La Commissione Antimafia a Rimini

Oggi lunedì 5 giugno 2017 la parlamentare riminese Giulia Sarti sarà in missione ufficiale a Rimini con la Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle Mafie e sulle associazioni criminali, anche straniere.
Le Audizioni tenute dalla Commissione si terranno nel primo pomeriggio presso la Prefettura alla presenza del Prefetto, in carica dal primo marzo, Dott.ssa Gabriella Tramonti. Oltre alla padrona di casa saranno presenti il Questore, Dott. Maurizio Improta, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza e il Capo Centro DIA. Saranno auditi inoltre vari Procuratori distrettuali e circondariali.
Scopi e risultanze saranno resi noti, per la loro parte pubblicabile, nella successiva conferenza stampa. Pare ovvio però che quest’audizione, come l’istituzione di un osservatorio sul territorio riminese, siano riconducibili ad una necessità di mappare fenomeni che a Rimini, negli anni, sono stati presi un po’ sotto gamba.
Tristemente famosa fu l’uscita dell’allora Assessore Regionale Maurizio Melucci, ex vice sindaco di Rimini, ai microfoni della documentarista Michela Monte. La regista, che nel 2014 stava girando “Tre Stelle in contanti”, una ricostruzione giornalistica delle infiltrazioni mafiose nel business del turismo, raccolse la seguente dichiarazione:
“L’immagine che la riviera romagnola sia in mano alla mafia la ritengo una bella barzelletta”. A me non risulta infiltrazione mafiosa, nel senso classico del termine”.
Melucci, in seguito, dovette industriarsi in molte spiegazioni riguardo al suo “senso classico del termine”, ma la barzelletta, come la chiamò, non fece ridere nemmeno i compagni di Partito. Tra loro in special modo l’allora Presidente della Provincia Stefano Vitali, che ventilò di una certa “cultura della rimozione”.
Ora, dopo altre tre anni di crisi, che hanno fiaccato ulteriormente la tenuta etica della comunità, semplicemente aumentando il bisogno, urge maggiore consapevolezza. Rimini è una piazza fin troppo appetitosa per le criminalità organizzate, sia italiane che straniere. Lo suggeriscono le maglie nere nelle statistiche, ma anche le corpose retate come la Maxi operazione tra Rimini e San Marino che, nell’estate del 2015, portò ad elevare 29 misure cautelari e costrinse Maurizio Improta a chiudere il noto locale Coconuts per 30 giorni (poi ridotti a 15), decisione presa sulla base del Tulps per motivi di pubblica sicurezza.
Com’è oggi la situazione a Rimini? Forse l’audizione di domani pomeriggio potrà aggiungere qualche tassello in più alla conoscenza delle criminalità organizzate, perché che le maglie nere riminesi nelle classifiche sulla criminalità siano falsate semplicemente dall’afflusso turistico ci crede solo il Primo Cittadino.

@DadoCardone

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