Fuori dalla Porta, dentro dalla Finestra – Come diventare vecchia politica in due elezioni.

Le Parlamentarie sono sempre state un mezzo contestato, ma danno quantomeno un’apparenza di costruzione dal basso. La gente “normale” (simpatizzanti iscritti e attivisti di vario grado operativo) avvisata da una mail, apre la sua bella paginetta del (fu) Blog, oggi Rousseau, ed esprime delle preferenze. Il fatto che i voti possano venire modificati è, a tutt’oggi, un’ipotesi non dimostrata.

Il caso di Carla Franchini da Rimini è se non altro prova che, anche se questa possibilità fosse praticabile, non è di così facile attuazione. Di fatto la Franka (così la chiama chi la conosce bene) non è avvantaggiata da un ritocco delle preferenze, quelle l’avevano esclusa dalle liste del plurinominale, ma è stata piazzata d’imperio nel collegio uninominale di Rimini. Tante grazie al Rosatellum Bis.

La Democrazia, per quanto incerta e zoppicante, è stata espressa da un voto online. Se la Franka avesse avuto qualche diritto ad esserci, derivato da un appeal o da un lavoro riconosciuto, sarebbe stato espresso da una delle tre (e sottolineo tre) preferenze che ognuno aveva a disposizione. Perché Carla Franchini buttata dalla porta, ha l’opportunità di rientrare dalla finestra? I meriti non sono certo quelli di un indefesso attivista. Quelli magari li ha Marco Croatti, che infatti è arrivato secondo nelle preferenze, subito dopo una Senatrice uscente.

Un’altra riflessione si rende poi necessaria riguardo all’opportunità politica di questa scelta. Sebbene questa legge elettorale faccia schifo, non è certo da “rivoluzionari” approfittarne nello stesso identico modo di tutti gli altri. Il PD di Renzi l’ha usata per premiare fedeli, punire contestatori e imbastardire le liste con gli Alfaniani (a Rimini con Pizzolante). Il Movimento, invece di lasciare alla democrazia diretta (così la chiamano) anche i posti dell’uninominale, ha scelto di calare candidature dall’alto e per questo ha cambiato il regolamento, consentendo anche ai non iscritti di candidarsi.

Una volta aperte le danze c’era la possibilità di cercare, a Rimini come altrove, esponenti della società civile dall’indubbio valore civico e dal consenso trasversale. A qualcuno risulta che a Rimini questo lavoro sia stato fatto? I De Falco, i Fioravanti, e i Paragone Riminesi dove sono? Non c’era niente di meglio che il personaggio più inviso agli attivisti di tutta la Romagna?

Sarebbe da chiedere agli attivisti se si rendono conto di cosa vuol dire questa cosa per le loro prospettive di cambiamento. Si può diventare vecchia politica per la durata delle elezioni e poi trasformarsi di nuovo nel Movimento dei cittadini? Ammesso che sia veramente mai esistito. Oggi si fa finta di non vedere la violazione di un principio fondante per la necessità di mettere dentro un’inutile fedelissima. Domani per cosa si metteranno da parte i principi? Per avere il controllo di una partecipata che se no è nelle mani degli “altri”? Per un’azione sui contratti di lavoro che piace a Confindustria e pompa indebitamente il PIL? Per un patto in segrete stanze che faccia vincere una votazione? Tanto vale rimanere con i mali conosciuti.

I personaggi senza meriti che occupano posti solo in relazione a quanto sono fedeli e malleabili, non rispetto al contributo di crescita che possono apportare, sono il primo male di questo Paese. Le altre cose, sprechi, malversazione, corruzione, inefficienza, abusi, peculati, concussioni, omissioni, traffici d’influenze, inadempienze, sono conseguenze.

P.S.

Per curiosità: ma una che va alle cene riservate alle mogli degli appartenenti al Grande Oriente d’Italia…. è la moglie di un Massone?

#MaiLaFrankaInParlamento

 

@DadoCardone

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