Grosso Guaio a Rimini – Scandalo appalti, chi è Mirco Ragazzi? [Seconda Parte]

Grosso Guaio a Rimini – Scandalo appalti, chi è Mirco Ragazzi? [Seconda Parte]

Come abbiamo avuto modo di determinare, nella prima parte di questa ricostruzione, in una porzione considerevole dei più importanti appalti riminesi salta fuori un nome molto conosciuto negli uffici dei lavori pubblici, ma totalmente ignoto all’Assessore competente. E questo non perché sia una figura di secondo piano.

Subito dopo l’esposto dell’Avv. Biagini le indagini della GDF si imperniano su questa persona e sul suo rapporto con Sergio Funelli, Capogabinetto del Sindaco Andrea Gnassi. Il suo nome è Mirco Ragazzi, ma chi è? Qual è la genesi di questo personaggio?

Ragazzi è un modenese vicino alla cinquantina, titolare e socio unico della società di consulenza M.C.R. S.r.l.  e della MIRO Consulting S.r.l., entrambe di Modena. Come si è detto ha interessi concreti in molti appalti riminesi e rapporti confidenziali con alcuni dipendenti del comune, che parlano liberamente con lui di dati riservati agli uffici. Come ci è arrivato? Come si evince dalle intercettazioni e dalle indagini, Ragazzi sembra capace di rendersi (o apparire) indispensabile per il proseguimento dei lavori e per l’assegnazione degli stessi appalti, talvolta persino opponendo difficoltà grazie, si suppone, al suo legame con Funelli. Il suo modus operandi è molto complesso e passa da millantate conoscenze, come nel caso della “cognata magistrato”, dell’antimafia e delle conoscenze nella GDF, risultate poi tutte inesistenti, alle conoscenze reali, come quella accertata dagli investigatori con Funelli. Altre volte ancora sono terzi soggetti politici a considerare conoscenze che “avrebbe” come un dato di fatto. E’ il caso di Emma Petitti, Assessore al Bilancio della Regione Emilia Romagna, che, in una conversazione intercettata sul telefono di Funelli, dice di sapere “chi è e come è fatto”. Lo considera un amico di Stefano Bonaccini (Governatore dell’Emilia Romagna, modenese anche lui) e dice addirittura di averne parlato con lo stesso Bonaccini. Lui le avrebbe chiesto “ di ‘sta roba”.

A questo punto ci si permetta di aprire una parentesi, che forse avrebbe potuto essere un articolo intero separato da questo, ma che riteniamo serva a far capire lo scenario di prona accettazione in cui ci si muove. L’occasione in cui Emma Petitti parla di Mirco Ragazzi è una telefonata, nella quale discute con Funelli del comportamento della Consigliera Regionale Nadia Rossi. La Consigliera è accusata dal Capogabinetto del Sindaco di diffondere maldicenze su Mirco Ragazzi e, parlando di lei, tra le imprecazioni, dice che “in un paese normale non gli darebbero nemmeno un ucce***  in mano”, mentre qui fa la Consigliera Regionale. Ora… comprendiamo che si tratti di una conversazione privata (però finita agli atti) e supponiamo che tra Funelli e Petitti ci sia un certo grado di confidenza, ma ugualmente non riusciamo a capire come un membro della Segreteria Nazionale del Partito Democratico, Assessora alle Pari Opportunità della Regione Emilia Romagna, colei che si è espressa tanto veementemente contro le teorie di Pillon e compagni, possa ricevere commenti del genere senza nemmeno invitare alla calma e senza altro commento da opporre che non sia “lo sappiamo dove siamo, siamo in questo mondo qua di merda”. Complimenti.

Riprendendo il filo dell’articolo. Agli investigatori pare evidente che tutte le manovre di Mirco Ragazzi non otterrebbero sponda da parte degli uffici, non fosse per il legame con Sergio Funelli. Per questo le indagini, i pedinamenti, le intercettazioni ambientali e telefoniche, si concentrano su loro due. Quello che appare chiaro a chi investiga e che tra i due vi sia una relazione amicale, che consente loro di parlare di “fica” e di usare codici personali, come il “ci vediamo dai busoni”, riferito all’uscita del casello autostradale di Rimini Sud. E’ palese anche che non si frequentino normalmente, come farebbero due amici, ma che il loro comportamento sia circospetto al punto di incontrarsi in posti dove non li si possa riconoscere, facendo attenzione che nessuno li ascolti. Perché? La logica supposizione è che quanto hanno da dirsi sia quantomeno inopportuno.

