Day after. Pensieri a casaccio…fino ad un certo punto.

Partiamo dalla conclusione. Ha avuto senso votare M5S? Sì. In questo modo non solo il movimento politico più giovane della storia è seconda forza politica nazionale ma si son poste le basi per una vera autocritica. La domanda è: coloro che sono stati ‘accolti’ nell’ufficio di collocamento M5S faranno un passo indietro? In ogni azienda d’altronde se si toppa la strategia si azzera il sistema e lo staff e si fa un reboot. 21,16% a livello nazionale, 19,23% in regione Emilia Romagna, il 25,01% in provincia di Rimini. Cosa deve fare il MoVimento nazionale e lo staff? Partire proprio dal dato riminese, dal suo gruppo e dalle sue capacità.

Una sconfitta? Certo e lo è stata per tante ragioni ma nessuna è imputabile ai volontari e ragazzi che da anni si riuniscono nel meetup riminese dei 5 Stelle. L’unica critica, sentita ormai da diverse campane, è quella che fa il verso a Renzi durante il fantomatico non-incontro con Grillo a Roma: se il premier disse ‘Esci da questo Blog’, le campane riminesi attente al tessuto cittadino dicono ‘Uscite da quel gazebo, nelle periferie non vi conosce nessuno’. Una soddisfazione c’è ed è quella di aver ottenuto il miglior risultato in regione e di avere eletto un riminese, Marco Affronte, a Strasburgo. Vi pare poco? A me no, anzi i vari ‘reggenti locali Piddini’ stamattina hanno alzato la cornetta per salutare il lieto evento. Che sia un biologo poco importa, conta il fatto che è riminese, conosce il mare Adriatico, il livello ormai saturo della pesca, le condizioni oggettive di questo grande specchio d’acqua. Sappiamo già che non avrà vita facile anche perché l’applicazione della Bolkestein è stata solo rinviata di qualche anno e a breve partirà l’assalto al suo capezzale.

Le periferie e l’entroterra. E’ stata una sconfitta, d’accordo l’hanno già detto. Attenzione però: Montefiore e Montescudo hanno registrato la vittoria del M5S a queste Europee, in luoghi dove non esistono gazebo in piazza Tre Martiri, dove gli attivisti sono una meno di una dozzina, dove il clientelismo è la regola. A maggior ragione critico l’errore tattico dei 5 Stelle dell’Alta Valmarecchia nel non essersi presentati a San Leo. Non avrebbero vinto, ma sarebbero entrati in consiglio e sarebbe stata una palestra fondamentale.

Ai seggi. Ho personalmente vissuto per la seconda volta l’esperienza dei seggi elettorali. Gli stessi Rdl Piddini hanno abbassato i toni rispetto alle politiche del 2013 quando gli sfottò erano la regola, il loro numero imbarazzante. Poi furono loro che alla fine del conteggio vennero a stringere la mano a noi. Questa volta i 70 Rdl 5 stelle in tutta la provincia hanno trovato un terreno diverso. A Viserbella – Torre Pedrera, ad esempio, su quattro seggi ben quattro erano Rdl Stellati. Sfottò zero, parole pesanti zero, ma anche il numero dei votanti giovani vicino allo zero. Sembrava quasi che avessero richiamato alle armi tutti gli ottuagenari strappandoli dai loro letti. E’ vero le Europee non sono le politiche, la campagna elettorale è stata praticamente inesistente, eppure è stato un dato oggettivo ed evidente visto con i nostri occhi. Forza Italia sparita, la partita vinta dal PD, ma lo zoccolo duro del M5S c’è, è lì. Bisogna solo convincerlo a crederci.

Non abbiamo speranze? Altro fatto banale ma da citare è l’astensione reale che si è registrata anche questa volta. Se nel 2009 votò il 69% come media nazionale oggi siamo scesi al 58% circa. Su 49 milioni 256 mila di aventi diritto, parliamo di appena 28.908.000 di cittadini che si sono recati al seggio. Un dato agghiacciante colpa della disinformazione della ‘stampa’ che ci relega al 68° gradino nel mondo, colpa del sistema lobbista tutto italiano, colpa di una generazione di pantere grigie che non vuole accedere ad altre forme di informazione, colpa (ovviamente) degli italiani stessi. Guardando a Rimini citiamo due casi: a Santa Giustina da anni è in atto una protesta forte contro il comune per lo smog ed il traffico pesante. Chi ha vinto ai seggi? Il PD, sebbene l’M5S avesse fatto di tutto per aiutare il comitato. Al V° Peep è in atto una rivolta dopo l’arrivo delle famose cartelle esattoriali. Qualcuno pensava ad un voto in blocco di protesta, invece anche lì il PD ha vinto nei seggi. Sarà populismo e qualunquismo, ma evidentemente non abbiamo speranze sul serio, ma facciamo finta che non l’abbia scritto.

Regionali ed amministrative saranno altra cosa. Quest’altranno si voterà per le regionali in Emilia Romagna. Onestamente vi sono le basi per un cambio di passo, forte ed importante. Anche per le amministrative a Rimini è evidente che la possibilità di un cambiamento sia la medesima al di là di ogni barricata Piddina o evento che il primo cittadino potrà mettere in campo. Forza Italia è fuori dai giochi ormai, dicasi lo stesso per i vari Fratelli d’Italia e NCD. La partita sarà solo tra il PD locale e il MoVimento 5 stelle, solo se il MoVimento nazionale farà autocritica e si liberi dei vari baby urlatori simil Grillo che con la parlata romana o bolognese (e la lacrima teatrale) possono anche piacere, ma poi nei fatti non hanno prodotto nulla.

No alleanze. Ne hanno fatto un vanto i 5 Stelle e lo approvo come regola nazionale. Ufficialmente questo è stato il dictat da sempre ed una regola. Nel concreto ha fatto felici i Talebani del MoVimento, ma è stata giocata male mediaticamente. Oggi a Riccione abbiamo un comune che fra due settimane tornerà al voto e la Tosi (centro destra) presto busserà alla porta di Cicchetti. Per ora tutti gli emissari hanno ricevuto un calcio nel deretano metaforicamente parlando ‘Non ci alleiamo a nessuno’. Anche Camporesi nel 2011 non diede all’elettorato 5 Stelle alcuna indicazione di voto nel ballottaggio tra Gnassi e Gioenzo Renzi e sappiamo come è finita. Altresì sappiamo che a livello Europeo la scoppola c’è stata, le comparsate dei Deputati son servite a poco, gli urli di Grillo han stufato, la citazione alla Star Wars di Casaleggio è stata quasi allucinante, le piazze piene lo erano probabilmente anche per lo spettacolo garantito e gratuito, Crimi e Lombardi di fronte a Bersani son stati altrettanto allucinanti, e la politica è fatta anche di mediazione consapevoli di avere il coltello dalla parte del manico. E’ questo che non è chiaro ad alcuni attivisti. Vogliono cambiare il colore politico di una città come Riccione?

Di una cosa siamo certi. Tutti gli eletti tra Riccione, Montefiore, Morciano, Santarcangelo, Bellaria metteranno passione e onestà grazie anche all’esempio riminese di questi tre anni. Sicuramente metteranno in piazza le magagne che da anni rimangono chiuse nei palazzi. Noi li seguiremo tutti e ne parleremo oggettivamente senza campanilismi. In bocca al lupo.

@markollen

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