Il Buco Nero dei Votanti

Il Buco Nero dei Votanti

photoSalve e Benvenuti allo Speciale “Elezioni Comunali 2015“, nel quale tenteremo di dare una lettura del dato, un po’ differente dal solito.

Leggendo sul sito del Ministero degli Interni i dati definitivi sulle votazioni del secondo turno di ballottaggio delle Comunali 2015 un dato salta prepotentemente all’attenzione: l’affluenza è ancora in calo. Parlando di Comunali il dato è ancor più significativo perché, in questo caso, non v’è l’alibi di un’Istituzione lontana in cui ci si sente comunque poco rappresentati. Affermiamo l’ovvio sottolineando che il Comune è la forma amministrativa con cui abbiamo più direttamente a che fare, ma sicuramente si tratta di un fatto da non sottovalutare.

Il Calo, paragonato a precedenti similari votazioni, si attesta ancora una volta attorno al 10% e, prendendo come standard le votazioni nei capoluoghi di provincia, solo nel caso di Matera si supera il 50% dell’affluenza al secondo turno e nemmeno di tanto (58,06%). Questo fatto, come abbiamo più volte evidenziato, limita pesantemente la rappresentatività di chi è chiamato ad amministrare e, di conseguenza, gli interessi che rappresenta.

Dal primo al secondo turno la disaffezione parte da un minino del 10% per arrivare a punte anche del 30%, migliaia di voti che in comuni relativamente  popolosi vengono dispersi nel mare magnum delle liste civiche, ultima speranza di rappresentatività destinata  a sparire, se non apparentata con i grossi agglomerati, senza alcuna coerenza di programma, di centro destra e centro sinistra. I resti se li dividono il Movimento a livello nazionale e la Lega nei luoghi dove non ricordano di essere tutti terroni, o dove non si ricordano di diamanti e mutande verdi.

Quanto vale il residuo dell’elettorato di protesta? Fa molta fatica a passare il 10% di quel che rimane dei votanti e conferma che la protesta, o il razzismo in alcuni casi, non sono spinta sufficiente al voto. Il tema della legalità pare importi poco agli Italiani, che decidono di non esprimersi con il voto o, peggio ancora, di continuare a dare fiducia al medesimo aguzzino anche se pluri-compromesso. I due casi limite sono San Luca, comune sciolto per condizionamenti da parte della Criminalità Organizzata, che non raggiunge il quorum e Tonara dove una moglie sostituisce il marito, sindaco uscente, perché arrestato… e vince. Ci sarebbe anche un altro caso esemplare, ma questo finisce di diritto nella Hall of Fame delle leggende politiche: Roberto Di Pietrantonio della lista civica “Tricolore”, unico candidato a Castelvecchio Calvisio (l’Aquila), ha preso 5 voti. Un voto valido, due schede bianche e due schede nulle. Il Comune rimane senza Sindaco… e promettilo un po’ di pilu no!?

Europee, Regionali, Comunali. Un calo di affluenza costante non solo considerando linearmente le occasioni di voto, ma anche confrontandole con le precedenti tornate di egual obbiettivo. Chi è la gente che non va a votare? Difficile da individuare. Illusi, delusi, indifferenti, protestanti e ignavi tra i maggiori indiziati, ma di sicuro, vedendo chi perde i voti, vi è una folta rappresentanza di progressisti che non vedono applicata nessuna vera riforma ad una società in stallo. Il Partito Democratico, in special modo, perde milioni di questi elettori ad ogni tornata.

E’ in questa fascia, secondo il modesto parere di chi scrive, che bisognerebbe coltivare i propri elettori e non nella miope contesa di quello che resta dell’elettorato. Le spinte scioviniste, alimentate ad arte dalla paura dello straniero, potranno produrre solo placebo elettorali, non soluzioni. Per fare un esempio: l’immigrazione, argomento che tiene banco negli ultimi anni, è ben al di sotto di quello che potrebbe essere in realtà, se si considerassero tutte le guerre e gli sconvolgimenti in atto. Il numero dei migranti, per quanto significativo, è amplificato da un sistema criminale sul suolo italiano e dall’incertezza sia politica che giuridica. Riforme in questo senso avrebbero certamente più effetto delle paventate azioni militari “a casa loro” o della chiusura armata delle frontiere. Questo però è un altro argomento.

Il timore, per chi come me è attivo nel Movimento, è che una malintesa opportunità politica porti, in ambiti locali, ad essere tentati dalla contesa di quel che rimane sul fondo del barile. Sarebbe al contrario auspicabile recuperare il senso rivoluzionario del Movimento 5 Stelle, quello fatto di solidarietà, giustizia sociale, equità e rispetto dei diritti umani, tutti quei significati che vent’anni di Berlusconismo (e affiliati Democratici) hanno disintegrato fin dentro alle coscienze.

P.S.

Avete tutto il diritto di stare a casa se volete, ma non prendetevi in giro pensando di non votare. In realtà, non votare è impossibile: si può votare votando, oppure votare rimanendo a casa e raddoppiando tacitamente il valore del voto di un irriducibile“. [David Foster Wallace]

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@DadoCardone

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