Grosso guaio a Rimini – che fine ha fatto Acquarena? [Quarta Parte]

Grosso guaio a Rimini – che fine ha fatto Acquarena? [Quarta Parte]

Ed eccoci, come promesso, alla quarta ed ultima puntata dell’inchiesta sugli appalti riminesi, perlomeno quelli trattati dalle indagini della Guardia di Finanza di Rimini, relative alla figura di Mirco Ragazzi e al suo legame con il Capogabinetto del Sindaco, Sergio Funelli. Quest’ultima parte riguarda l’appalto di Acquarena, quella che doveva essere la “piscina che i riminesi si meritano”, ma che in fin dei conti si è rivelata l’ennesima operazione da Amministrazione “palazzinara”. Questa ultima parte risponderà ad una domanda fondamentale. Perché abbiamo una nuova Conad in centro, ulteriori palazzine, ma, al posto della piscina promessa, una gru abbandonata?

Come la maggior parte dei riminesi saprà, almeno chi presta attenzione a dove vive, nello spazio occupato dall’ex fiera doveva sorgere un auditorium ed un po’ di residenziale. Quella zona era nella disponibilità del Palas, ma, come pensata dalla variante originale, non era appetibile per i grandi investitori. Ai mutui milionari del Palacongressi di Rimini, tuttavia, servivano entrate non garantite da anni di incassi sottoprevisione. Una variazione alla variante originale permise di eliminare l’auditorium e di metterci una bella Conad, gruppo che, contestualmente, fece anche l’investimento delle palazzine. Nulla di illecito. Tutte cose però di cui Rimini non aveva proprio bisogno, ma che all’ente Fiera hanno fruttato più di 16 milioni di euro. Una bella boccata d’ossigeno.

Per giustificare l’operazione edilizia con l’opinione pubblica si usò la foglia di fico di Acquarena, una piscina di 25 metri, tra l’altro a pochissima distanza dal Garden, che ne aveva già una e che aveva in progetto di costruirne un’altra, olimpionica, da 50 metri. Della Conad e delle palazzine si parlò solo quando furono troppo evidenti per essere nascoste. Ma dopo tutto questo, perché non c’è la piscina?

Nel dicembre 2014 la Giunta Comunale di Rimini approvò il preliminare di Acquarena, per una spesa di 8.200.000 €. Più tardi, alla fine dell’iter previsto dalla gara, vennero individuate due raggruppamenti  idonei a presentare un offerta: 1) AR.CO. Soc. Coop. Cons. (capogruppo), con COGEI Italia (mandante) e ESCHILO CONERO S.r.l. (mandante). 2) AXIA S.r.l. (capogruppo), con C.A.R. di Rimini (mandante), Nuova Sportiva S.s.d. a r.l. (mandante) e SAEET Impianti S.r.l. (mandante).

Nella seduta pubblica dell’agosto 2015, all’apertura dei plichi contenenti le offerte, Maurizio Canini, rappresentante del gruppo facente capo all’Axia S.r.l. fece emergere alcuni rilievi circa la compatibilità del raggruppamento AR.CO.. Nello specifico si faceva osservare la partecipazione al raggruppamento della società di Ingegneria MiJic Architects, che aveva partecipato alla redazione del preliminare.

Il rilievo fu giudicato ininfluente ai fini dell’equilibrio dei principi di concorrenza.  In un secondo momento, nella seduta in cui si comunicavano i punteggi, fu la volta di AR.CO. di far emergere rilievi. Chiese infatti che fosse prodotta documentazione che attestasse l’effettiva sostenibilità finanziaria delle offerte proposte, in particolare il coinvolgimento di uno o più istituti finanziari. Dopo una serie di richieste, appelli e soccorsi istruttori, nella seduta pubblica  del novembre 2015 la Commissione (con voto contrario del Responsabile Unico Fabbri) decretò che l’offerta di  AR.CO. non soddisfacesse i requisiti minimi (2 vasche anziché 3) e determinò che AXIA, nonostante la richiesta di documentazione non ancora prodotta, fosse l’unico concorrente rimasto in gara. Nel marzo 2016, a documentazione prodotta e dopo un ricorso al TAR, l’appalto fu definitivamente affidato ad AXIA S.r.l e relativi mandanti.

