Esche Vive – di Fabio Genovesi. Recensione.

Esche Vive – di Fabio Genovesi. Recensione.

Edito da Oscar Mondadori – 385 pagine – 14.00€ al momento del mio acquisto.

Ultimamente mi sento una specie di rabdomante dei libri. Appoggio lo sguardo sui lunghi banconi espositivi, resisto alla tentazione di scegliere il primo romanzo a caso (per non rimaner soffocato dalla maledetta mascherina) e aspetto la vibrazione. A volte è una copertina, in altre occasioni è un titolo. Altre volte ancora sono tutte e due le cose assieme, più una frase che leggo nel mezzo.

Nel caso di Esche Vive la “vibrazione” è arrivata dal titolo del primo paragrafo: Galileo era uno scemo. Non che sia una mia convinzione, ma ho dovuto assolutamente capire dove andava a parare quella considerazione. E così ho scoperto un romanzo bellissimo, dove personaggi imperfetti mettono in atto strategie sbagliate, che naturalmente non funzionano, ma che tracciano comunque verità esistenziali inoppugnabili.

Fiorenzo è un diciannovenne privo della mano destra, orfano di madre, con un padre concentrato sul futuro campione del ciclismo italiano. A scuola va male, ma, mentre gestisce il negozio di pesca di famiglia, coltiva il sogno di diventare famoso con il suo gruppo Metal. Tiziana è una trentenne che, dopo un percorso di studio di successo, si lascia tentare da un’occasione nel suo paesino d’origine. Un ufficio “Informa Giovani”, tuttavia frequentato solo da anziani. Entrambi sono intrappolati a Muglione, un buco in toscana circondato da campi e fossi puzzolenti. Poi c’è Mirko, il campioncino del ciclismo, speranza di gloria per il paese, che non capisce l’importanza di vincere, perché non ha mai perso. E’ però pervaso da una specie d’istinto che lo porta sempre a comprendere la vera sostanza delle situazioni e delle persone. Fiorenzo e Tiziana, s’incontrano proprio a causa del campioncino. Vittime solidali della trappola di Muglione, fanno partire una storia d’amore impossibile che, comunque, li costringerà a mettersi in gioco veramente.

Le esche vive del titolo sono gli stessi protagonisti: se sull’amo non metti niente, nella vita non succede niente. I personaggi di Fabio Genovesi sono bravi a mettersi su quell’amo e ci si mettono per quello che sono, non da personaggi improbabili, ma da perfetti prototipi di persone reali, riservando a se stessi la prima e più grossa dose di sarcasmo. Fiorenzo non è un ragazzo più maturo della sua età, che affascina una donna più grande. E’ inesperto, eccessivo, instabile. Tiziana non ha intenzione di guidare un ragazzo più giovane alla scoperta di qualcosa, cerca solo stimoli nel “fosso” dove si è andata a incastrare.

Ironico, sarcastico, un romanzo dove i protagonisti sembrano guidati da pensieri semplici, quasi di sopravvivenza, ma che in realtà parlano di esistenza. Vi farà riflettere e sorridere molto spesso. Consigliatissimo.

@DadoCardone

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