Fatto in Italia

Fatto in Italia

C’è un Italia, resiste, che il Lowcost non potrà mai raggiungere. E’ l’Italia non solo del prestigio della Ferrari, ma anche di un connubio tra imprenditoria, arte, tradizione e innovazione difficilmente imitabili. Recentemente è venuto a mancare un rappresentate molto importante di questa unicità. Ce ne parla il nostro Fausto Battistel.

La Redazione

Fatto in Italia

Tradizione, innovazione e conoscenza.

Pochi giorni  fa è mancato Giovanni Moretti, fondatore con Carlo, il fratello,  della Carlo Moretti che insieme alle storiche  Barovier &Toso e Venini sono l’ultimo baluardo delle vetrerie di Murano.

Giovanni l’ho conosciuto 16 anni fa,  a Venezia, con Alessia mio amor e Sebastiano mio figlio, allora di 3 anni.

Ci accompagnò personalmente in una visita che non scorderò mai.

A Murano dopo avere attraversato gli uffici e una sala espositiva “ una libreria disegnata e realizzata da un giovane Gaetano Pesce”, colma  ricolma e stracolma di opere in vetro, dal bicchiere,   al vaso,  all’oggetto artistico,  o meglio alla scultura in vetro, fino ad arrivare, seguendo  un percorso “antico ma contemporaneo”, accompagnato da aneddoti e racconti sulla storia del luogo e degli oggetti, alla soffieria.

La soffieria, un edificio in mattoni sul retro del canale principale di Murano, dal quale eravamo entrati, a pianta rettangolare con vetrate sui lati e sul fondo tetto a 2 falde e finestroni con vista sulla laguna e sui canali secondari. Arrivati alla fornace,  dove il silicio viene lavorato a 1300°/1500°, il calore già a 3 metri era insopportabile, noi eravamo felici di poter osservare un Maestro vetraio al lavoro, Sebastiano, 3 anni era estasiato, il Mastro su richiesta sussurrata di Giovanni fece alcuni oggetti per dimostrare la tecnica e le infinite possibilità, poi soffiò un vaso, quindi lo raffreddò e lo impacchettò per mio figlio. Era il 1998, l’azienda e il mercato erano attivi e dopo un frugale pasto ci salutammo.

Negli anni successivi, ci siamo incontrati almeno altre 4 o 5 volte, sempre insieme ad Alessia perché tra loro oltre alla parentela esiste un legame di amicizia, rispetto reciproco ed empatia particolare. Ci incontrammo sempre in Laguna, a Venezia o a Murano salvo forse in una o due occasioni e in tutte le circostanze ci dedicò almeno 3 o 4 ore del suo tempo.

Nel 2010 nostra figlia Elettra ci accompagnò e Giovanni,  sempre con estrema signorilità, semplicità e affetto ci accolse ma ahimè Elettra non riuscì a vedere le fornaci funzionanti e i Maestri all’opera;  forse fu per lui  e per la vetreria il periodo più buio,  ricordo la preoccupazione di Giovanni che vedeva vacillare sia a causa di qualche malessere sia a causa dei cambiamenti del mondo la sua vetreria;  intendiamoci non assillato dall’aspetto economico, nella sua vita capacità bravura e fortuna lo avevano supportato, quanto dalla missione di poter lasciare o cedere l’attività a mani, tasche e cuori solidi nelle azioni per tramandare saperi e conoscenze antiche in armonia con le sopravvenute esigenze dei mercati e del gusto.

Quella volta il racconto e la descrizione storica delle scelte fatte, degli oggetti e dei ricordi furono dettagliate, il passaggio da vetreria  di pregio ed eccellenza per la realizzazione di bicchieri a vetreria per realizzare vere e proprie opere d’arte, fu il colpo di genio che Giovanni mente strategica e commerciale dell’azienda (Carlo si occupava della produzione)  ebbe, incontrando e frequentando architetti, artisti e designers, affiancò così alla produzione la realizzazione di pezzi unici “opere d’arte” prove, esperimenti, nel corso degli anni dal principio fino ad oggi con la recente presentazione al fuori Salone, continuò ad allargare la sua personale collezione, quella degli estimatori e collezionisti sempre più numerosi.

Fatto in Italia,  per ringraziare, ricordare e portare ad esempio un significativo prezioso e concreto pezzo di piccola  ma Grande e sapiente Imprenditoria Italiana.

Semplice , ma preziosa capacità di tramandare saperi antichi , modesta ma sagace attenzione a cogliere le opportunità, facile ma complessa salvaguardia delle maestranze, sussurrato ma deciso comando, persuasione e non coercizione,  intuita ma consapevole ricerca di innovazione senza mai abbandonare la strada della memoria e ultimo nella citazione ma primo nelle azioni, un amore grande, cosciente e  generoso verso l’italianità, la cultura, l’arte, la tradizione i luoghi  e le persone; il rispetto per l’identità, l’unicità, la semplicità e la materia.

Un posto d’onore nella storia della creatività Italiana è certamente di diritto, anche della

“Carlo Moretti“ e  vorrei che Giovanni venisse preso come faro, guida ed esempio di eccellenza e capacità perché ne  è stato un protagonista  a tutto tondo.

L’eleganza e la sobria raffinatezza della sua personalità plasmavano allo stesso modo le tante produzioni di pezzi unici e attraverso questo ricordo vorrei salutare la trasparenza ,la brillante e colorata vita di Giovanni, delle sue idee e dell’impronta che ha lasciato negli affetti e nel mondo,

grazie anche all’amore speciale con Roberta sua moglie, amica e  compagna di vita,  alla quale sono dedicati questi  pensieri.

Grazie,

Alessia Gattei e Fausto Battistel

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