portare il simbolo in piazza, ma il Consigliere Tamburini, Capo Gruppo Consigliare del Movimento era a conoscenza dell’azione, altrettanto il Consigliere Fonti. Che diritto pensava di avere rispetto al simbolo la Franka?

Di diritti nel corso del tempo se n’è intestati parecchi. Per alcuni versi è sembrata parte del drammatico esperimento dell’Università di Stanford coordinato dal Professor Zimbaldo, che ha dimostrato come basti una divisa per far nascere atteggiamenti vessatori in una persona normale. Carla Franchini, ovviamente subito dopo essere stata eletta, non ha tardato nel dimostrarsi avulsa dal gruppo… non solo con l’inesistente partecipazione. Un piccolo elenco dei comandamenti violati in quanto Portavoce.

  • Primo Comandamento: Non lavorerai per altri partiti. Il suo mandato parte in conflitto d’interesse. Infatti appena eletta viene anche assunta dal Comune di Coriano, Giunta di CentroDestra, con atteggiamento che i testimoni giudicano non solo tecnico. Ci sarebbe da andare a verificare di tutte le decisioni che ha preso, o che sono passate per le sue mani, quante siano andate contro i principi del Movimento.
  • Secondo Comandamento: Non danneggerai l’immagine del Movimento. Qui gli esempi da richiamare sarebbero diversi, ma mi piace citarne uno in particolare. La volta in cui attaccò direttamente sulla stampa locale Giulia Sarti, accusandola di non essere presente sul territorio. Ovviamente Giulia non era assente, ma la Franka, non frequentando, non ne aveva idea.
  • Terzo Comandamento: sarai solo un tramite, un portavoce. Nel corso del suo mandato di voci ne ha portate tante la Franka, ma poche del suo Meetup. A parte la proposta di piscine in spiaggia, che andavano addirittura contro il programma depositato durante la competizione elettorale, è rimasta nella storia la delibera sul doposcuola per cui il gruppo, messo di fronte al fatto compiuto, le aveva chiesto di aspettare, ma che il PD le votò all’unanimità. Che strana combinazione.
  • Quarto Comandamento: la linea politica del Movimento arriva dalla Base. Beh.. qui Carla Franchini da il meglio di sé. Il Franka pensiero è venuto fuori in tutto il suo splendore “democratico” in diverse occasioni, mai pubbliche, ma con abbastanza testimoni da confermarne la veridicità. In sintesi il succo è questo: la Democrazia Partecipata è una sciocchezza perché i cittadini non capiscono niente. Lei, dirigente comunale, sa bene che la maggior parte delle cose che vogliono i cittadini sono utopie irrealizzabili, dunque tanto vale che tu, illuminato dotato di simbolo, faccia quello che ritieni giusto, dicendogli però quello che si vogliono sentir dire. Un giorno ti ringrazieranno.
  • Quinto Comandamento: il Movimento vuole abbattere tutte le forme di distribuzione di prebenda statale. Proprio alla fine dello scorso anno, alla rielezione degli organi amministrativi del Consorzio di Bonifica, la Franka aveva escogitato un  piano per scalarlo dall’interno, portando addirittura la proposta di un candidato Presidente chiavi in mano. Aveva cercato di coinvolgere in un certo qual modo gli attivi del Movimento non solo di Rimini, invitandoli a candidarsi. Operazione caduta alla scoperta delle vere intenzioni. Sta di fatto che il Movimento, a livello nazionale, vuole eliminare i Consorzi di Bonifica e non scalarli. Anzi proprio su questo genere di consorzio, che ha più poltrone che operai,  i Deputati membri della Commissione Agricoltura hanno ottenuto dal Ministero l’ammissione della necessità di un controllo sulla reale efficienza dei 121 consorzi di bonifica, che di distribuiscono 300 milioni di euro di fondi UE.
  • Sesto Comandamento: il Movimento ripudia la vecchia politica e i nepotismi. Forse non tutti sanno che, alla decisione di candidare Davide Grassi ( votazione cui partecipò anche Franka), la Franchini ritirò tre sue proposte di attivi, destinate ad entrare nelle liste dei Grilli Pensanti. Le tre “amiche” riapparvero misteriosamente nella seconda lista, quella fantasma, formata da: un numero imprecisato di ex assessori, l’ex moglie di Grillo e con un candidato che alle scorse elezioni, con il Cuore di Rimini, corse contro il Movimento. Inoltre, nel periodo tra la candidatura e la definitiva caduta di ogni speranza, si è data molto da fare per dissociarsi dal suo gruppo, ma non ha speso nemmeno una parola per la Geronto lista, macchiata di nepotismo. Tutto questo per evitare che un candidato a lei sgradito, ma votato praticamente all’unanimità dal suo Meetup, avesse la possibilità di competere.

Lo so.. i comandamenti dovrebbero essere dieci e probabilmente la Franka è riuscita a violare anche quelli che non esistono, ma direi che come quadretto per ora può bastare. Il punto è che, come chiesi anche quando ero militante, se la coerenza deve essere la guida del Movimento di Rimini, o del Meetup che dir si voglia, ci si deve distinguere da persone come Carla Franchini. Molti dei corto circuiti e della inefficacia della difesa, contro chi si voleva intestare titoli non suoi, dipende proprio da questa persona, che non avrebbe potuto entrare in politica se non nel Movimento (nonostante si presentasse regolarmente alle cene del PD, come testimoniato da Andrea Gnassi in pieno consiglio comunale).

P.S.

Mitica l’uscita del Consigliere Fonti che, non essendo riuscito a far parlare Camporesi nell’assemblea degli attivisti, ha mollato il Meetup e con logo farlocco si ripresenta in veste civica… se lo contattano via mail. Ne parleremo.

dado

 

@DadoCardone

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