E Patto Civico ci spiega cos’è la cultura.

Patto Civico, il partito del Consigliere che chiama le partecipate pubbliche ad occuparsi della sua siepe, non smette mai di dare soddisfazioni. Oggi è il turno del Consigliere Davide Frisoni, pittore e presidente della Commissione Cultura che dichiara: Basta soldi ai centri sociali, meglio destinarli ad attività culturali.

A questo punto le ipotesi sono due: o Frisoni non ha idea di cosa succeda in un Centro Sociale, o non sa proprio cosa sia la cultura. In sintesi dichiara che per aprire un centro sociale bisognerebbe vincere un bando e pagare affitti, altrimenti i soldi che il comune dedica a quei luoghi ( centomila euro a vario titolo) sarebbe meglio dedicarli  ad attività culturali, non meglio definite.

Al consigliere della giunta Gnassi sfuggono un paio di concetti basilari. Il primo tra tutti è che i centri sociali si occupano di “controcultura”, che è sempre cultura, ma possiede la caratteristica fondamentale di reagire ai canoni imposti. Cosa che un “artista”, come qualcuno definisce il Consigliere, dovrebbe comprendere e apprezzare.

In un centro sociale si fa musica, poesia, teatro, si promuovono libri, sono prodotti studi sociali e si pratica l’azione fondamentale per l’evoluzione di ogni cultura: la contaminazione. Forse (e dico forse) essendo Patto Civico una lista smaccatamente di Destra, anche se parassita una giunta PD, è proprio questa contaminazione a dar fastidio.

Un’altra delle caratteristiche che l’artista Consigliere dovrebbe comprendere è che i Centri Sociali occupano e riqualificano luoghi abbandonati. Buchi neri della città in cui, altrimenti, si praticherebbe altro… come Rimini dovrebbe aver tristemente presente. Se il Comune dovesse riqualificare quei luoghi di tasca sua e produrre attività, che già vi si svolgono, la spesa sarebbe molto più alta dei centomila euro che inquietano Frisoni.

Per quanto riguarda l’opinione di chi scrive, sembra proprio che Frisoni abbia un cattivo rapporto con la cultura e, a conferma, cito un recente confronto su Icaro TV dove difendeva a spada tratta l’abominio della passerella al Ponte di Tiberio, appiattendosi sulle tesi dell’Amministrazione al Corten.  In ogni caso in nessuna delle diverse definizioni che si danno della Cultura esistono specifiche che escludono quella prodotta nei Centri Sociali. Poi certo ci sono le definizioni personali e, se lo chiedessimo allo stesso Frisoni, probabilmente sosterrebbe che fare cultura significa dipingere pozzanghere.

Per tutti gli altri un invito a visitare i centri sociali che sicuramente appartengono ad una determinata visione politica, ma che di cultura ne promuovono senza dubbio alcuno.  Faccio l’esempio con ciò che conosco (non vorrei sembrare un Frisoni qualunque) invitandovi a dare un’occhiata al palinsesto di Casa Madiba Network che, tra le tante iniziative promosse, prevede anche un corso di Italiano per extracomunitari. Se non è cultura questa!

P.S.

“Ed insieme morirono quei due elementi che era nefando fossero divisi: né infatti Catone visse dopo la morte della libertà, né la libertà dopo la morte di Catone.”    [Lucio Anneo Seneca]

 

@DadoCardone

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