Indino s’indigna per Beach Arena.

All’indomani del flop del bando per Beach Arena, Giovanni Indino, Presidente della Confcommercio di Rimini, si indigna. La cosa singolare, soprattutto per chi come lui riveste una carica di così importante valenza per il territorio, è che non guarda alle reali cause del fallimento, ma punta il dito su chi ha presentato legittime obiezioni.

Precisamente dichiara:

“Un consorzio formato da imprenditori del territorio e non, con l’ulteriore coinvolgimento di un partner leader nazionale nella creazione di eventi, ha deciso di ritirarsi dalla partecipazione al bando pubblico dopo essere venuto a conoscenza di questi attacchi per non ritrovarsi invischiato in situazioni che nulla hanno a che fare con imprenditoria e turismo.”

Cioè, questo fantomatico consorzio (sarà mica il Consorzio del Porto?) ha deciso di ritirarsi perché qualcuno ha criticato il progetto? Gente solida, direi… proprio da affidargli la spiaggia libera per quattro anni.

Seriamente. Nella Rimini della “guerra al cemento e facciamo solo una piscina” che poi va a finire in un SuperStore Conad con annesso campo di palazzine, nella Rimini che per consumare meglio l’immagine del Ponte di Tiberio, si sfondano le Mura Malatestiane e si cementifica l’invaso del ponte, nella Rimini che privatizza l’acqua e mette mano alle fogne con affidamento diretto senza bando… in questa Rimini ci si mette paura per la critica di un paio di associazioni e per una normale dinamica di politica d’opposizione.

Signor Indino… ma ci faccia il piacere!

Sviluppiamolo però il concetto espresso dal Presidente. In cosa avrebbe rischiato di “invischiarsi” il Consortium in Fabula? Le critiche delle associazioni sono state rivolte ad una pratica che, secondo il loro punto di vista, snatura il concetto stesso della spiaggia libera ed hanno formalmente chiesto al Comune di rispettare i limiti imposti dalle norme in materia. Tra l’altro nemmeno ricevendo risposta, tanto è stato il peso esercitato. Tutto qui.

Che cosa ha impedito a questi generosi imprenditori di riempire l’estate di eventi, rifare i servizi igienici, posizionare lettini gratis, pontificare passerelle per disabili fino in mezzo al mare, regalare oro, incenso e mirra? Sarà stata la critica o la fondatezza della stessa? No perché, supponendo la regolarità del bando, non esistono motivi di rinuncia.

Ah, no… aspetta. Ho capito. Si sono offesi. Dev’essere questo il motivo, oppure… una tremenda fobia da cartelli di protesta. C’è gente che non si è più ripresa, economicamente e moralmente, da un cartello tipo “giù le mani dalla spiaggia”, sono cose che segnano.

A me sembra, ma è solo una mia opinione (non vorrei che Indino rinunciasse alla sua carica se l’ho espressa pubblicamente), che i toni indignati del Presidente della Confcommercio riescano solo a distogliere l’attenzione dalla vera causa. Un bando che affida 4 estati di eventi sportivi e di intrattenimento, per più di 200 giorni in piena stagione estiva, non si può aprire e chiudere in soli venti giorni. Prodotti di questo genere non ne esistono “chiavi in mano”, non prediamoci in giro. Perché non pubblicare un bando alla fine della precedente stagione estiva, in modo che tutte le entità qualificate possano avere il tempo adeguato per studiare un progetto conforme a quanto richiesto? Non vorrei insultare l’intelligenza di nessuno dei lettori di Citizen fornendo un’ipotesi  che appare piuttosto ovvia. Dai… non sarà mica arrivata l’illuminazione marzolina.

Caro Giovanni, se ne faccia una ragione, le opinioni hanno tutte diritto di esistere e parimenti esiste il diritto di confutarle, senza fare troppe tragedie. Quello che dovrebbe fare lei, nel suo ruolo, non è biasimare chi ne esprime, ma assicurarsi che le opportunità offerte dall’amministrazione non crollino alla prima critica, per evidente incertezza della praticabilità. “Per fortuna” – citando le sue stesse parole – “Non tutto finisce alla Beach Arena” e lei ha ancora la possibilità di esercitare al meglio il suo ruolo assicurandosi che “la valutazione diretta delle proposte che dovessero pervenire” rispetti i principi di economicità, libera concorrenza, proporzionalità, non discriminazione e trasparenza, previsti dalla legge.

P.S.

“I poliziotti e gli uomini di Bow Street giunti da Londra si aggirarono per casa una o due settimane, e fecero press’a poco quello che ho sentito e letto che simili autorità fanno in casi analoghi. Arrestarono diverse persone ovviamente sbagliate, si intestardirono su idee sbagliate, e persistettero nel cercare di far conformare i fatti alle idee, invece di cercare di dedurre delle idee dai fatti.” [Charles Dickens  ]

 

@DadoCardone

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