La Rimini che … fascista.

La Rimini che … fascista.

benito mussolini-2Rimini, medaglia d’oro al valor civile, per meriti conseguiti durante la Resistenza, doveva vedere anche questo. Mi sto riferendo ovviamente alla manifestazione di Forza Nuova di sabato, ma non alla sfilata in quanto tale. Pragmaticamente… un raduno nazionale che conta un centinaio di elementi, si poteva fare anche con il club di quelli che portano solo la scarpa destra. Quello che mi ha impressionato è stato l’atteggiamento della politica riminese nei confronti dell’avvenimento, che si è attestato tra un chissenefrega e un “stiamo zitti che son sempre voti”. Tutti pronti ad etichettare come populismo cose come il Reddito di Cittadinanza, ma nessuna reazione ad una solidarietà solo per Italiani.

Era dai tempi di Ponzio Pilato che non si vedevano mani così pulite. L’unico che ha preso una posizione netta rispetto alla faccenda, bisogna dirlo, è stato Giovanni Benaglia di Possibile. Per tutti gli altri permettere a Roberto Fiore, segretario nazionale di FN, di passare l’arco di Augusto e arringare ai curiosi, è stato esercizio di Democrazia. Ma Rimini, sempre quella della medaglia d’oro al valor civile, lo sa chi è Roberto Fiore? Nel caso qualcuno non lo sapesse, o facesse finta di non ricordarlo, ecco un promemoria.

La storia di Fiore è fatta di militanza in gruppi di estrema destra, tra i quali Terza Posizione, associazione sciolta per l’accusa di neo fascismo. Negli anni ’80 la sua azione politica s’intreccia pericolosamente con il terrorismo nero e con i fatti della strage di Bologna. Inconfutabile però è che, dopo vari rapporti di denuncia da parte della Digos di Roma, recepiti dalla Procura della Repubblica di Bologna, viene spiccato un mandato di cattura a carico di Roberto Fiore. La Procura scrive:

 “gli indizi risultano dalla complessa attività criminosa del FIORE, e dagli elementi emergenti dal proc. Quex circa la presenza del FIORE in Bologna nel marzo 1980, unitamente all’ADINOLFI, per organizzare attentati.”

 Nel 1985 viene condannato in contumacia per “Banda Armata (in associazione con i Nar) e associazione sovversiva”, ma il ricercato è già in Inghilterra dove comincia i suoi 19 anni di latitanza, finiti con la prescrizione dei reati ascritti.

Ci sarebbero molte altre cose da dire su quella latitanza. Queste poche righe però bastano già per capire verso chi la politica ha fatto finta di niente, quando non ha addirittura manifestato appoggio, come visto in diversi post sui social. Lo scarso spessore dei politicanti riminesi, alcuni anche di lunghissimo corso, da destra a sinistra, si misura proprio su questi fatti. La politica non è riuscire a vendersi come validi amministratori di “condominio”, per quanto di bravi ancora non ne abbiamo visti, ma è coltivare idee; perché la cultura è l’unica cosa che in certe materie può fornire un valido punto di vista.

La nostra dovrebbe essere una cultura antifascista. Fino a che qualcuno fa il nostalgico da bar si può anche fare finta di niente, ma quando gente vestita di nero marcia per le strade della Città, arrogandosi il diritto di stabilire cosa sia caritatevole o meno,  e tutti giocano a fare Don Abbondio.. beh quella cultura muore e non rimane altro che contare gli spicci.

A proposito di cultura. Sta per arrivare anche Salvini, il più bravo di tutti a sfruttare la pochezza della politica e le nevrosi della gente confusa. Viene a bearsi della voragine lasciata dal Movimento e di una Destra ridotta ai minimi termini, da una Sinistra che occupa il suo posto. Povera Rimini, sistematicamente spogliata di tutte le sue garanzie. Qualcuno s’inventi un’opposizione presto!

P.S.

“Il popolo” sogghignò il vecchio “il popolo… Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l’appenda da sé, del colore che gli piace, alle proprie corna… […]”     [Leonardo Sciascia]

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@DadoCardone

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