Il finanziamento Covid 19 con garanzia dello Stato? Non è proprio come ce lo raccontano.

Il finanziamento Covid 19 con garanzia dello Stato? Non è proprio come ce lo raccontano.

C’è grande fermento attorno alla notizia che, finalmente, si possono avviare le pratiche per richiedere il finanziamento COVID 19 dedicato alle imprese. I mezzi d’informazione riportano le linee guida dettate dal Governo. Un prestito veloce, con poca burocrazia, tassi irrisori, che può arrivare fino a 25 mila euro di finanziamento con garanzia dello Stato.

Detta così, in un periodo come questo, sarebbe la proverbiale manna dal cielo. Pare però che quanto auspicato dal Governo non si allinei perfettamente con le direttive che i gruppi bancari stanno dettando ai propri direttori. Noi abbiamo sentito un campione di partite iva, che naturalmente non ha la pretesa statistica di essere rappresentativa della totalità. Per questo se qualcuno avesse informazioni precise e puntuali da condividere, può farlo nei commenti, rendendo così quest’articolo ancora più preciso.

La burocrazia.

In questi giorni si è voluto dar la sensazione che bastasse compilare un modulo per avere il finanziamento. Che sia stato o meno un modo un po’ furbo di raccontarla, è normale che la procedura non possa essere questa. Anche con la garanzia dello Stato ci sono soggetti e società che, per la loro storia bancaria, non possono essere finanziati. Il modulo stesso (Scaricabile qui) chiede alcuni dati da recuperare dal commercialista, come codice classificazione ATECO 2007, i ricavi dell’ultimo esercizio contabile (da dichiarazione fiscale o bilancio depositato), gli ULA (unità lavorative annue) e altre cose che non elenchiamo per non annoiare.

Attenzione però, alcune banche dicono esplicitamente che a loro del modulo scaricabile interessa poco. Anzi qualcuno manda un modulo proprio ai clienti, un documento da compilare che corrisponde a una normale istruttoria bancaria per la quale bisogna presentare: bilanci del 2017 del 2018, bilanci provvisori del 2019 e primo trimestre del 2020, le ultime due dichiarazioni dei redditi complete di ricevuta di presentazione. Per cominciare. Poi, oltre alle altre varie ed eventuali, lo Stato sarà anche veloce nel concedere la propria garanzia, ma gli istituti eroganti avvertono: ci saranno anche i loro tempi d’istruttoria.

Le spese.

Avevate sentito parlare di tasso zero? Ecco, toglietevelo dalla testa. Che il prestito non fosse esente dall’influenza del costo del denaro era prevedibile, tuttavia, oltre a questo, le banche proporranno certo tassi più bassi di mercato, ma scordatevi fantomatici zero virgola %. La questione dei tassi non è ancora chiara, ma sembra che i più illuminati si muoveranno attorno ad un tasso che supera l’1%. Ci farebbe piacere avere qualche delucidazione direttamente dalle banche su questo punto, aspettiamo fiduciosi.

Ci saranno comunque le spese d’Istruttoria.

Le rate.

Chiaro che avere lo Stato come Garante permetterà ad un discreto numero di Partite Iva di ottenere prestiti che normalmente non avrebbero avuto, ma come avverrà la restituzione del debito (perché di debito si tratta)?  72 rate, di cui i primi due anni (pare) saranno dedicati solo alla restituzione dell’interesse.

Una misura valida?

Che tutto ciò basti a dare ossigeno alle aziende con l’attività azzerata dal Covid è totalmente subordinato alla ripresa della normalità. Un ritorno a regime che per molte aziende è tutt’altro che scontato, perché molte non potranno applicare a priori un distanziamento sociale, almeno senza incidere irrimediabilmente sul proprio fatturato.

C’è anche un altro fattore da considerare. Se qualcuno non se ne fosse accorto, la situazione economica in Italia anche prima del Covid non era delle più rosee. Tra pressione fiscale e il tentativo di mantenersi competitive, moltissime aziende (considerate sane) avevano già a che fare con il tentativo di gestire in maniera fisiologica i debiti. La valutazione dei debiti pregressi avrà indubitabilmente peso per la decisione delle banche di concedere un nuovo prestito. Perché la garanzia sarà anche dello Stato, ma la concessione rimane sempre in capo agli istituti, o  agli intermediari finanziari.

Non così veloce, non così facile, non così economico. Si poteva usare un altro strumento? Non siamo in grado di suggerirne uno più efficace, ma non ci tiriamo indietro dalla più ovvia considerazione. Fino a che non verrà reso inerme il Covid, il nostro sistema economico continuerà ad accumulare fattori di crisi molto peggiori di quelli che stiamo vivendo.

P.S.

Il denaro che si ha è lo strumento della libertà. Quello che s’insegue è lo strumento della schiavitù.

[Jean Jacques Rousseau]

@DadoCardone

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