L’influenza di Sergio Funelli, Capogabinetto di un Sindaco, che all’epoca delle indagini era anche Presidente della Provincia, è notevole. Secondo gli investigatori della GDF, proprio grazie a questa influenza Ragazzi riuscirebbe ad esercitare la pressione che gli serve a mantenere in piedi il suo sistema. E’ il caso, ad esempio, della presunta azione di Funelli presso l’Ufficio della  Ragioneria della Provincia, per ritardare i pagamenti di alcuni lavori effettuati presso il cantiere del Liceo Valgimigli.

Una segnalazione, pervenuta direttamente alla guardia di Finanza, descrive dettagliatamente un tentativo del Ragazzi che, appoggiato da Funelli, rivolgendosi a una funzionaria della Provincia, consiglia di non pagare subito la Società DIRETTO, probabilmente, come desunto dagli investigatori, per accreditarsi come interlocutore privilegiato presso la stessa società. Le intercettazioni sembrano confermare un atteggiamento di “melina” da parte del Capogabinetto fino a che la funzionaria, pressata dal Consigliere Provinciale Allegrini, chiede direttamente a Funelli cosa stiano aspettando visto che i soldi ci sono. A quel punto Funelli capitola. Il tentativo sembra fallire perché Allegrini presumibilmente non risiede nella sfera d’influenza di Funelli. Anzi, in un’altra intercettazione, in cui parlano terze persone, è descritto un Consigliere arrabbiato con la funzionaria, perché non capisce il peso della parola di una persona (Ragazzi) che non appartiene all’Ente, né al cantiere.

Questa è solo una delle situazioni in cui, secondo le indagini, Funelli usa la sua influenza su dinamiche amministrative, pubbliche e non. Ancor più eclatante quello che si legge sulla Notizia di Reato a proposito di quanto accaduto dopo all’allontanamento di Mirco Ragazzi dal C.A.R.. Ad un certo punto infatti Bellocchi, stanco delle interferenze di Ragazzi, diffida chiunque dall’attribuire al “consulente” una qualsiasi rappresentanza per quanto riguarda il Consorzio. Bellocchi, secondo quanto riferisce  Sorce Michele (rappresentante legale di GM Costruzioni di Pesaro), sarebbe stato in seguito raggiunto da una telefonata del Direttore Provinciale della CNA di Rimini, Davide Ortalli, che lo invitava a reintegrare Ragazzi nel C.A.R.. Quando Bellocchi non da seguito al consiglio, Funelli  (da quanto si evince da l’intercettazione di una telefonata riportata in seguito, con oggetto appalto Conad zona ex Fiera)  parlando con il Ragazzi chiede a quest’ ultimo “chi deve far fuori” ottenendo risposta inequivocabile. Il lavoro risulterà poi assegnato a due aziende più piccole, con un costo maggiore di quello proposto dal Consorzio Artigiano Romagnolo. Riprendiamo l’intercettazione.  Sergio Funelli chiede esplicitamente a Mirco Ragazzi:

“Io, quindi, chi devo far fuori CONSCOOP [una cooperativa di Forlì N.d.r.] e chi è l’altra?”

“Il C.A.R.”

“Il C.A.R.”

Quanto messo in evidenza dalla Notizia di Reato, oltre alla palese irregolarità, denota una certa scioltezza del “dinamico duo” nel portare avanti disegni personali, a volte in un clima di ottusa accettazione degli uffici, sino ad arrivare in alcuni casi alla sfacciataggine. Come quando Ragazzi usa il telefono dell’ufficio di un impiegato comunale, per farsi rispondere da Michele Sorce, per gli investigatori verosimilmente concusso, che non gli vuole rispondere, perché non vuole pagare.  Denota un’esagerata confidenza anche l’SMS con cui Ragazzi cerca il contatto con Roberto Biagini, che sta investigando su di lui, attribuendosi conoscenze in Giunta, per poi chiudersi nel silenzio quando l’avvocato, giustamente, gli risponde chiedendogli chi siano queste conoscenze.

Quanto descritto non è ovviamente tutto. E’ il minimo di ciò che ci sembra utile, delle oltre 100 pagine della Notizia di Reato, per descrivere Ragazzi e i suoi rapporti con Sergio Funelli, secondo quanto messo in luce dalle indagini. Nella prossima puntata spiegheremo nel dettaglio cosa gli investigatori della Guardia di Finanza ritengono sia successo con gli appalti del Tecnopolo e Acquarena.

@DadoCardone

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