I documenti che attesterebbero il coinvolgimento degli Istituti finanziari sono due dichiarazioni. Una del 19/08/2015 di una filiale di Modena della Banca Popolare dell’Emilia Romagna e un’altra, del 9/11/2015 attribuita alla filiale modenese della Banca Interprovinciale S.p.a. Come confermato dalle indagini tecniche della GDF, però, i documenti sono stati predisposti ad hoc in data successiva alla richiesta dell’Amministrazione Comunale ed uno di questi addirittura retrodatato. Ed in quest’ultimo caso non si tratterebbe di una svista. Ancora una volta le intercettazioni telefoniche, al solito Mirco Ragazzi, dimostrerebbero la volontà inequivocabile di produrre documenti falsi. Le parole usate non possono essere più esplicite e meno fraintendibili. In una telefonata del novembre del 2015, tra Mirco Ragazzi e un altro indagato, a cui partecipa anche Canini, il referente del gruppo con in testa AXIA S.r.l, si dice di aver individuato una banca di medio credito disponibile a mettere la data di agosto e di un’altra disposta a dichiarare in data odierna (alla telefonata n.d.r.) che il progetto le era stato sottoposto il 2 di Agosto e che era interessata. Canini in persona conclude considerando che non esiste un modello standard per le lettere e che quindi :“bisogna… bisogna crearle… bisogna partorirle, scrivere qualcosa di sensato e… e … e poi sottoporle a chi le dovrà firmare”.

Il telefono di Ragazzi è una miniera inesauribile per gli investigatori. Lo sentono dare istruzioni a responsabili AXIA :”…fare un paio di verbali… farli su carta AXIA […]un paio di verbali dove risulta che il tizio che ha formato, te, M., e due cagate, eccetera eccetera… che in data, ne fai due copie, uno il tal giorno, l’altro data l’altro, si sono si sono verificate le stesure del PEF punto e fine trasmissioni…”. Non solo, in altri passaggi sembra sia chiara anche la consapevolezza diffusa di ciò che si sta facendo. In un’altra intercettazione Ragazzi, sempre in relazione alle lettere che Axia dovrebbe predisporre, riceve il commento :”io firmerò anche, ma sono robe fasulle”.

Già a questo punto ci sarebbero elementi per ipotizzare che il procedimento d’assegnazione sia stato turbato da comportamenti consapevoli e determinati ad attestare il falso, ma non è tutto qui. Ricordate i vari rilievi e ricorsi che i due raggruppamenti hanno sostenuto l’uno contro l’altro? Ebbene, secondo le indagini, almeno per il gruppo guidato da AXIA, non non sarebbe farina del loro sacco. Ancora una volta gli investigatori puntano il dito sull’accoppiata Ragazzi-Funelli e ipotizzano un approccio sistematico, con scambio di informazioni e suggerimenti.

E’ il caso ad esempio di Mijic, il progettista di Acquarena che partecipa anche al gruppo AR.CO., presumibilmente individuato come punto debole della questione. Un’intercettazione ambientale, dalla macchina di Ragazzi, registra delle prese di posizione piuttosto decise sull’argomento.

Ragazzi: “[…] Di importante è che Mijic è fuori dalle palle”

[…]

Funelli:” no è fargli… se ragiono, ragiono per fargli il fossato attorno”

