I frutti del Razzismo travestito da buon senso.

[Quando alimenti la Paura e l’Odio diventa incontrollabile]

 

A cavallo tra gli anni ’80 e ’90 Giobbe Covatta e Francesco Paolantoni  proponevano, in una gag comica, una tribuna politica dove prendevano in giro l’allora nascente Lega. Covatta, nei panni di Carmine Lo Tunno, improbabile presidente della Liga Lombarda, risolveva le discussioni con l’ormai mitico motto : ”Non siamo noi ad essere razzisti, solo loro ad essere Napoletani”.

Ecco. Quello sketch, di oramai 30 anni fa, era così geniale da aver fotografato già in quei tempi un atteggiamento politico mai caduto in disuso e che ancor oggi fa i suoi danni, anzi.. se è possibile ne fa ancora di più. Gli ingredienti sono un politico che si attacca strumentalmente ad un tema razzista e che, contemporaneamente,  fornisce  un alibi a quel razzismo (non siamo noi..).

Quello che la gag di “Telemeno”, così si chiamava la trasmissione, non poteva fotografare con la sua satira pungente era la futura migrazione mondiale che ha trasformato, agli occhi di quel tipo di politicanti, la gente del nostro sud un obbiettivo trascurabile rispetto alla confusione e la paura che si può causare usando la gente dell’altro Sud. Il Sud del Mondo, quelli con la pelle ancora più scura.

I fatti che oggi ci scuotono, o perlomeno agitano le coscienze delle persone per bene di Rimini, sono quelli dell’accoltellamento del giovane nigeriano, con un bel antipasto di “torna a casa tua negro di merda” e un bel tentativo di investimento come finale. Risultato: un ragazzo all’ospedale in fin di vita.

Si dirà, si è già detto, che il giovane trentenne riminese era uno sbandato, un poco di buono, uno con dei precedenti, uno non riconducibile a quelli che “negro di merda” lo usano come intercalare politico. Chi  afferma questo ha poca consapevolezza di ciò che accade nella sua città e, se non è contento di ciò che è successo (ce ne sono, ce ne sono), dovrebbe cominciare a preoccuparsene.

A Rimini c’è chi fa presidi solo per Italiani e chiama scimmie le persone di colore che passano. A Rimini c’è chi aspetta appostato in macchina per tirare le uova ad un Ivoriano, magari perché simbolo di un certo tentativo di riscatto morale. A Rimini c’è chi risponde ai post su facebook augurandosi che i gay vengano bruciati con il fosforo bianco. A Rimini c’è chi in Consiglio Comunale grida (sì, grida) che gli zingari bisogna bruciarli.

Chi favorisce tutto questo? Con il forte desiderio di essere smentito affermo: le istituzioni.  E lo fanno in innumerevoli occasioni. L’Apologia del Fascismo, ad esempio, non deve essere mai permessa. E’ inutile che il Primo Cittadino faccia campagna mediatica e si faccia venire le crisi di fronte a bottiglie di vino commemorative, se poi il suo territorio di competenza è così trascurato sotto questo punto di vista da essere ritenuto appetibile da ForzaNovisti, Leghisti, e Neofanatici Cristiani.  E’ un cortocircuito muovere blindati ed elicotteri per inibire cortei di studenti, quando poi si lasciano fare le “passeggiate della sicurezza”, con tanto di Pitbull al piede, a gente che si definisce “fascista in camicia bianca” e si presenta  alle tribune politiche con la croce celtica al collo.

Il trentenne accoltellatore non è riconducibile a nessuno? Chi si apposta e tira le uova ai “negri” non appartiene a nessun gruppo? Possiamo fare tutti i distinguo che vogliamo, ma alla fine tutto è riconducibile ad un clima che si respira ovunque ci troviamo. Bar, palestra, riunioni di condominio, gruppi whatsapp delle mamme, sale di quartiere. Il razzismo è odio alimentato dalla paura.  L’odio è usato dalla politica e quando la politica genera un alibi, lo traveste da buon senso, poi chiunque si sente in diritto di esprimersi nei modi peggiori. Quel “Torna a casa tua” ringhiato contro il nigeriano non ha nulla di diverso da “aiutiamoli a casa loro” è la stessa frase, la stessa intenzione. Allontanare i “negri”, allontanare tutti i “diversi”, perché  ciò che è diverso è una minaccia.

I Senzatetto? Qualcuno se ne occupi, ma non qui. Gli omosessuali? Possono fare quello che vogliono, ma a casa loro. Gli zingari? Il campo va smontato, ma non me ne devono mettere nessuno vicino a casa. I migranti? Solo se scappano dalla guerra, gli altri tutti a casa. Come se una guerra facesse danno solo dove viene combattuta e come se quello che stiamo facendo al mondo non provocherà migrazioni, anche senza guerre, di cui questa è solo una piccola parte.

Questa pretesa che tutta la diversità del mondo sparisca perché nessuno sa come affrontarla senza rimanerne toccato altro non è che razzismo. Diciamocelo francamente. Leghisti, Fascisti, Cristiani impazziti, operano tutto il giorno nel creare alibi che giustificano l’odio. Diciamocelo altrettanto francamente. Che una persona si senta autorizzata a riversare il proprio odio su un altro essere umano, fino alle estreme conseguenze, è frutto di tutto questo. Ammettiamolo e cominciamo a cambiare.

Per Prefetto, Sindaco e Questore un piccolo suggerimento dal basso della mia ignoranza e ininfluenza. Legge 25 giugno 1993, n. 205, qualcuno la chiama legge Mancino, ed è lo strumento con cui si possono perseguire gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. Dal Parlamento non sono ancora riusciti ad estenderla ai comportamenti omofobi e trans fobici, ma sarebbe il caso. Non è che poi la “legalità ad ogni costo” la applichiamo solo contro chi per sopravvivere occupa una catapecchia vero?

L’Odio va fermato con ogni mezzo.

P.S.

“Mi ha disprezzato e deriso un milione di volte; ha riso delle mie perdite, ha disprezzato i miei guadagni e deriso la mia nazione, reso freddi i miei amici, infuocato i miei nemici. E qual è il motivo? Sono un ebreo. Ma un ebreo non ha occhi? Un ebreo non ha mani, organi, misure, sensi, affetti, passioni, non mangia lo stesso cibo, non viene ferito con le stesse armi, non è soggetto agli stessi disastri, non guarisce allo stesso modo, non sente caldo o freddo nelle stesse estati e inverni allo stesso modo di un cristiano? Se ci ferite noi non sanguiniamo? Se ci solleticate, noi non ridiamo? Se ci avvelenate noi non moriamo? E se ci fate un torto, non ci vendicheremo? Se noi siamo come voi in tutto vi assomiglieremo anche in questo. Se un ebreo fa un torto ad un cristiano, qual è la sua umiltà? Vendetta. La cattiveria che tu mi insegni io la metterò in pratica; e sarà duro ma eseguirò meglio le vostre istruzioni.”

[Monologo di Shylock Dal Mercante di Venezia di William Shakespeare]

 

@DadoCardone