Teleriscaldamento: chi ha mangiato la marmellata?

A Rimini il Teleriscaldamento è un tema difficile, uno di quelli per cui esprimere un’opinione diventa persino imprudente, quindi meglio limitarsi a riportare le dichiarazioni. Esistono però delle evidenze, che nessuno riesce a negare, salvo poi attribuirne la responsabilità ad altri.

Un’evidenza, la più grossa, la più imbarazzante, è che facendo i conti mancano due milioni di euro nel computo dei lavori per il Teleriscaldamento. Un’altra cosa fuor di dubbio è che la stessa cifra è stata caricata nella tariffa dei Teleriscaldati. In una recente commissione il fatto è stato dichiarato più volte e nessuno, rappresentante di SGR compreso, l’ha negato.

Ora, sempre secondo le dichiarazioni, questi soldi devono essere restituiti e, a rigor di logica, se qualcuno li deve restituire vuol dire che non li doveva neppure prendere. Attenzione perché è in questo punto che si configura la situazione pericolosa: stabilire chi è il soggetto che non li doveva prendere fa la differenza anche nella lettura legale.

Possibile che SGR si scaldi tanto semplicemente per un indebito aumento della tariffa? Voglio dire, la tariffa è sotto il suo controllo e limando (o aumentando) di un misero centesimo a KW, spalmando la diminuzione (o l’aumento) nel tempo, la situazione sarebbe facilmente risolta. Farebbe più gioco il silenzio, che i titoli a tutta pagina.

Il problema sarebbe se questi benedetti due milioni fossero proprio quelli dell’onere urbanistico. Qualora fosse dimostrato che i soldi sono spariti o sono stati usati per altro, che non sia la suddetta destinazione, non si configurerebbe un reato di Peculato? Essendo io ignorante in materia, chiedo.

Ecco che a questo punto i nervi si tendono. L’Amministrazione dichiara che questi soldi devono essere restituiti, SGR dice che li deve avere dal consorzio il Maestrale, che non li ha e allora il Comune dovrebbe escutere la fidejussione depositata in assegnazione d’appalto. Bene. Forse il prossimo documento che vi propongo potrebbe fare un po’ di luce sulla questione.

E’ l’estratto di una lettera di SGR, non firmata da nessun dirigente, datata 23 ottobre 2007, che mi risulta essere stata ricevuta da tutti i proprietari di immobile teleriscaldato a Viserba:

Per quanto riguarda l’impianto di Teleriscaldamento, ivi inclusa la centrale, il Consorzio, dopo aver espletato una gara a trattativa privata con alcune delle maggiori aziende nazionali specializzate nel settore, ha scelto la proposta tecnica e l’offerta economica di SGR ( Gruppo Società Gas Rimini S.p.A.) stipulando con la stessa un contratto che sinteticamente prevede quanto segue: SGR si è impegnata a pre-finanziare la costruzione dell’impianto a fronte di un contributo di soli Euro 1.250.000 da parte del Consorzio, contro un costo effettivo di circa Euro 3.2050.000 (valore approssimativo in quanto i lavori non sono ancora finiti) dell’impianto stesso. I rimanenti 2.000.000 di Euro saranno recuperati da parte di SGR con 30 anni di gestione applicando le medesime tariffe adottate da quasi 20 anni, nella città di Rimini, ad oltre 500 appartamenti presenti nel IV Peep Marecchiese

Due milioni di Euro? Saranno mica quelli per cui tutti si stanno accapigliando? Se quest’accordo fosse in effetti andato a buon fine, così come comunicato da questa lettera, che tutti sembrano aver dimenticato, ci sarebbero un paio di problemini: il primo è sicuramente che Il Maestrale non poteva fare creste sugli oneri urbanistici sfruttando gare private d’appalto. Il secondo è che se SGR, come da sua lettera, ha sottoscritto questo tipo di accordo … che soldi rivuole adesso? Saranno mica 4 i milioni di Euro che non tornano nei conti?

Pare ovvio, qual’ora le ipotesi si dimostrassero vere, che se Il Maestrale non poteva fare questo tipo di accordi SGR non poteva esserne la controparte, dunque perde anche il diritto a recuperare i soldi con “30 anni di gestione”. Il Comune, responsabile delle opere pubbliche, non è certo in una posizione migliore e li deve richiedere.

Ognuno di voi, cari lettori, può farsi un’idea propria di dove sono finiti quei due milioni, ma non traete giudizi senza prove, mi raccomando. Per quello che riguarda me mi piacerebbe che qualcuno fuori dai giochi, prendesse in mano le carte e ci levasse da questa confusione. Non sarebbe male se a farlo fosse l’Autorità Nazionale Anti Corruzione del Dottor Cantone visto che ha già dimostrato la sua attenzione da queste parti con l’appalto del Leon Battista Alberti.

P.S.

Confusione è una parola che abbiamo inventato per un ordine che non si comprende” [Henry Miller]

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Una bolletta da 2.000.000,00€

sgrEra il 13 aprile del 2013 quando, in un’altra vita e in un altro blog, scrivevo dei primi approcci con l’Assessore Sara Visintin e il problema del Teleriscaldamento. Le sue parole in quell’occasione furono che si stava provvedendo a monitorare, verificare ed integrare.

