Gangs of Rimini

Gangs of Rimini

⇒Come ti porto Via Dario Campana negli anni ‘70

 

Pezzo difficile questo. Lo devo assolutamente scrivere perché l’informazione online ha già dato prova di essere “leggermente” sbilanciata, visto che ci sono di mezzo i Madibers, figuriamoci quando esce la carta. Necessita però di due premesse. La prima è che chi vi scrive ripudia ogni atto di violenza fisica. La seconda è che una provocazione cosciente è anch’esso un atto di violenza. Bene. Ora possiamo proseguire con la ricostruzione dei fatti.

Nella mattinata del 26 marzo militanti di Forza Nuova, sotto la sigla Solidarietà Nazionale, si sono organizzati per raccogliere derrate alimentari fuori dal Conad di Via Dario Campana, sotto lo slogan “Prima gli Italiani”. Cosa c’è di male?  In generale niente. Solo che a neanche 400 metri ci sono le due strutture affidate ai ragazzi di Casa Madiba, che applicano la loro azione in un welfare di segno opposto, senza distinzioni.

I problemi sono scaturiti proprio da questa vicinanza, sembra infatti  che alcuni ragazzi di nazionalità diversa da quella italiana, nel quartiere per affidarsi ai servizi di sportello sanitario  di Casa Don Gallo, siano stati insultati e siano andati a riferirlo. I Madibers, che in quel momento stavano pulendo uno spazio di Casa Madiba usato per una manifestazione la sera prima, già che avevano in mano scope, secchi e stracci, hanno pensato di andare a manifestare il loro dissenso lavando il marciapiede occupato da Forza Nuova.

421831301_90579Chiaro che, da qui in poi, è abbastanza inutile attribuire diritti d’autore alla prima mossa. Fatto sta che FN, tanto non si aspettava succedesse qualcosa, era già pronta a rispondere con catene e ammennicoli vari. (come si può vedere nella foto).  Poi Polizia e Carabinieri hanno messo tutti in stato di fermo, sciolto già in serata. Attraverso il web hanno cominciato a girare foto e video di due prodi Forzanovisti sorridenti e ostentanti i segni della battaglia. Tra l’altro sembra che la ferita più scenografica e sanguinolenta sia stata in realtà autoprodotta dal proprietario della catena nel tentativo di guadagnarsi il titolo di Bruce Lee de noialtri. Direi che, se è così, l’ha vinto.

Questi i fatti, poi ci sono le considerazioni e le inevitabili domande. Situazione premeditata, agevolata, o semplicemente frutto di leggerezza?

La storia tra Forza Nuova e i Madibers, nelle loro varie declinazioni, non è certo di primo pelo. In particolare è utile ricordare il tentato assalto e il tentato incendio ai danni del Laboratorio Paz nel 2007, con la conseguenza di un processo per il quale Mirco Ottaviani, uno dei 4 “filantropi” coinvolti nella rissa di ieri, ha totalizzato in appello una pena di 2 anni e cinque mesi. Si fa veramente fatica a considerare il Conad di via Dario Campana una scelta casuale, alcune piazze vengono negate per situazioni che producono molta meno tensione. A proposito, ieri non si è visto il presidio dell’onnipresente Digos, almeno prima che si degenerasse.

Le considerazioni però non riguardano solo la sottostima di una situazione potenzialmente pericolosa. C’è da sottolineare anche la reazione dell’Amministrazione, molto pilatesca. Una condanna generica della violenza, che avrebbe un suo senso, non fosse per i precedenti. Non si è visto ne sentito, infatti, Gnassi, noto come il Quarto Martire, che si lancia personalmente all’arma bianca ogni volta che vede una bandiera di Forza Nuova nei pressi di Palazzo Garampi e che chiama in causa niente popò di meno che il Governo se vede un souvenir fascista in una bancarella … non vi dico le dirette con Mentana che vorrebbe ogni volta che gli attaccano un volantino sulle porte del Comune. Vien da pensare che questa generica condanna della violenza, in vista della scadenza dei termini per Casa Don Gallo, faccia un po’ comodo. Magari mi sbaglio, non tarderemo a saperlo.

Termino queste poche righe con un invito ai Madibers. Non raccogliete le provocazioni. Nella Rimini di oggi voi avete un ruolo importantissimo. Con le vostre azioni di solidarietà e mutuo soccorso contribuite ad alleviare un peso sociale, che non può essere più gestito con la canonica redistribuzione dei fondi welfare. Le 40 persone che grazie a voi hanno un tetto e le altre 40 in attesa ne sono la dimostrazione. Questo è un successo che avete ottenuto rompendo gli schemi, ma è anche una grossa responsabilità da difendere sciogliendo altrettanti luoghi comuni, che vi dipingono come non siete.

P.S.

Via Caduti di Nassiriya, 20 –   Viale Amerigo Vespucci, 131 – Via Pintor, 7, –  Via Alessandro Serpieri, 12 – Via Euterpe, 3 – Via Castelfidardo, 15 – Viale Tiberio, 32, –  Via della Fiera, 2 – Via Libero Missirini – Via Marecchiese, 262 – Via Ennio Coletti, 57 – Via Caduti di Marzabotto, 130.

Questi sono dodici indirizzi di Conad alternativi. Poi ci sono Le Coop, i Lidl etc. Per beccare l’unico Conad in 135,71 km² dove poteva succedere qualcosa bisogna essere bravi, per sapere addirittura che sarebbe stata utile una catena bisogna essere dei paragnosta.

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@DadoCardone

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