Il PD, le trivelle e il ricatto occupazionale.

Il PD, le trivelle e il ricatto occupazionale.

Siete pronti ad entrare nell’Era del Petrolio? Dopo essere stati la Miami del Turismo, ad aeroporti falliti, abbiamo virato verso le estrazioni petrolifere e siamo una delle pochissime Regioni che non hanno deliberato per il Referendum contro le trivelle.

Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania, Molise hanno condiviso la delibera con cui sottoporranno la richiesta di Referendum alla Corte Costituzionale.  Sicilia, Calabria, Lazio e Toscana sono invece le Regioni che si disinteressano alla questione per ragioni varie, non ultime quelle che fanno votare un personaggio come De Luca a Governatore di una Regione.

Di certo a guidare chi si è astenuto non c’è una ragione economica, o meglio non ce n’è una che rappresenti il bene di tutti. Il falso mito del  Texas di casa nostra, la Basilicata, dovrebbe farci riflettere su cosa comporta l’apertura a questo tipo di attività. Quali i vantaggi, quali i rischi?

In Regione Emilia Romagna, soprattutto dalla zona di Ravenna, si innalzano le lodi al petrolio. Gianni Bessi, Consigliere Regionale in quota PD, cita su Corriere Imprese l’autorevole voce di Renzo Righetti, niente popò di meno che il Presidente dell‘Offshore Mediterranean Conference, nonchè titolare di un’azienda leader nel campo dell’estrazione in mare. Anche Giannantonio Mingozzi, vice sindaco di Ravenna, si è fatto sentire in merito ed entrambi prediligono la tipica linea PD da ricatto occupazionale. Chi blocca le trivelle blocca lo sviluppo e sottrae posti di lavoro: è in effetti così oppure sotto questa petroliofilia  c’è il business delle royalties, almeno per i pochi che riusciranno a metterci le mani sopra?

Come detto la Basilicata dovrebbe farci riflettere molto seriamente sulla prospettiva di essere colonizzati dai petrolieri. Prima  di dare il via a quella che era stata definita una nuova Era, per i lucani e il mezzogiorno d’Italia, si erano sprecate tante parole. La benzina costerà meno come le bollette della luce e del gas, con le Royalties si costruiranno strade e ferrovie. Per non parlare poi dei posti di lavoro. Mancava solo dicessero ci sarebbe stato 3 volte Natale e festa tutto il giorno (scusa Lucio).

Il circuito virtuoso prospettato non si è mai messo in moto. Il lavoro manca adesso come allora, non c’è nessun incentivo all’investimento, neanche a quello straniero e…. non auguro a nessuno di dover raggiungere Potenza in treno. In compenso c’è una gran puzza; persino nel miele prodotto nella Val D’agri sono stati trovati  valori altissimi di benzeni e alcoli. Tutto questo passando per monitoraggi ambientali ridicoli. In Emilia Romagna, magari in mare aperto, lontano dagli occhi, pensate che la faccenda sarebbe diversa?

Ne sembra convinto il Presidente della Regione Bonaccini che sceglie la strada dell’indifferenza al Referendum e dichiara di voler far cambiare l’articolo 38 direttamente trattando con il  Governo, perchè la consultazione popolare è il metodo sbagliato. Forse qualcuno gli ha detto che la nostra sveglia al collo non suonerà ancora per un pezzo, perchè qui non si tratta di dare un sì decisivo, ma di dare un indirizzo politico. Dieci Regioni hanno già detto di sì, ne bastavano 5, dunque se formulato in maniera ammissibile il Referendum si farà. La questione era dire no alle trivelle e, conseguentemente, impegnarsi anche economicamente alla pubblicizzazione dei quesiti. A Stefano però girà bene, il suo amico Renzi gli sta lucidando la poltroncina in Senato e state certi che lui non se lascerà scappare… dovesse riempirsi l’Adriatico di bitume.

Sono quasi convincenti tutti questi politici di lungo, medio e breve corso che parlano di posti di lavoro riferendosi al petrolio. Come ci fa notare Marco Affronte, in una sua risposta proprio al Consigliere Bessi, Legambiente ha individuato 17,5 miliardi di euro tra sussidi diretti e indiretti, esenzioni dall’accisa e finanziamenti erogati all’industria del fossile, in Italia. Prendete questi due spiccioli, investiteli in ricerca e sviluppo per le tecnologie che sfruttano le rinnovabili, poi fatevi due risate pensando a quanti posti di lavoro avrebbe dato il petrolio. Purtroppo però questa scommessa non verrà accettata perchè l’interesse della popolazione viene ancora una volta impedito e non esiste modo più diretto di farlo che negare un Referendum.

P.S.

“Dire che l’Italia è ricca di idrocarburi è come dire che il nostro paese è il paese degli elefanti perché ce ne sono due allo zoo di Pistoia e altri tre o quattro sparsi per i circhi.” [Luca Pardi]

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@DadoCardone

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