Il Gatto, la Volpe e la lista fantasma.

⇒Le cose non dette sul provvedimento disciplinare ai due poliziotti Riminesi.

Sarà sfuggita a pochi la notizia del procedimento disciplinare aperto nei confronti dei due Agenti in servizio a Rimini. Riassumendo, da quello che si può leggere sulla stampa locale, due agenti, uno in forza alla Digos e l’altro alla Questura, avrebbero convocato un attivista del Movimento 5 Stelle di Rimini per proporre aggiustamenti  necessari alle imminenti elezioni e, addirittura, si sarebbero spinti ad avvicinare Davide Grassi (che nell’occasione era assieme ad un altro attivista), candidato sindaco scelto dal gruppo storico di Rimini. Per chiedergli cosa? Per suggerirgli un passo indietro a favore di Luciano Baglioni, sostituto Commissario della Squadra Mobile di Rimini, prospettando un posto da Vice Sindaco nel caso di positivo esito delle elezioni.

Va detto e sottolineato che Baglioni di questa storia non ne sapeva nulla, ma il suo nome è ugualmente saltato fuori come candidato della lista fantasma, quella della Gerontopolitica in scalata affannosa. Resistete, tra qualche riga sarà più chiaro il perché.

Grassi, avvocato penalista con un curriculum di tutto rispetto per quanto riguarda l’impegno civile contro Mafie e Racket, rimane basito. L’istinto immediato è di segnalare l’accaduto, ma ha un rapporto cordiale con molti esponenti delle Forze dell’Ordine e preferirebbe non mettere in imbarazzo la Questura. Chiede informalmente consiglio ad un conoscente. In un attimo la notizia arriva ai superiori dei due agenti. Dopo questo episodio Grassi e un attivista vengono ascoltati come persone informate sui fatti, i due poliziotti diventano oggetto di un provvedimento disciplinare,  che sembra corrispondere in prima istanza ad un trasferimento.

Questo è quasi tutto quello che la stampa ci riferisce. C’è anche una parte più fumosa, che riguarda un’attività di dossieraggio contro Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini, e contro lo stesso Grassi, suo più quotato avversario alle prossime Amministrative. Il Resto del Carlino nomina dei dossier, il Corriere invece  li nega categoricamente, entrambi senza citare la fonte della loro certezza. L’unica cosa certa è che nè Grassi, nè l’attivista ascoltato, hanno mai riferito nulla del genere a chi  si è mosso per ascoltarli.

Ora parliamo però della parte divertente. Alcune persone, perlomeno quelle che leggono gli articoli, oltre ai titoli, si sono chiesti: ma i due agenti … a nome di chi mediavano e proponevano candidature? I giornali, in particolare il Corriere, hanno raccontato quasi tutta la storia, senza fare l’ultimo passo.  Mettere in chiaro il collegamento finale. I due sono descritti come appassionati di politica e in parte è pure vero, infatti l’agente della Digos  si informa senza sosta delle dinamiche politiche locali e l’altro è addirittura attivista in forza al Meetup di San Giovanni. A volte però le passioni degenerano. Facciamo un piccolo passo indietro per capire come.

Cattura3Vi ricordate che poco più sopra abbiamo citato la lista fantasma, quella montata da Massimo Attilio Lugaresi, per scalare il logo del Movimento 5 Stelle? Ebbene, il caso (o la stupidità) ha voluto che uno dei collaboratori dello scalatore, quello completamente impedito con le mail, fosse anche l’incaricato proprio delle comunicazioni. La Talpa, come viene goliardicamente chiamato da chi è informato dei fatti, ha sbagliato più volte a spedire delle mail con le quali aveva missione di relazionare sui lavori di formazione delle lista fantasma e…. indovinate un po’ a chi le ha mandate? Tenetevi la pancia. Le ha spedite anche a un’attivista del Movimento regolare! A parte la dabbenaggine del misero tapino, la cosa importante è che  in una delle mail, quella con l’annuncio del completamento della lista, tra un gruppo ristretto di destinatari si possono leggere i nomi e gli indirizzi mail proprio dei due poliziotti.

Si comincia a capire qualcosina di più? Per quale motivo i due agenti ricevono mail della lista avversaria a quella di Grassi? Oltre alla mail esistono concomitanze che suggeriscono un impegno  oltre il semplice interesse professionale, che magari l’agente Digos avrebbe potuto avere per ordine di servizio. Una di queste, la conoscete già, è proprio la proposta di Baglioni Sindaco e la supposta mediazione a suo nome. La voce di un importante candidato “in divisa” aveva cominciato a girare subito dopo il ritiro del secondo “sindaco fantasma” e il consiglio d’inciucio a Grassi era stato dato poco prima che il Carlino ne bruciasse il senso sulle sue pagine.  Un’altra concomitanza, non da poco, è il fatto che nella lista carbonara di abituali frequentatori del Movimento non ce n’è, tranne per tre eccezioni (oltre alla Talpa): due attivisti di San Giovanni e la sorella di un altro del loro gruppo. Ricordate chi altro è attivista di San Giovanni?

Ricapitolando. Due agenti di polizia, uno dei quali in forza alla Digos, s’interessano del Movimento al punto di collaborare con la lista che vuole scalzare gli attivisti storici e di proporre un papabile candidato sindaco proveniente dal loro ambito professionale. Tutto questo non avrà sicuramente rilevanza penale, ma che debba passare per normale … proprio no.

Esiste una prassi, rivelata dallo stesso Baglioni il giorno dopo essersi letto sui giornali come eventuale candidato, che prevede il trasferimento e l’aspettativa per gli agenti di polizia che vogliano impegnarsi in politica. E’ intuibile che il motivo risieda nel legame che ogni poliziotto ha e deve avere con il luogo dove esercita il proprio mestiere, relazione di cui sarebbe molto facile approfittare. Non sembra sia necessario spiegare il perché.

P.S.

Quanta fretta, ma dove corri; dove vai? Se ci ascolti per un momento, capirai, lui e il gatto, ed io la volpe, stiamo in società di noi ti puoi fidare...” [Edoardo Bennato]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share