Destinazione Rimini – Come ti faccio sparire un treno.

“L’augurio è quello di non chiudersi mai nel Palazzo, ma stare in mezzo alla gente in questo Paese meraviglioso”. Citando il Bomba.

Rimini, nel corso del tempo, è stata una delle piazze che ha accolto meglio Matteo Renzi. Lo ricordiamo scherzare amabilmente con il Taglianastri in maniche di camicia davanti al Tempio Malatestiano ed ancora tra le sventolanti bandiere PD, sulla terrazza del Nettuno, con addosso gli sguardi sognanti dei peones riminesi. Che dire poi delle sue sortite al castello, mentre parla agli adoranti nella corte, o ancora meglio, mentre si affaccia dalle mura, affiancato dal mento volitivo di Bonaccini e l’elegante Gnassi che gli spiega il dialogo tra la rocca e il teatro.

Ricordi di un tempo passato. Oggi, il suo, è un treno fantasma, che arriva vuoto (con tutto quello che è costato) e parcheggia su di un binario morto, sperando di non essere notato. Marco Croatti, dell’Associazione Grilli Pensanti, si era presentato fiducioso all’appuntamento… lui e un plotone di poliziotti. Forze dell’Ordine che, invece di essere impiegate contro “il degrado del centro”, denunciato dal destro Erbetta tra banchi della strana maggioranza, mentre invoca vigilanza privata come uno di Forza Nuova, sono lì ad osservare un treno vuoto.

Oggi, dunque, anche l’amica Rimini fa paura all’enfant prodige di Rignano, che per mille giorni è stato in cima al mondo, ma poi ha avuto la malaugurata idea di misurare il suo gradimento con un voto vero. Renzi è arrivato o no? Non si sa, ma, come ci fa notare lo stesso Croatti, poco dopo le 21 il Consiglio Comunale risultava cessato per mancanza di numero legale. Molti avevano un altro impegno.

E’ singolare notare come le notizie politiche che vediamo nei telegiornali, tranne alcuni casi, siano interamente riprodotte tramite i comunicati stampa degli interessati, mentre, guardando da vicino, si osservano movimenti che più che di sinistra appaiono… sinistri.

Sicuro è che oggi Renzi sarà a Misano, dove il neo segretario provinciale del Pd, Giannini, gli ha organizzato un atterraggio più sicuro. “L’ipotesi che si presentino dei Leoni da Tastiera”  – dicono – “è tutta da verificare”.  Certo… lo avete nascosto così bene, altro che “stare in mezzo alla gente”. In ogni caso c’è una notizia buona: nell’immaginario Demokrat i “Gufi” sono diventati “Leoni”. Quando rinunceranno al bestiarium per accorgersi che di fronte hanno quello che dovrebbe essere l’oggetto della loro azione politica, sarà sempre troppo tardi.

Se tornassimo a frequentare la realtà questa gente non avrebbe modo di frequentare la politica e le amministrazioni.

P.S.

E finsero felici e contenti. [alberthofmann72,Twitter]

 

@DadoCardone

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