Franka would like to go to Bruxelles – mai mettersi contro Carla Franchini [2^ parte]

Premessa: in questa ricostruzione nasconderemo i nomi di due poliziotti e li sostituiremo con Omissis1 e Omissis2. Il motivo è che il Tribunale Amministrativo Regionale ha annullato i provvedimenti disciplinari a loro carico e, anche se non condividiamo le ragioni che li hanno mossi, non vogliamo inficiare il loro lavoro quotidiano, che indubbiamente è importante. Quindi i nomi , relativamente ai fatti che li riguardano, saranno noti solo a chi già li conosce.

In questa immagine Carla Franchini che, dopo l’esclusione di Rimini, obbliga i Grillini Pensanti a togliere il Gazebo perché privi di certificazione.

Ed eccoci alla seconda entusiasmante puntata della Telenovela di Carla Franchini, detta Franka. Come annunciato nella prima parte citeremo prove, documentali, che danno certezza dello sleale operato della consigliera M5S, candidata alla Europee. Prima, però, un piccolo passo indietro, che serve a comprendere meglio le dinamiche in campo e a capire anche perché da tutto ciò si sia generato un procedimento interno alla Questura.

La lista fantasma, nata per impulso, tra gli altri, di Massimo Lugaresi, si chiamava Onestà e Partecipazione. La scelta del nome, forse da imputare ad un sottogruppo dedito alla satira, è tuttora un mistero. Quando la lista ebbe bisogno di un addetto alle comunicazioni interne (e forse esterne, ma non lo sapremo mai) scelse Italo Carbonara, detto Itaca, un fuoriuscito dai Grilli Pensanti. Mettete da una parte quest’informazione e proseguiamo con un altro antefatto.

Mentre Davide Grassi, candidato sindaco dei Grilli Pensanti a dispetto delle volontà di Carla Franchini, aspettava il verdetto sulla certificazione della lista, fu avvicinato da due poliziotti. Che cosa volevano? Secondo le stesse dichiarazioni rese dai due: la richiesta fu di trovare una mediazione tra le due liste, nonché accontentarsi di un posto da vicesindaco, lasciando quello di Primo Cittadino a Luciano Baglioni. Lo ricorderete come uno dei protagonisti dell’arresto della Banda della Uno Bianca.  La circostanza, confermata a più riprese dalle indagini e anche dagli accusati, oggi lo sappiamo, era nota a diversi attivisti del Movimento, che dialogavano con il finto profilo social di uno dei due agenti, destinatari di un futuro provvedimento disciplinare. Tramite l’accertato profilo fake di Vittorio Perucci, identità con cui interveniva nei dibattiti politici su Facebook, Omissis1, confessava in una chat privata: “Stamattina ho provato ad indurre Grassi (che era con Tommaso) a parlare direttamente con Baglioni e trovare un punto d’incontro.”

In nome di chi i due poliziotti si facevano mediatori? Nelle memorie legali dei due l’approccio viene definito di interesse spassionato, con qualche battuta goliardica rispetto “alle poltrone”, sicuramente non perché appartenenti alla lista fantasma. E’ veramente così? A mettere qualche dubbio, non solo a noi, ma anche all’incaricato dell’indagine interna, c’è una mail.

Qui ritorniamo al ruolo di Italo Carbonara e alla sua imperizia nell’eseguirlo. Il povero Itaca, persona di una certa età, nel creare una mailing list ristretta ad alcuni nominativi, confonde due cognomi uguali. Sono due donne, una militante nei Grilli Pensanti ed una scelta per la lista “Onestà e Partecipazione”. La mail contiene il messaggio “Lista definitiva. Partenza domani mattina ore 8. Grazie a tutti.”, ma tra gli indirizzi, oltre a quello di Massimo Lugaresi, ci sono anche quelli dei due poliziotti.

Lo stesso Carbonara, interrogato in due occasioni, rilascia due diverse dichiarazioni. Sentito dal Questore afferma:” Quando ho inviato la missiva, l’ho inviata  al Signor Omissis1, per avere un giudizio e un’approvazione sui nominativi, giudizio che poi non è arrivato. Si trattava di un elenco di candidature e, come ho chiesto il parere a Omissis1, ho chiesto il parere anche ad altri.” Nella dichiarazione poi resa alla Procura della Repubblica non si parla più di “approvazione” ma di una mail trasmessa “agli amici” per “una semplice comunicazione di un dato che avevo appreso”. Bontà sua.

Attenzione però, questa mail è importante perché aiuta a capire la relazione tra i due e la lista. Per questo motivo è rilevante anche sapere come si siano giustificati loro che l’hanno ricevuta. Per Omissis1 si tratta di “Una banalissima mailing list con valore pubblicitario, assieme comunicativo e informativo.” Come dire, la distribuzione delle informazioni di una lista, che ancora non si era presentata al pubblico e che l’ha fatto in seguito solo perché costretta, a chiunque, indiscriminatamente, senza iscrizione né filtro. Omissis2 invece, in una sua memoria difensiva, lo smentisce asserendo che “il messaggio riguardava l’attività interna al Cinque Stelle e preliminare alla competizione elettorale” dunque “Non si trattava di una mail elettorale rivolta all’esterno, contenente propaganda in pro del M5S o in danno di altri partiti”. Due linee difensive palesemente diverse, che alimentano i dubbi sul fatto che, almeno ufficiosamente, fosse loro riconosciuto un qualche ruolo.

