Il Curioso caso di Mister Erbetta.

Premessa. In questa povera Rimini si è completamente perso il senso dell’opportunità politica ed è stato bellamente sostituito dal silenzio imbarazzato.

Ricorderete gentili lettori di Citizen (tutti e due) che qualche giorno fa abbiamo tirato fuori su queste pagine il caso del Consigliere Comunale di Maggioranza Mario Erbetta che, con l’aiuto di uomini e mezzi Anthea, partecipata pubblica, ha messo a posto la sua bella siepe. (L’Erbetta del vicino? La taglia Anthea.)

Il caso, che in altri luoghi avrebbe scatenato l’ira delle opposizioni, a Rimini è rimbalzato dolcemente su tutta la politica senza lasciare segno. Non una dichiarazione della Maggioranza cui il Consigliere appartiene, non un comunicato stampa da uno dei 5 (e dico cinque) partiti che compongono l’Opposizione, non una dichiarazione del Sindaco alla cui maggioranza il partito di Pizzolante ha ben contribuito.

L’unica traccia sono tre colonne a pagina 42 del Carlino, dove si lascia al Consigliere l’agio di mischiare le carte e dove sembra che l’unica azione avvenuta sia il prelievo degli sfalci il 27 Marzo. La vera questione, invece, è che il pomeriggio del 26 marzo mezzi Anthea e personale Anthea sono stati usati per potare la siepe di Mario Erbetta. Fuori orario è consentito? Che ce lo dicano invece di parlare solo di rimozione di sfalci (comunque compito di Hera).

Che significato dobbiamo dare a questo silenzio, a questa “discrezione”? No, perché il buttarsi a terra e fingersi morti, è un atteggiamento che posso capire dagli appartenenti al partito Petaloso. Al limite anche la maggioranza che segue riverente l’Augusto Gnassi avrebbe motivo di non far casino, se non altro per non venir messa in castigo. Ma… l’Opposizione? Se non gli diamo le chiavi di una ruspa e un campo nomadi da abbattere non si alzano nemmeno dal banchetto?

C’è da rimanere allibiti da questo silenzio che ferisce la consapevolezza. Tra l’altro è un silenzio anche personale perché commenti non ne ho ricevuti neanche privatamente, forse per la paura che potessero venire usati. Non ho titolo per insegnare niente a nessuno, ma mi sembra che quest’atto, ancorché non certo criminale, tradisca un brutto aspetto della nostra società. La siepe di Erbetta è un caso politico, perché è inequivocabilmente inopportuno che un Consigliere di Maggioranza si faccia tagliare la siepe usando utilità di una partecipata pubblica, che ha come missione sociale il verde pubblico. Che nessuno dei suoi vicini di banchetto in Consiglio Comunale gli assesti una scoppola è sintomo d’ignavia e di debolezza etica. Perché non ne approfittino i dirimpettai dell’opposizione poi… sembra quasi non vogliano impedire il ritorno del figliol prodigo.

Il brutto è che se nessuna parte politica adotta il caso, nemmeno i giornali si avventurano in una lettura che superi le ovvie dichiarazioni delle parti tirate in causa.

P.S.

“I politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed è una tacca più sotto di quella di un maniaco sessuale.” [Woody Allen]

 

@DadoCardone

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