Il caso Giulia Sarti è chiuso, ma gli onanisti insistono.

Diciamocelo. Il caso Sarti, giuridicamente ha da dirci ancora poco e umanamente è diventato una cosa da deplorevoli comari. I fatti, ridotti ai minimi termini, sono chiari: la deputata alla soglia delle precedenti politiche non aveva restituito dei soldi, che legalmente sono suoi, ma che politicamente si era impegnata a versare in un fondo per le microimprese. Una volta venuta a galla la questione ha ottemperato al suo impegno.

Costretta a giustificare in qualche modo le sue mancate restituzioni, oltre alle azioni concordate con il fidanzato Bogdan Tibusche, da tutti conosciuto come Andrea De Girolamo, ha forse scoperto anche qualcosa che non sapeva? Oppure si tratta di una recita tra i due? Non lo sappiamo.

Ci sono altre cose che sappiamo per certo. Sappiamo che nella denuncia della Sarti non è stata riconosciuta evidenza di malafede, ma solo elementi penalmente irrilevanti, altrimenti sarebbe stata denunciata d’ufficio per calunnia. Certo Tibusche può sempre ritenere di essere stato offeso nella sua onorabilità, che affermato da uno che va in giro con un nome falso… se è così, che denunci pure e ci risparmi la telenovela che lo porterà dalle Iene ai salotti di Barbara D’Urso, continuando ad aver bisogno di Giulia per essere qualcuno.

Un’altra cosa che possiamo dare quasi per scontata è che Giulia Sarti sia stata mal consigliata. Lo sappiamo, come sappiamo che nel Movimento 5 Stelle nessuno è libero di fare quello che vuole, perlomeno quando la sua visibilità è pari a quella della Riminese. Se la denuncia non fosse stata motivata da vero risentimento nei confronti del fidanzato sleale, pensate forse che il Movimento non sarebbe stato messo a parte della decisione “riparatrice”? E conoscendo le intenzioni, ritenete che i maggiorenti del Partito avrebbero rinunciato a indirizzarle?

Sappiamo per certo che, nel caso fosse una messa in scena, la decisione sarebbe stata molto stupida. Giulia avrebbe potuto restituire e non partecipare alle elezioni, come aveva già annunciato, la memoria dei pesciolini rossi avrebbe fatto il resto. Farla rientrare nella competizione elettorale non è stata certo una decisione sua, tanto è vero che, di fatto, è risultata contumace a tutti gli incontri elettorali organizzati. Il resto, il durevole accanimento delle Iene e quello dei giornalisti, anche riminesi, è solo il risultato dei “peccati originali” del Movimento. Per essere chiari: la lotta senza quartiere contro la stampa e la pretesa di dare il certificato d’onestà.

Pur di farla partecipare a quell’elezione e raccattare i voti che la sua presenza garantiva, perché in verità delle restituzioni frega solo al grillino ortodosso (1% dell’elettorato 5s), hanno innescato una bomba ad orologeria. Il risultato lo abbiamo sotto gli occhi: imbarazzo e un brutto ritorno d’immagine. Forse (e dico forse) è per questo che Giulia non molla, perché ha eseguito indicazioni precise e non le va di essere l’unica a rimetterci.

Ricapitolando. Giulia Sarti ha restituito e denunciato. La sua denuncia è stata archiviata. Questo le è costato il posto di Presidente in Commissione Giustizia, forse la permanenza a qualsiasi titolo nel Movimento e, probabilmente, il futuro politico. Su questa base ognuno si può fare la sua idea. E’ lecito che avvenga perché la carica pubblica contiene anche l’accettazione di una sovraesposizione con cui bisogna fare i conti. C’è altro che dobbiamo sapere? Ci sono ulteriori informazioni che ci devono essere restituite in quanto cittadini ed elettori?

Per le Iene e per Tibusche evidentemente sì. Ci manca di verificare e avvalorare la tesi dei film hard di Giulia, perché fa odiens, perché quello che vogliamo non è la Giustizia, ma la pornografia. Tutto deve essere ridotto ai minimi termini per essere consumato e svilito da un’esposizione cruda, senza contesto, per non provare colpa. Esiste la pornografia dei sentimenti, con cui riempiono salottini pomeridiani e gli show della reclusione. Esiste la pornografia delle menzogne quotidiane, che cerca di esporre la bugia, magari peccato veniale per aggiustarsi la giornata. Esiste pure la pornografia della nozione approssimativa, altrimenti detta ignoranza, sbandierata come un fallo invincibile per sfondare le ragioni degli “imparati”. Quando tutto questo coincide poi con la pornografia di un atto fisico, intimo e rubato, beh… non riusciamo a tenerci addosso le mutande.

Ed allora ecco le insinuazioni. Il dico non dico. La voce non confermata che gira. Il servizio delle Iene che annuncia, a più riprese, ma non va in onda. E (pornografia della notizia) perché non va in onda? C’è qualcosa di così grosso che provoca problemi?

Proporrei di smetterla con quest’onanismo mediatico, di porre un freno all’invasione dell’intimità delle persone. Sì, anche se hanno cariche pubbliche e anche se hanno sbagliato. Non è che se un personaggio pubblico merita biasimo, noi acquisiamo automaticamente il diritto di vedergli le budella. Questo è bullismo da reality.

Giulia Sarti ha sbagliato. Giulia ha pagato e probabilmente pagherà ancora. Brave le Iene, bravi i giornalisti, che ce l’hanno fatto sapere. Tutto il resto è da esecrare. Diamo un po’ di speranza al nostro senso del pudore.

P.S.

“Non c’è peggior pornografia di quella sentimentale.” [Ennio Flaiano]

@DadoCardone

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