Evento atmosferico [Stra]Ordinario.

Evento atmosferico [Stra]Ordinario.

Qualcuno ricorderà la bomba d’acqua dell’anno scorso e sicuramente il temporale di ieri pomeriggio avrà contribuito a rinfrescare la memoria ai più. Rimini, la Serenissima, era finita sott’acqua con molti danni collaterali e una persona deceduta.

Qualcuno disse che si era aspettato troppo ad aprire gli sforatori  a mare, forse per non riempirlo di defecatio turistica. Si disse anche che la risposta d’emergenza fu molto fiacca e si scoprì, tra l’altro, che Rimini era l’unico Capoluogo di Provincia  dell’Emilia Romagna senza un Piano Delle Emergenza a norma di legge …. Tanto cosa volete che succeda da queste parti.

La difesa dell’Amministrazione fu, come da manuale,  “Trattasi di evento atmosferico straordinario ed imprevedibile”. Come dire: noi cosa possiamo fare contro le forze della natura? Giusto. E’ noto che contro la forza della natura non si può fare nulla, come pure contro l’imbecillità umana.

L’aggettivo “imprevedibile” è però un’arma a doppio taglio. Il fatto che una cosa non sia prevedibile non la rende meno probabile e, infatti, da un po’ di anni a questa parte il meteo scatena tempeste perfette su tutto il territorio italiano. Inutile dire che i meno danneggiati sono i più preparati a dispetto dell’imprevedibilità dell’evento.

Apriamo una piccola parentesi per sottolineare il rapporto particolare che la provincia di Rimini intrattiene con il Meteo: imprevedibile per le Amministrazioni e da class action per gli albergatori. Meno male che non siamo un territorio preda dei Monsoni.

Riprendendo il filo del discorso ieri pomeriggio si è ripetuto uno di questi imprevedibili ma, a quanto pare, molto probabili eventi atmosferici che, se proprio non ha eguagliato la bomba dell’anno scorso, ha fatto i suoi bei danni, tra i  quali annoveriamo:  una frana a Covignano, Via Santa Maria in Cerreto trasformata nel Gange, i “Casetti” allagati, come allagate Rivazzurra e Miramare (quest’ultima dicono con un sano e robusto aroma di merda). Anche diversi sottopassi sono stati chiusi per un po’, ma sicuramente stime più precise le avremo domani quando Gnassi si farà fotografare, sulla scena di qualche disastro, con le maniche di una sua camicia slim fit arrotolate fino ai gomiti. Ho già il titolo:” Da qui parte la ricostruzione di Rimini” (e 20).

A noi pare che, più che straordinari gli eventi atmosferici, siano straordinari i danni che riescono a fare su un territorio massacrato dalla cementificazione. Sarebbe ora di capire come ogni centimetro quadrato di territorio che si cementifica o che di contro, avendone la possibilità, non si restituisce al verde, causa ineluttabili crisi di rigetto a ogni pioggia … ordinaria o straordinaria che sia.

10514733_10204122282199034_2979302939906633378_nIl TRC, oltre ad essere la frattura di un territorio già segnato dall’invalicabile ferrovia, equivale anche a 10 km di cortili, giardinetti e pertinenze condominiali ora impermeabili all’acqua. Per chi ritenesse questa un’esagerazione può andare a fare sci nautico al Muro del Pianto di Riccione. Lo stesso vale per l’ultimo fantastico centro commerciale, con tanto di piscina e palazzine soviet,  approvato dal Consiglio Comunale di Rimini. Un’occasione persa per risanare una zona cementificata e magari per intestarsi una battaglia meritevole invece della crociata contro Tavecchi, il quale ha molto più da temere dalla propria lingua che dalle smargiassate di un Taglianastri in cerca di  titolo estivo. Un’estate senza FN non se la meritava.

P.S.

Messaggio personale all’Acer di Rimini. Già in altre occasioni ho rilevato quanto il condominio di Gaiofana, nonostante i pochi anni di vita, sia affetto da un invecchiamento precoce. In quest’occasione mi piacerebbe sapere a che cosa servono delle pompe automatiche di emergenza che, in caso di emergenza, bisogna attivare a mano. Di 11 sto giro ne ha funzionato una, la Protezione Civile ringrazia perché ieri avevano veramente poco da fare.

Davide Cardone

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