Gloria Lisi, un bel problema per Gnassi.

Gloria Lisi, un bel problema per Gnassi.

lisisenzaMolto probabilmente succede anche in altri posti, non lo so. Qui a Rimini sembra, sempre più spesso, di vivere un romanzo di fantapolitica, uno di quelli in cui si narra di un futuro lontano nel quale anche i poveri, per essere accreditati tali, dovranno avere il loro codice a barre ed essere attaccati alla mungitrice del Sistema o, altrimenti, riconvertiti a biomassa.

Di romanzi così ne ho letti tanti, erano quelli in cui le multinazionali si sostituivano ai Governi e cose del genere. Sembravano possibilità così remote… eppure ci siamo arrivati praticamente con gli stessi vestiti che avevamo addosso quando studenti e operai scendevano in piazza a lottare per i propri diritti. Oggi i servizi basilari come acqua, istruzione e Sanità vengono privatizzati, se 50 studenti scendono in piazza per protestare contro la #buonascuola li blindano neanche fossero degli Hooligans e se non sei un povero “certificato” devi toglierti di mezzo,  renderti invisibile.

Sì, sto parlando di Rimini. L’ultimo fatto in ordine di tempo, quello che mi ha costretto a rimettere le mani sulla tastiera, nonostante sia ancora in “convalescenza post stagionale”, è l’assurdo trattamento riservato alla Casa dell’Accoglienza Andrea Gallo (Don), di cui nessuno dell’Amministrazione vuole cogliere l’importanza fondamentale.

Un brevissimo riassunto per chi non conosce i fatti. Due inverni fa per le strade di Rimini si moriva di stenti. Sei persone, sei senzatetto, hanno perso la vita in pochi mesi. Le associazioni canoniche di mutuo soccorso, strutture che agiscono fondamentalmente in emergenza e con disponibilità limitate nel tempo, hanno potuto poco. Qualcuno è morto per il freddo, altri per le conseguenze degli stenti, c’è stato un suicida e, sì, c’è stato anche chi è stato portato via dall’abuso di alcol, assunto in grande quantità per dimenticarsi di essere niente. I ragazzi del Network di Casa Madiba hanno suonato l’allarme e portato avanti occupazioni a scopo abitativo d’immobili abbandonati, da cui sono sempre stati cacciati, con largo uso di forze dell’ordine, manganelli, blindati ed elicotteri. Dopo un certo numero di scontri e dopo molte figure barbine per l’Amministrazione, fu raggiunta una tregua con l’assegnazione di un immobile in via De Wartema, Casa Don Gallo Appunto. (Va specificato che non si tratta di un regalo, ma di una regolare istruttoria in diversi passaggi di selezione.)

I morti, da sei, si sono ridotti a uno. Casa Gallo,  cui il Comune doveva contribuire con una spesa di 15 mila euro mai corrisposti, con più di 40 persone tenute lontano dalla strada tutto l’inverno e altrettante soccorse in modi diversi,  è diventata un esempio di recupero e riscatto a costo virtualmente zero.  Orto, pizzeria sociale, guardaroba solidale, progetti sociali, mercatino con i prodotti frutto del lavoro degli ospiti della casa, persone che ricevono assistenza medica a cui non avrebbero diritto (?!?) e senzatetto che magari, stabilizzatisi, trovano addirittura lavoro. Ci mancava solo una benedizione del Vescovo Lambiasi… anzi no, c’è stata anche quella. Parliamoci chiaro, è troppo. Troppo per un welfare comunale che riesce a farsi approvare progetti da centinaia di migliaia di euro per ottenere in proporzione un decimo dei risultati.

E allora il potere reazionario, altrimenti noto come Gloria Lisi, cosa fa? Ti sfratta. La motivazione è che il progetto era stato pensato per l’emergenza freddo. Chi si occupa in prima persona di casa Don Gallo, l’Associazione Rumori Sinistri, chiede dialogo, propone progetti, anche di un certo spessore, ma niente. La risposta è quella che potete trovare in questo PDF.
Riassumendo dal burocratese, lingua prediletta dalle persone con poco spirito che amano nascondersi dietro le norme:

  • Te ne devi andare perché legalmente ti posso obbligare e lo devi fare prima che torni di nuovo il freddo se no faccio un’altra figuraccia a mettere dei senzatetto sul marciapiede.
  • Mi devi dare 1800 euro di bollette
  • Altrimenti non ti do i 15.000 che ti devo e ti precludo la possibilità di partecipare a qualsiasi altro progetto che quest’amministrazione potrebbe concederti di realizzare (a tue spese).

Come la vogliamo descrivere questa cosa? Senza essere denunciati intendo. Il motivo di tutto ciò è piuttosto chiaro e lo si legge, neanche troppo tra le righe, nelle dichiarazioni della Vice Sindaco riguardo anche ad altre situazioni, come quella degli aiuti ai minorenni stranieri senza famiglia. Lisi vive nel sacro terrore che la città possa diventare un nuovo lebbrosario di Calcutta. Si lamenta in continuazione che Rimini attira troppi disperati, perché i comuni limitrofi non ne vogliono sapere di fare la loro parte, ma, invece di dare l’esempio proponendo un modello economico e percorribile come quello di Casa Gallo, preferisce chiudere porte e portafogli.

Poi uno si domanda come fa il mondo ad andare male con cotanti amministratori, così ben illuminati (leggasi in tono ironico). Politicamente parlando però Gloria Lisi è un problema molto grosso soprattutto per Gnassi, perché, ora che si è messo il nemico in maggioranza, non ha più la tranquillità che gli serve per portare avanti le sue vision (qualsiasi cosa esse siano). Purtroppo per lui tutti i guai gli arrivano proprio dal suo vice, che dovrebbe coprirgli il fianco Welfare. C’e’ stata ad esempio la disfida del campo Rom, che gli ha portato in consiglio degli scalmanati che volevano “bruciare lo zingaro”, a causa di un percorso mai fatto con gli abitanti delle future destinazioni. Ci sarà poi questa cosa dei senzatetto che, se il piano suicida di Gloria riesce, gli procurerà quasi 50 Homeless in una volta sola per le strade, con le conseguenti occupazioni per tamponare il problema e le conseguenti polemiche alzate dai bempensanti, che Rimini ospita in abbondanza. Purtroppo se chi amministra non pensa ai morti per le strade nella sua città, qualcuno lo deve pur fare.

Devo dire che personalmente, per quanta poca stima io abbia di Andrea Gnassi, attribuivo al Sindaco una dote di opportunismo che lo rendeva abile nel fare sue le cose che, in qualche modo, funzionavano. Casa Don Gallo era un plus che poteva agevolare con poco sforzo e di cui poteva addirittura vantarsi, visto che esperienze simili in Italia  si contano sulle dita di una mano. Devo ricredermi e concedergli la totale inadeguatezza.

P.S.

Nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole.
[Pier Paolo Pasolini]

dado

 

@DadoCardone

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