Franka would like to go to Bruxelles – mai mettersi contro Carla Franchini [1^ parte]

Siamo stati costretti ad ideare un titolo in Inglese, perché una delle caratteristiche dei candidati alle Europee, per il Movimento 5 Stelle, è saper parlare almeno la lingua britannica. Carla Franchini da Rimini sa parlare l’inglese? E chi lo sa. Nel curriculum che ha lasciato presso il Comune di Coriano, amministrazione di destra in cui lavorava contemporaneamente al suo ruolo di consigliere M5S, non c’è scritto. Può darsi l’abbia imparato nel frattempo.

Questa, va detto, non sarebbe certo la più grande pecca di Carla Franchini, detta Franka dagli attivisti e dagli ex del Movimento, che la conoscono piuttosto bene. Non siamo però qui per parlare delle sue pecche, vogliamo parlare anzi delle sue qualità, che la rendono adattissima al nuovo corso del Movimento.

Carla Franchini è una grande interprete di quella che comunemente viene chiamata la “vecchia politica”, non c’è dubbio. E il vecchio stile, ci insegnano in questi giorni dove cade anche l’ultimo tabù del Movimento, l’immunità, è particolarmente adatto a governare. Andiamo con ordine e facciamo un esempio pratico.

Quando, nel lontano 2016, la Franchini realizzò che il suo gruppo di appartenenza, quello che le aveva permesso di diventare Consigliere Comunale, avrebbe sempre frustrato le sue ambizioni politiche, non esitò nel partecipare segretamente alla creazione di una seconda lista. Un secondo gruppo, tenuto segreto, benedetto dall’ex moglie di Beppe Grillo, che senza attività sul territorio voleva soffiare il primato al gruppo storico e farsi eleggere senza nemmeno avere un candidato Sindaco da proporre.

Proprio il Sindaco era il più grosso problema della lista fantasma. Carla Franchini allora cercò di dare loro più tempo. Nel finire del 2015, quando il Meetup ufficiale aveva già fatto le sue proposte ed individuato Davide Grassi come papabile, la sleale consigliera chiese più tempo, per (parafrasando)“dare modo anche agli attivisti che non avevano avuto opportunità di fare le loro proposte”. I Grilli Pensanti, Meetup con eletti in tutto il quadro istituzionale, inconsapevoli, accettarono la dilazione temporale e rimandarono la decisione agli inizi 2016.

Nel nuovo anno non arrivarono altre proposte, nemmeno dalla Franchini, che il sindaco lo stava cercando sì, ma per gli altri. Davide Grassi fu contattato ufficialmente e invitato a portare la sua candidatura in assemblea. Nella votazione finale ci fu un unico voto contrario, indovinate di chi? Eh già.

Da quel momento Carla Franchini cominciò a dichiararsi estranea a qualsiasi lista che si candidava per il Movimento, anche a quella cui stava segretamente contribuendo, che per uno scherzo del destino era poi venuta alla luce. Sia per lei, che per l’ex moglie di Grillo, a casa della quale si sono tenute alcune delle riunioni segrete per la costruzione della lista fantasma, chi non era ufficialmente certificato non poteva candidarsi pubblicamente. Regola quasi aurea, applicata secondo convenienza sul territorio nazionale.

Così, mentre tutti gli eletti si schieravano al fianco di Grassi, Carla Franchini e Sonia Toni (che sarebbe l’ex di Grillo per quelli cui questo nome non dice niente) trafficavano per ottenere un candidato Sindaco di rilievo a dispetto delle loro dichiarazioni di neutralità.

Tutte queste realtà, con un po’ di mestiere, fino ad oggi, potevano anche essere confuse con delle semplici illazioni. Non molti hanno il tempo, la voglia e l’interesse di capire le strategie di Carla Franchini quando si mette in testa una cosa. Da qualche giorno, però, abbiamo potuto prendere visione di documenti ufficiali che dimostrano, in maniera incontrovertibile, che la Franka ha consapevolmente lavorato contro il gruppo che l’ha fatta eleggere e che ha partecipato a tal punto alla seconda lista da essere lei stessa la propositrice dell’opzione Luciano Baglioni, il sindaco che i due poliziotti erano andati a proporre a Davide Grassi, consigliando (loro dicono goliardicamente) che si facesse da parte.

Tutto questo però lo raccontiamo e ve lo dimostriamo nella seconda puntata.

P.S.

“Enrico non si fida di me, ma sbaglia: io sono leale.” [Matteo Renzi]

#MaiLaFrankaInParlamento

@DadoCardone

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