Grosso Guaio a Rimini – Perché tante richieste di rinvio a giudizio per il Tecnopolo? [Terza parte]

Grosso Guaio a Rimini – Perché tante richieste di rinvio a giudizio per il Tecnopolo? [Terza parte]

Come abbiamo visto nella prima e nella seconda parte di questa inchiesta, una Notizia di Reato compilata dalla Guardia di Finanza elenca una serie di circostanze dalle quali si evincerebbe che nel sistema degli appalti riminesi ci sia qualcosa che non va.

 In questi giorni se n’è discusso anche in Consiglio Comunale, dove il Sindaco Andrea Gnassi ha risposto, a chi gliene chiedeva conto, che il Comune in questa storia è parte offesa, anche se per ora non può costituirsi parte civile. La causa paiono essere questioni giuridico burocratiche che però in altre occasioni, forse un po’ più ghiotte mediaticamente, non hanno impedito di costituirsi già nell’udienza preliminare. Forse è solo un’impressione, ma a noi sembra tanto quel menare il can per l’aia che, alla fine, ha impedito al Comune di Rimini di costituirsi parte civile nel processo Aeradria. Non sono impressioni invece le intercettazioni e le prove documentali che hanno portato la GDF a ritenere che nell’esecuzione dei lavori del Tecnopolo ci sia stato qualcosa di irregolare. Ma andiamo con ordine.

Nel 2010 la Giunta Ravaioli deliberò per dare il via libera al progetto Tecnopolo, un’infrastruttura pensata per ospitare laboratori di ricerca industriale e di sviluppo tecnologico. In Emilia Romagna ce ne sono almeno 10 e il progetto di Rimini, preventivato in 2.880.000 €,  è finanziato per 1.500.000€ con risorse extra comunali (Statali e POR-FESR 2007-2013). La Giunta Gnassi porta avanti il progetto, ma, nel 2012, la cessazione del servizio del Responsabile Unico del Progetto costringe alla redazione di un nuovo preliminare, questa volta affidato all’ing. Massimo Totti, lo stesso che qualcuno a Rimini chiama l’uomo dei miracoli, per la sua abilità a risolvere situazioni.

Il nuovo RUP cambia le carte in tavola per il sistema di progettazione. Chiede ed ottiene una proroga di sei mesi ai lavori, infatti la Regione vincola il finanziamento (e la decadenza dello stesso) alla data del collaudo del manufatto.

Lasciamo per un attimo la figura dell’Ing. Massimo Totti e ritorniamo a occuparci di Mirco Ragazzi che, anche per questo appalto, come da ipotesi nella Notizia di Reato, con l’appoggio di Sergio Funelli, riesce a catturare l’attenzione degli investigatori della GDF. L’esecuzione dell’opera Tecnopolo viene affidata ad un gruppo temporaneo di imprese di cui fa parte, tra gli altri, Michele Sorce della G.M. Costruzioni S.r.l. . Durante un controllo il Sorce, in atti, afferma che il contratto di consulenza di 61.000€ (50.000 più iva)  in essere con Ragazzi, giudicato dalla GDF ”privo di qualsivoglia giustificazione”, aveva lo scopo  tra le altre cose dell’avvicinamento al Tecnopolo. Oltre ad “avvicinamento” usa l’espressione “per essere proposto”.  Nell’intercettazione di una telefonata con Marco Bellocchi (Presidente del C.A.R.), Michele Sorce è ancora più esplicito. Sostiene che viene tentata a suo discapito un’estorsione di 50.000 € perché, dice, “me l’ha fatta mettere nel c***”.  Per Sorce evidentemente non c’è più tornaconto e si rifiuta di pagare Ragazzi, il quale, per rimostranza, chiede presso il Tribunale di Pesaro il fallimento della Società che dovrebbe pagare la sua fattura. Da qui nasce l’altro troncone d’indagine, quello presso la Procura della Repubblica di Pesaro, perché Michele Sorce non ci sta e dichiara di essere vittima di estorsione, tramite un contratto di consulenza che non ha nemmeno firmato.

