HARAKIRI.

A Rimini c’è un buco nella Democrazia e, se guardi bene, si vede che è a forma di PD.

Le indiscrezioni della settimana scorsa si sono tramutate in realtà, le voci che volevano il Partito Democratico come sabotatore del Consiglio Comunale (di nuovo) si sono realizzate e ieri sera tra i fischi, sdegno e pernacchie i sedicenti Democratici hanno abbandonato l’aula. La cosa più triste è che, qualcuno, aveva in faccia l’espressione “ve l’abbiamo fatta”, senza comprendere  appieno il gesto che stava compiendo.

I fatti.

Dopo un  precedente annullamento, quello del Consiglio Tematico sul Palas, ieri sera si sarebbe dovuto parlare di Turismo in Consiglio Comunale. La seduta si è aperta irritualmente poiché, come dichiarato in un’altra occasione dalla Presidente Donatella Turci, le sessioni tematiche non possono comprendere altri argomenti che non siano quelli “in tema”. Inutile sottolineare che vi sono regolamenti per la Maggioranza e altri regolamenti per l’Opposizione. Mentre la richiesta di Carla Franchini, che voleva trattare con urgenza la svendita delle reti gas, non poteva assolutamente essere presa in considerazione, ieri sera si è permesso di trattare abbondantemente e con gran dispendio di discorsi dello sfondamento di via Tonale.

Alla conclusione  del primo punto, entrando in trattazione il vero e proprio Consiglio Tematico, si sono verificati degli avvenimenti soprannaturali. Pare infatti, e dico pare, che la particolare forma a triangolo del Consiglio Comunale favorisca l’apparizione di un buco nella Democrazia attraverso il quale vengono risucchiati tutti gli appartenenti di: Federazione delle Sinistre, Rimini per Rimini (o per Astolfi), SEL e Partito Democratico ( un giorno qualcuno ci spiegherà perché lo chiamano così).

Così tutta la maggioranza, escluso Brunori (IDV), ma compreso Pazzaglia, la talpa della minoranza, è sparita. Il Sindaco, neanche a dirlo, ha fatto la stessa fine, ma dato che le ambiziose giacche a scacchi sbattono un po’ con il Triangolo del Consiglio delle Bermuda,  può darsi che sia riapparso sul lago di Loch Ness e che ora si stia dichiarando inventore della Notte Rosa in un Gay Bar Scozzese.

L’unico rimasto sul campo, come dopo l’esplosione di una bomba (anche l’espressione era quella) il Capogruppo del PD, Marco Agosta che, facendo sfoggio di una inesistente intelligenza politica, ha dichiarato:

Siamo in due e saremmo sufficienti a garantire il numero legale, se nella Minoranza non ci fossero delle assenze.

Chiaro cittadini Riminesi: Ne avete votati 18, diciotto si abbuffano di gettoni in Consigli e Commissioni, ma ne bastavano due, uno dei quali nemmeno ci vuole stare in maggioranza.

La reazione della Minoranza, colei che secondo un contorto pensiero del  PD dovrebbe sostenere Giunta e Consigli Comunali, è stata veemente. Il Movimento 5 Stelle ha già annunciato che si rivolgerà al Prefetto e al Ministero degli Interni per chiedere che il Consiglio venga sciolto. Anche gli spettatori ci sono rimasti parecchio male… avevano sopportato a lungo i discorsi di Gnassi e Galvani solo per sentire parlare di turismo, si sono fatti sanguinare il naso per niente.

La domanda è: il gioco vale la candela? Nel senso… se l’unica soluzione è un suicidio politico cosa caspita hanno da nascondere? Sarebbe il caso di tranquillizzarli perché se fosse l’incapacità che non ci vogliono far notare, beh… per quella non c’è più nulla da fare.

P.S.

A neanche 3 anni di mandato il Sindaco Andrea Gnassi non ha più una maggioranza in grado di consentire un regolare svolgimento dei lavori. Uno scioglimento coatto sarebbe un atto di grazia.

Davide Allibito Cardone

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[@DadoCardone]

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