E’ colpa del giardiniere – Erbetta trova il capro espiratorio.

.Ricordate il caso del Consigliere Comunale residente a Gaiofana che si sarebbe fatto tagliare la siepe da Anthea? Nulla di fatto. Per meglio dire: una risultanza dalle interrogazioni in Consiglio e dall’indagine Anthea c’è stata, ma è il classico capro espiatorio.

Un breve riepilogo. Martedì 26 marzo mezzi e personale Anthea hanno fatto prima una ricognizione e poi potato la siepe di Mario Erbetta, consigliere di Patto Civico in forza alla maggioranza del Sindaco Andrea Gnassi. Mercoledì 27, personale sempre Anthea, ha recuperato gli sfalci completando il lavoro. Di quanto affermato esistono testimonianze dirette.

Il caso, grazie a vicini indignati e a Citizen Rimini, esplode e il consigliere si difende, sulle pagine del Resto del Carlino, affermando di aver chiamato Hera per raccogliere gli sfalci, ma nessuno ha risposto e allora si è servito da Anthea, facendosi fatturare quanto dovuto. Dato per credibile che ognuno di noi, nel caso di mancata risposta di Hera, possa chiamare Anthea, nella difesa viene totalmente evitata la menzione del fatto più grave, ossia la potatura della siepe.

Nel primo Consiglio Comunale utile Zoccarato chiede conto alla Giunta del comportamento di Erbetta e l’Assessore all’Ambiente Anna Montini risponde che il Comune è consapevole del caso e aspetta le risultanze dell’indagine interna di Anthea.

Ebbene, la risposta è arrivata ed è questa:

Dalle verifiche effettuate da Anthea, si è appurato che, al di là del pagamento del servizio da parte del Signor Mario Erbetta, un dipendente ha effettuato il citato intervento su suolo pubblico, senza attivare le usuali procedure e senza darne informazione ai suoi diretti superiori. Ne è scaturito un provvedimento disciplinare nei confronti del dipendente stesso da parte di Anthea.

Tutto a posto? No, proprio no. L’intervento su suolo pubblico, la raccolta degli sfalci, è la diretta conseguenza di un intervento su suolo privato, la potatura della siepe. C’è da fare una sola domanda, una facile facile: Il Consigliere Comunale Mario Erbetta, pubblico ufficiale, si è fatto tagliare la siepe di casa da un’azienda partecipata che, per suo oggetto sociale, ha solo il verde pubblico?

La risposta dell’Assessorato, per quanto corta, crea più interrogativi di quanti ne risolva e chiarisce solo un punto: la colpa di tutto è stata addossata ad un dipendente, che non poteva certo fare tutto da solo, compresa la fatturazione. Libera altresì Consigliere e Maggioranza da un imbarazzo totale (o almeno l’intenzione pare essere questa).

L’opinione di chi vi scrive è che tutto ciò sia una vergogna. Non so se esistano gli estremi di un reato, ma la politica in questa occasione ha due obblighi fondamentali dettati dall’opportunità politica. Il primo è quello di accertare i fatti nella loro interezza, il secondo, conseguente, è quello di valutare l’adeguatezza di una risposta come quella qui riportata. Questa mezza ammissione con tanto di Capro espiratorio pert a manger da l’idea di qualcosa di surrettizio, suggerimento che un’Amministrazione Pubblica non dovrebbe concedere ai suoi detrattori.

Infine un appello al Partito Democratico. La recente dura sconfitta elettorale è stata attribuita, dallo stesso PD, ad una non meglio specificata “lontananza dalla gente”. Di mea culpa recitati ne abbiamo sentiti tanti, sarebbe ora il caso di dare dimostrazioni pratiche. Magari, per il caso in questione, sarebbe opportuno chiedere un approfondimento delle indagini fatte da Anthea e domandare perché non si menzioni la siepe tagliata su suolo privato. Ottenute le risposte, che spettano ai Consiglieri Comunali come depositari di fiducia pubblica, sarebbe forse opportuno di dissociarsi e chiedete le dimissioni del collega di Maggioranza. L’ignavia quando si rappresenta la Res Publica non è concessa.

P.S.

Capisco che ai giorni nostri di verità fatali non ne esistano più, ma anche la costruzione di realtà di comodo ha un confine e si chiama decenza.

 

@DadoCardone

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