Nello svolgimento dei lavori, tuttavia, non sorgono solo problemi per via dei rapporti con Mirco Ragazzi, sebbene anche il C.A.R. di Bellocchi faccia parte del raggruppamento temporaneo. Gli investigatori, infatti, ipotizzano che vi siano anche delle irregolarità piuttosto gravi e consistenti nella procedura di collaudo, quella che poi ha sbloccato i finanziamenti extracomunali. La nuova convenzione, redatta da Regione e Comune, stabilisce la conclusione dei lavori e il collaudo entro il 31 novembre 2015, ma qualcosa non funziona come dovrebbe. In accordo con la data di scadenza si dichiara che i lavori sono finiti e collaudati, ma, per via di alcune finiture e lievi manchevolezze, si attende ad emettere il certificato di collaudo, emesso poi a fine dicembre 2015.

Rilievi fotografici della Guardia di Finanza e, ancora una volta, le intercettazioni, ci raccontano però una realtà totalmente diversa. Tra la fine di novembre 2015 e metà dicembre i militari svolgono diversi sopralluoghi all’esterno del cantiere e poi, in virtù di un controllo sul personale e delle norme di tutela del lavoro, uno anche all’interno del cantiere. Quello che trovano non è certo la mancanza di qualche finitura. Nella Notizia di Reato si legge: “Tinteggiatura esterna ancora da realizzare. Mancanza degli infissi. Scale allo stato grezzo. Stato grezzo o incompleto di controsoffitti e pareti”.

Non è finita qui. Michele Sorce della G.M. costruzioni dichiara di non aver voluto partecipare alla visita di collaudo perché i lavori non erano ultimati e non permettevano un collaudo tecnico-funzionale. A parte la tinteggiatura riferisce anche che: non era stato fatto alcun rinterro degli scavi relativi alla messa in quota di alcuni pozzetti alle reti bianche e nere. Anzi che i pozzetti sono stati fatti a gennaio con la sistemazione del piazzale. Al momento del collaudo i pavimenti erano galleggianti e che quindi non era possibile effettuare alcuna stuccatura. I rivestimenti dei bagni, degli spogliatoi e delle scale non erano stuccati. L’impiantistica meccanica non era stata completata perché mancavano i gas medicali. Mancavano i sanitari e mancavano infissi interni ed esterni.

Tutto ciò, sul cantiere, è il segreto di Pulcinella. Tutti sanno e se non lo sanno glielo spiega Totti. Numerose intercettazioni telefoniche chiariscono dove risieda una buona dose della capacità di Massimo Totti di risolvere i problemi, ossia in quello che lui chiama “un tavolo di lavoro tra gentiluomini”. Di seguito riportiamo un piccolo stralcio di ciò che dice a uno degli indagati, ma, credeteci, per comprendere bene la natura di queste conversazioni bisognerebbe leggere integralmente la Notizia di Reato:

Totti: Proprio perché abbiamo stabilito un tavolo di lavori da gentiluomini bisogna che ci diciamo anche le cose da gentiluomini… perché dopo se invece smettiamo di darci un codice di comportamento… se cominciamo a scrivere… dopo va la guerra e quello che vogliamo evitare […]. Però… Se noi formalizziamo quello che troviamo con una fotografia succede un casino… Allora… io ho già detto con M. [impiegato comunale n.d.r.] e il collaudatore, a noi ci deve arrivare una lettera il 2, quindi lunedì, dove P. dice che ha completato l’edificio del Tecnopolo meno una serie di finiture… mi segui?

[…]

Totti: […] Tanto abbiamo 4 giorni davanti, non è che abbiamo quattro mesi. Allora lui… nel fare l’elenco delle finiture… così le conosce la Regione… e noi le guardiamo con l’occhio di bue… delle finiture, che di fatto dice vado in proroga, deve metter… deve togliere quelle che in una settimana assicura… perché… cazzo… gli impianti non ce n’è uno… manca il pavimento… dì … vi manca il 30% dei lavori… poi nel guizzo del moribondo, secondo me in una settimana riuscite a quel punto… cazzo… chiudere, mettere i pavimenti… cominciare a chiudere… cominciare a tinteggiare, quindi lasciare effettivamente postumi i vetri… quelle 10 porte… cazzo qualcosa che … più.