Oltre a questo, sempre da quanto gli investigatori evincono tramite le intercettazioni ambientali a bordo della macchina di Ragazzi, Funelli da consigli sulle questioni dell’offerta e indicazioni, con tanto di promemoria post-it, su un bando che, secondo lui, è stato preparato con il contributo dello stesso Mijic, per evidente interesse personale a parteciparvi. Tutte informazioni utili a preparare un ricorso incidentale idoneo contro l’annullamento dell’esclusione di AR.CO.  Mirco Ragazzi, secondo gli investigatori, è così confidente nell’appoggio di Funelli che si azzarda a chiamare personalmente dipendenti pubblici per chiedere informazioni. Nella notizia di reato si leggono due casi in particolare in cui l’indagato chiede e riceve informazioni da due diversi impiegati, gli stessi che già nell’indagine interna dell’Avv. Roberto Biagini avevano ammesso che Ragazzi fosse stato presentato da Funelli. Nel primo caso la richiesta è di informazioni su un verbale relativo ad una seduta privata della Commissione, per cui ad uso solamente dell’Amministrazione Comunale. Nel secondo caso Ragazzi chiede invece informazioni sul verbale di una seduta pubblica, quella in cui il Presidente di Gara aveva ritenuto insussistenti i motivi dell’esclusione di ARCO per la presenza di Mijic. L’impiegata lo rassicura del fatto che la decisione è del Presidente e che la Commissione ha solo preso atto.

Ecco perché i Riminesi non hanno mai avuto il piacere di farsi una nuotata nella tanto pubblicizzata e mai costruita Acquarena. A carico del raggruppamento AXIA, assegnatario del bando che, a quanto pare, godeva delle consulenze di Mirco Ragazzi, c’è una robusta accusa di “Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.”

Sono fatti che, se dimostrati anche in seno ad un procedimento giuridico, getterebbero un’ombra scura e pesante sul sistema degli appalti pubblici. Non stiamo certo affermando che per ogni appalto il sistema sia quello che la Notizia di Reato indica per i casi Acquarena e Tecnopolo, ma il legittimo dubbio che tutto ciò non nasca dal nulla rimane. A dispetto delle “abilità” personali, possibile mai che un individuo, nemmeno riminese, entri così profondamente e improvvisamente nel sistema degli appalti e degli uffici pubblici?  Possibile che questa domanda non se la faccia il Sindaco per primo, avendo sicuramente a disposizione le stesse informazioni che abbiamo noi?

Non sappiamo che rispondere a queste domande, o meglio, lo dovremmo fare usando ipotesi che sicuramente verrebbero giudicate come illazioni. Vi lasciamo dunque con un’ultima intercettazione che, secondo noi, esprime una tendenza che qualcuno dovrebbe approfondire (e non ci riferiamo certo ai nostri lettori). I protagonisti sono Marco Bellocchi e Michele Sorce, entrambi costruttori, entrambi protagonisti di questa storia in quanto hanno, in qualche modo, subito le manovre e l’influenza di Ragazzi. Leggete cosa si dicono.

Premessa: i nomi puntati sono di persone non indagate, ma molto conosciute a Rimini. Le parti saltate sono inutili o impossibili da capire non potendo fare i nomi per esteso.  I due fanno spesso riferimento a partiti politici e pubblicando la conversazione non intendiamo sostenere che vi sia una qualche tipo di aderenza, ma pensiamo si evinca che i due pensino di dover passare da lì.

Sorce: “come andiamo?”

Bellocchi: “ma andiamo che pensavo mi sbollisseee… l’incazzatura (incomprensibile)… eee… adesso, ho finito adesso di parlare con M.M. della Lega… (lega cooperative N.d.r.)”

Sorce: “mh”

Bellocchi: “non me lo toglie dalla testa… eee… ieri sera ho mandato a cagareee… pesantemente anche il segretario di… del partito (Democratico N.d.R) qui di Rimini.”

Sorce: “eh vabbè, ma…”

Bellocchi: “non… non contate… non contateee… niente nella migliore delle ipotesi… nella peggiore, forse, c’è il vostro zampino anche dietro questa roba qui… perché poi c’è anche chi fa il nome di B. su sta vicenda e quindi B e M.”