Ci preme specificare che i due poliziotti non sono l’oggetto di questa ricostruzione, ma che la loro azione è importante per capire di chi stessero facendo gli interessi, anche ammesso che lo stessero facendo lecitamente e non in violazione delle norme di comportamento della Questura come sentenzia il TAR. Questo perché la nostra tesi, di cui stiamo per portarvi le prove, è che la propositrice di Luciano Baglioni, come candidato Sindaco della lista fantasma, fosse Carla  Franchini e ci si arriva proprio in virtù del coinvolgimento in questa storia dei due appartenenti alle Forze dell’Ordine.

Massimo Lugaresi, il padre spirituale della lista fantasma, ad una richiesta di informazioni della Questura, poi confermata in un successivo interrogatorio in Procura, dichiarava a proposito dei due poliziotti: “Io ho incontrato Omissis1 e Omissis2 come simpatizzanti del partito. Io ho fatto incontri solo a casa mia e della Toni. Erano riunioni ufficiose di carattere privato. La vicenda secondo me è scoppiata perché tra le altre candidature avanzate fu avanzata anche quella di Baglioni, il poliziotto della Uno Bianca , che io conosco da tempo e di cui ho tanta stima. L’invenzione della candidatura di Baglioni, che secondo me avrebbe fatto il botto, nasce su indicazione del consigliere Franchini.

Questore: “Anche di questo si discuteva a casa sua e della Toni?”

Lugaresi: “Si discuteva a casa mia, per telefono, in una dimensione privata con Omissis1 e Omissis2. Baglioni è venuto a casa mia e ne abbiamo parlato e ho notato che era spaventato da questa cosa.”

Ecco dunque che si ricompone la faccenda, soprattutto, per quello che interessa noi, non nel ruolo dei due poliziotti, ma dei personaggi di Carla Franchini e la Ex di Grillo. D’altronde anche Omissis2, in una memoria difensiva dichiara: “[…] Nel mese di gennaio 2016 alcuni attivisti e simpatizzanti del Movimento 5 Stelle hanno proposto di scegliere come candidato Sindaco l’Avv. Davide Grassi, ma tale scelta è stata immediatamente avversata da un’altra ala del Movimento, raccoltasi attorno al consigliere comunale Carla Franchini ed alla sig.ra Sonia Toni ex moglie di Beppe Grillo.”

Et voilà, ricomposto il quadro. Il candidato Davide Grassi non andava bene a Carla Franchini, nonostante lei stessa avesse partecipato ad una votazione, dove il Meetup l’ha valutato, per approvarlo o cassarlo. Da quel momento sceglie di dichiararsi pubblicamente neutrale, ma raccoglie gli scontenti capeggiati da Lugaresi attorno alla ex di Grillo, anche lei finta neutrale. Non fa solo questo però. Cerca anche di rallentare i lavori del Meetup, che non fa quello che vuole lei, per avere il tempo di proporre un sindaco alternativo alla lista fantasma. Ce n’è abbastanza per capire la personalità politica (e non solo) della Franka, ma, prima di lasciarvi riflettere, vorremmo deliziarvi con un ultimo cadeau.

Dagli appunti della Questura di Rimini si evince che, il giorno dopo la notifica del provvedimento disciplinare ai due poliziotti, quando cioè lo sapevano solo gli uffici e gli interessati, Carla Franchini si è presentata in questura con il titolo di Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle a perorare la causa di Omissi1 e Omissis2. “Nel colloquio” – citiamo da una nota –“il consigliere non nascondeva la sua avversione per quella parte di Movimento (i cui esponenti, a suo dire, non rispecchiavano assolutamente il Movimento stesso) facente capo alla lista avente come candidato sindaco l’avvocato GRASSI e però sostenuta dai parlamentari 5 stelle riminesi”.  Stessa storia il 25 marzo, ancora prima che i poliziotti presentassero controdeduzioni, la Franka bussava al Questore per chiedere a che punto fosse. Quando però in seguito, il 28 giugno, una Commissione consultiva, le ha chiesto testimonianza ufficiale, beh… aveva un impegno. Nessuno comunque la può accusare di non aver parlato.

Cos’altro serve sapere? Per i Movimentisti che si bevono tutto come l’acqua fresca, per quelli che l’importante è avere uno slogan da ripetere, per quelli che sì, i principi sono importanti, ma è più importante che non vinca il Piddì… insomma per tutti quelli per cui la lealtà è solo verso chi comanda. Alle Europee votate Carla Franchini. Ocho eh!, che con il nome di Franka non la trovate sulla scheda.  #MaiLaFrankaInParlamento 

@DadoCardone

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