I lupi in Valmarecchia. Intervista al ‘detective’ naturalista Dino Scaravelli

DSC_0043Valmarecchia – Come promesso torniamo sulla vicenda ‘lupi famelici’ che attaccano il bestiame e lo facciamo attraverso una breve intervista a Dino Scaravelli, biologo, naturalista esperto in indagini faunistiche, riconosciuto esperto di lupi a livello nazionale.
Dott. Scaravelli, è normale che un lupo attacchi in pieno giorno, sbrani la preda quasi per divertimento?
Non solo è strano, ma inusuale proprio nel comportamento dei lupi. Non solo questi animali son schivi e timidi, ma gli attacchi si registrano quasi sempre all’alba o nella notte fonda e le prede le portan via. Quasi sempre, ove sono stato chiamato per indagare, si tratta del divertimento, chiamiamolo così, di qualche buon tempone che da la molla ai propri cani di grossa taglia.
Quali dinamiche hanno i lupi appenninici? Tanto rumor per nulla, in sostanza?
Sì guardi, non solo parliamo di poche unità di lupi in tutta Italia, ma dove esiste una grossa quantità di ungulati come cinghiali e caprioli, e la Valmarecchia ne ha in abbondanza, attacchi a bestiame o greggi di pecore non ve ne sono. Tanto più che il lupo può digiunare fino a due settimane.
Oltre tutto ricordo un caso in Valconca dove alla fine si accertato che l’attacco era stato causato dal cane di un agricoltore. Ovunque il lupo è ‘sostenibile’, perfettamente integrato nell’ecosistema, quindi parliamo di una faccenda ingigantita.
Gli agricoltori parlano di perdite indirette non calcolate nei rimborsi.
La legge nazionale e regionale, in Emilia Romagna anche, compensa adeguatamente l’eventuale ‘danno’. Se si parla poi di perdite indirette come qualche gemma di alberi da frutto per qualche capriolo affamato, insomma…evito di commentare.
Ci siamo capiti. Chi può accertare il danno per il presunto attacco sul bestiame di un lupo?
Il Corpo forestale dello Stato ha uomini addestrati per comprendere bene se si sia trattato di lupi o cani. Può capirlo studiando l’animale attaccato, il consumo reale della preda, insomma se sia stato o meno un lupo appenninico.
Sui giornali infatti non sono state pubblicate fotografie.
Immagino.Inoltre casi documentati di attacchi di lupi in pieno giorno, non mi risultano documentati ed ovunque in Italia, come venti anni fa, è ora un allarme ingiustificato di ‘al lupo al lupo’! E’ un problema di percezione, nella realtà dei fatti. E’ accertato che il lupo si è spinto fino alle porte di una città come Roma, ma non si sono registrati attacchi nè a pecore nè (figuriamoci) a persone.
@Markollen
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