Là…. dove rotolano le balle.

Là…. dove rotolano le balle.

Una domanda…

Ma dove sono finite le trame della politica? Quei disegni diabolici che da Giolitti a Berlusconi hanno cambiato stile, ma non complessità, che fine hanno fatto? Siamo diventati esseri così semplici che basta l’agitarsi di una mano per essere scippati con l’altra?

Lo so. Sono tre domande, ma complementari e ultimamente ricorrono spesso nelle giornate di alcuni, non ottenendo incidenza probatoria. No, non sto parlando della situazione nazionale, sebbene Renzie, che promette 1000 euro se lo voti alle europee, sia la rivisitazione in chiave semplicistica del “se mi voti ti trovo il lavoro” (e ti regalo un pesciolino rosso). La riflessione riguarda la politica locale.

Da quando ho cominciato ad osservare da vicino l’operato degli Amministratori di Rimini ho avuto modo di scorgere, in diverse occasioni, uno strano gioco: le tre carte scoperte. Della serie “puoi indovinare quante volte vuoi che tanto non pago”. Attenzione però, non sto parlando di imposizione di puro autoritarismo , mi riferisco invece a quell’atteggiamento adolescenziale per cui, anche scoperti, si continua a negare l’evidenza.

Strano  associare l’adolescenza ad una Maggioranza eletta, ma si fatica a cogliere un riferimento più adeguato. Il continuo addossare le proprie responsabilità agli altri, il rifiuto del confronto, se non con regole proprie decise al momento secondo convenienza e balle, tante balle, perché essendo poco precise hanno bisogno di correzioni continue, in una catena senza fine.

Un esempio recente.

Il PD Riminese ha una lunga storia senza soluzione di continuità, normale in un paesone che gioca a fare la città. In questo percorso i suoi leader, sia di facciata che di vero potere, hanno preso molte decisioni e molte sono state sbagliate. Una di queste è il Palas. Inutile, costoso ed espressione di un desiderio di prestigio sganciato dalla realtà. Proprio le motivazioni per cui è stata decisa la fattibilità di quest’opera hanno in questi giorni restituito tutti i loro limiti, mettendo in evidenza un debito non pagabile con il normale esercizio.

Il Partito Democratico (e derivazioni varie) che deve sfuggire al confronto cosa fa? Nega la richiesta di Consiglio Tematico non presentandosi. La scusa  che la Minoranza abusa dei Consigli Tematici è ovviamente una balla, ma il problema è che, come da tradizione, ha le gambe corte.. come si rimedia? Se ne racconta un’altra, che  copre la prima, nel successivo Consiglio Comunale e si scappa anche da quello. “E’ la minoranza che con le sue assenze non garantisce il numero legale”, meno male che ci sono video e foto che provano il contrario, perché la storiella è raccontata con tale naturalezza che potrebbe sembrare vera.

Ad incaricarsi di far rotolare le balle, Marco Agosta (capogruppo PD) che non interviene spesso, ma quando lo fa si può stare certi che le dichiarazioni si rinfacceranno al suo Partito peggio di una peperonata mangiata all’una di notte. Personalmente dei suoi interventi , con la tenerezza che si deve alle grandi figuracce, ne ricordo quattro.

  1. Indebitarsi, Indebitarsi, Indebitarsi”: un inno quasi gridato in Consiglio Comunale finito con il fallimento di Aeradria.
  2. Per questo voteremo no”: parlando del voto al Prelievo congiunto con i Teleriscaldati al TAR, famoso perché dopo il suo discorso votarono tutti a favore.
  3. Con il nuovo presidente della Commissione Urbanistica il PSC sarà risolto entro un mese”: era il 17 Ottobre 2013.
  4. Per quella rotonda avremo prestissimo delle novità importanti”: in una riunione del Comitato di Santa Giustina prima di Natale. Molti pensarono che  per novità intendesse l’informarsi del tema di cui stava parlando, ma il successivo Consiglio Tematico dimostrò che si trattava di speranze vane.

Intendiamoci, la colpa non è sua. Lui è solo uno dei Frontman  senza talento che il Partito Democratico oppone agli inevitabili nodi che arrivano al pettine. Il dato più preoccupante, lo ribadiamo, è la gestione adolescenziale della cosa pubblica. Ai cittadini comunque non sfuggono certe inadeguatezze tanto è vero che proprio i consigli tematici, che ci si affanna a negare,  sono  banchi di pubblica verifica dove il PD rivela una dispersione emorragica di consensi.

P.S.

Il fatto di non voler trattare i Consigli Tematici della Minoranza non li annulla poiché la loro richiesta, a dispetto di quanto affermato, è lecita e sono stati anche tutti ripresentati. Siamo in attesa della nuova geniale balla per  evitare i prossimi … o si decideranno a fare i compiti?

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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