Nelle intercettazioni riportate nella notizia di reato si legge un Massimo Totti molto determinato e, apparentemente padrone della situazione. Spiega a chi di competenza che deve mandare lettere in cui dichiara che il lavoro è finito tranne che per delle finiture. Fa presente ad altri che i soldi sono sostanzialmente in mano sua e che se non si fa come dice non rescinde i contratti (“se no mi faccio autogol”), ma comincia ad applicare penali e poi finiscono tutti in tribunale. A chi gli contesta poi di voler far saltare “il gioco” per dieci porte ribadisce che i problemi sono altri (tra cui impianto d’illuminazione e convettori, l’antincendio, la resina a terra) e che lui ad ottobre ha consegnato una scuola ad ottocento studenti con l’acqua del cantiere nei cessi, che l’unica cosa che non vuole sono guai con la Regione, perché quelli fanno saltare il finanziamento.

Quello che emerge dalle intercettazioni è desolante. Qualcuno dice di aver visto fare un muro senza aver messo malta, l’isolatore sismico, nel giunto verticale. Lo stesso Totti ammette di non aver mai visto un cantiere senza capocantiere. E poi, ancora una volta, viene a galla il fatto che Mirco Ragazzi, tramite le aziende sul cantiere, è al corrente di tutto e quindi riferisce a Funelli. Anzi di più, perché in seguito, quando Massimo Totti verrà sostituito nel ruolo di Responsabile Unico del Procedimento, il “dinamico duo” cerca di influenzare alcuni pagamenti, per indirizzarli a chi fa loro più comodo. Almeno da quanto gli investigatori evincono dalle intercettazioni.

Torniamo però al cantiere. Molti sanno, tutti confidano nelle magie di Totti, ma, alla fine, quello che ne viene fuori è un verbale di collaudo che smentisce sé stesso. In maniera sconcertante (aggettivo usato anche nella Notizia di Reato) viene inserita nella contabilità finale l’avvenuta realizzazione dei lavori, ma, successivamente, se ne riconosce l’incompletezza che determina la mancanza di piena funzionalità. Come dire… quasi quasi non servivano nemmeno le indagini.

Questo è il capitolo dell’indagine GDF con più indagati, tra dipendenti comunali e privati, ed è anche quello con le prove più evidenti di una condotta esecrabile. Secondo l’indagine si ravvisano comportamenti riconducibili alla falsità ideologica e di illegittima erogazione di finanziamento. A questo punto viene da chiedersi anche se in Regione qualcuno sapeva. Questo noi non lo possiamo determinare, ma abbiamo scovato una determina della Giunta Regionale relativa al pagamento del finanziamento che, al suo interno, contiene la cronistoria della corrispondenza con la GDF sul caso in oggetto. Nel settembre del 2016 il Nucleo di Polizia Tributaria di Rimini richiede alla Regione copia dei mandati di pagamento relativi ai lavori del Tecnopolo. Il 3 Novembre, dopo la richiesta di erogazione del contributo del comune di Rimini, la Regione chiede alla GDF se vi siano motivi per non erogare, ma il comandante del Nucleo Tributario di Rimini risponde solo che le indagini proseguono. Il 7 di aprile 2017 viene comunicato alla GDF che il procedimento d’istruttoria del finanziamento è concluso e che se non vi sono elementi ostativi provvederà ad erogare. Non ricevendo nuove comunicazioni dopo 30 giorni considera il contributo erogabile.

Ricordiamo che nella richiesta di rinvio a giudizio, la Regione E.R. è considerata anch’essa parte offesa insieme al Comune di Rimini ed alla società AR.CO. (quest’ultima solo per Acquarena).  Sarebbe interessante conoscere anche le determinazioni dell’ ente presieduto da Stefano Bonaccini sul punto.

Questo è quanto possiamo dirvi sull’appalto Tecnopolo, più che sufficiente perché ognuno tragga le sue considerazioni. Intanto, se siete arrivati fino a qui e avete interesse nel conoscere il resto, vi diamo appuntamento alla quarta ed ultima parte di questa inchiesta. Riguarderà Acquarena e il perché, passando per via della Fiera, al posto della piscina vediamo una gru abbandonata che si specchia su una pozzanghera.

@DadoCardone

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