Sorce: ah ah

Bellocchi: “eee… a me M. mi  ha parlato di C. che è amico intimooo… di uno dei due soci di quella società… e comunque sia gli ho detto “alla fine della giostra c’è un ragionamento che va fatto, c’è una gara privata indetta dal mondo cooperativo… eh, che vada a finire ad un privato che, veramente, è una roba ridicola…”

Sorce: “che non ha nemmeno la forza, tra l’altro”

Bellocchi:” […] vuol dire che c’è la pazzia che, che staaa… proprio dilagando… a meno che, invece, non sia un disegno preciso… che sia andato lì, perché quando mi parlo con un funzionario del Conad… e che P. non ha avuto neanche il coraggio di parlarmi… quando… quando mi parlano di referenze eccezionali che han fatto la differenza, Michele di cosa stiam parlando…? Chi… chi può fare…”

Sorce:” di niente”

Bellocchi: “Le referenze eccezionali se non arriva dall’Ufficio del Capo di Gabinetto del Sindaco e spero di essere intercettato (bestemmia).”

[…]

Bellocchi: “ah… cioè… ehm… ma… Michele, eee… è un intervento che è stato particolarmente sofferto anche dal punto di vista urbanistico… devi fare un intervento come quello, di quelle dimensioni tra il coso… tra… tra la parte direzionale e commerciale, e le palazzine e… e… e secondo te, se ti arriva la telefonata del Capo Gabinetto del Sindaco, te non stai a sentire quello che ti dice?”

[…]

Bellocchi: “[…] l’unica è… èèè… è fare un’alleanza con la Lega ( Lega cooperative N.d.r.), eh… e, quindi, riavvicinarciii… a quel mondo lì…”

Sorce: “Sì”

Bellocchi: “no? CONSCOOP, il CONSORZIO INTEGRA…”

Sorce:” sì, sì, sì,elasciareee… e lascia… lasciarli morire e basta, a questi…”

Bellocchi: “eee… esatto, esatto, assolutamente… P. adesso stava male… però mi ha detto che appena si riprende, tra lunedì e martedì, ci risentiamo… perché chiederemo un tavolo… chiederemo un tavolo al Partitooo… come Lega, Consorzio e quant’altro… chiederemo spiegazioni ai livelli regionali anche della Lega, di sta gara anche del Conad, perché P. fa “non finisce qui”… non può finire qui, capito… un’impresa come Conad del… del mondo cooperativo della Lega, fa una gara, eh… c’è un’impresa sempre del mondo cooperativo della Lega, che fa un’offerta migliore e questi la danno… a un’altro…?!?”

[dopo aver parlato delle “porcherie” che, secondo loro, hanno fatto tre persone molto influenti a Rimini]

Bellocchi:” e quello che è fatica a scindere quei rapporti lì, è fatica… però, adesso è guerra… adesso è guerra e non guardiamo in faccia a nessuno”

Sorce: “sì, sì, sì, appunto (incomprensibile)”

Bellocchi: “e ci pariamo il culo stringendo alleanze con il sistema cooperativo…”

[…]

Bellocchi: “perché io non mi dimentico che mentre noi siamo lì che non dormiamo la notte, questo (tale P. N.d.r.) faceva gli affari con il capellone (soprannome per Mirco Ragazzi N.d.r.) per la scuola che sta alla XX Settembre…”

[…]

Bellocchi: “Ci siamo resi conto che il Partito è inaffidabile nelle mani di un ragazzino manovrato da un altro.”

Sorce replica :” Marco, se tu vuoi, noi gli facciamo tirar le orecchie”; infatti non serve arrivare a Roma, ma basta arrivare a Pesaro, dove c’è “Il Vicesegretario del Partito (Democratico N.d.r)”.

Bellocchi conclude riferendo che tale G. ha detto che nelle prossime elezioni amministrative (il periodo è ovviamente prima del giugno del 2016) il PD si alleerà con il Nuovo Centro Destra e, pertanto, “le corde le teniamo con P.. Sergio è un amico fraterno” al che Sorce suggerisce di farlo chiamare da “Angelino”.

Ora, quando si parlano al telefono le persone tendono ad esagerare, ma l’impressione è che parlando dei loro interessi preminenti, interessi per cui sono in ballo i loro guadagni e la loro sopravvivenza lavorativa, i due non vedano altra soluzione di recupero che non sia legarsi a qualche partito.  E vien da chiedersi come mai.

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@DadoCardone

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