Oggi 4 aprile 2015, in un’apposita commissione, ho sentito esattamente le stesse cose e, in effetti, se dovessi indagare su cosa è cambiato per i Teleriscaldati potrei tranquillamente affermare niente in positivo. Intendiamoci, non che non ci siano novità, di quelle che se sono, ma una su tutte ruba la scena: ai Teleriscaldati, tutti, sono stati indebitamente sommati alla bolletta 2 milioni di euro.

La motivazione? E’ stato molto difficile capirlo e non sono sicuro nemmeno ora di esserci riuscito, anche perché a seconda di chi parla cambiano natura. Per la Visintin sono Oneri Urbanistici, per l’Energy Manager del Comune, Davide Frisoni, sono un’errata stima della strumentazione del Consorzio il Maestrale acquistata da SGR, per il Dirigente Natalino Vannucci poi ritornano oneri Urbanistici. Vi dirò … essendo Natalino componente di commissioni che aggiudicano appalti pubblici dal 1984, mi fido di lui. E’ un po’ come il Giovanni Rana degli appalti.

Che siano oneri urbanistici o errate valutazioni, rimane il fatto che con estrema naturalezza si ammette di aver aumentato le bollette, di tutti, del considerevole ammontare di cui sopra. Il bello della storia però non è quest’atto, che l’incosciente Bertino  Astolfi definisce una truffa nella pubblica commissione. No. Il bello è che tutti si guardano straniti attorno quando qualcuno lo suppone. Quasi (quasi) si sono persino scocciati per aver avuto a che fare con cotanta ignoranza. Visintin non vuol sentir dire che non ha fatto nulla, Frisoni è molto scocciato perché risponde sempre alle stesse domande, a Vannucci pare di essere stato la bocca della verità ed infine Bettini, rappresentante SGR, esclama:” insomma, noi due milioni di euro li dovevamo avere”. Gli unici allibb

Qui ci starebbe una bestemmia, ma sono diventato un divulgatore quasi educato. Le domande però restano: due milioni di euro nelle bollette? Anche ammesso che sia una cosa legale (magari qualcuno della Procura si faccia venire un dubbio) dov’è il piano di rientro? Quanto incidono questi soldi nelle tariffe correnti? Sono già stati pagati o sono in pagamento? Se non si pagano più perché la tariffa è rimasta uguale? Chi lo dice che i milioni sono due e non quattro dato che non sono tracciabili né per quantità, né per rateo?

Con questa e un’altra serie di amenità hanno insomma descritto il gran lavoro fatto per i cittadini, che non si devono deprimere se non vedono i risultati, abbiano fede e arriveranno. Come ad esempio per le caldaie provvisorie (qualcuno le ha da tre anni) che secondo lo scocciatissimo Bettini non determinano maggior costo, ma che se fossero invece quelle definitive garantirebbero i famosi certificati verdi, i quali altra cosa non sono che un possibilità di sconto per gli utenti. Altra prova di fede, secondo l’Assessore Visintin, dovrebbe essere tributata all’allargamento della rete verso, magari, gli edifici pubblici. Secondo l’economia di scala l’aumento dell’utenza diminuirebbe il prezzo … peccato che Sara non abbia ben presente chi paga le spese per gli edifici pubblici.

Malamente riscaldati, soprattassati, usurati in tariffa per debiti che non sanno nemmeno di avere, cosa vogliono di più? I soldi per pagare un tecnico e difendersi da tutti questi dati che non sanno interpretare? Detto, fatto! Il Comune, giustamente, non può pagare un loro tecnico, che conoscono e di cui si fidano. Però può prestare uno dei suoi per i tavoli tecnici, magari Frisoni che oggi sembrava più affezionato di Bettini a SGR. Dai, le hanno pensate tutte … non è che potete sempre lamentarvi. Gufi.

P.S.

“Spie e truffatori hanno sempre il passaporto in regola.” [Paul Morand]

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@DadoCardone

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Forza Rimini

o-GENNY-A-CAROGNA-facebookIl Rimini Calcio torna tra i professionisti. Non dite che è poco. In mezzo ad una Città devastata dai fallimenti, dal degrado e dai “Fila Dritto”, la promozione della squadra del cuore può sembrare un segno del destino … o quantomeno qualcosa sotto cui riunirsi. D’altro canto parteggiare per i colori della propria città è notoriamente un atto di fede, null’altro e non mi riferisco solo ai tifosi.

Chi vi scrive è stato, in un lontano passato, l’addetto stampa di una squadra di serie D. Posso testimoniare senza timore alcuno che chi apre il portafoglio per una squadra, anche solo di quella serie, o è un pazzo o ha sicurezze che solo la fede può infondere. Beh … ci sarebbe anche un terzo caso, il vecchio gioco delle fatture di sponsorizzazione gonfiate a più non posso, ma trattasi di usanza quasi del tutto bonificata dalla crisi. Come la cronaca insegna ormai le aziende edili, quelle sopravvissute ancora in vena di malaffare, tocciano il pane solo nel grasso della politica, vuoi mettere? Un terremoto qua, un Expò di là e alla fine te la vedi con gli stessi che decidono cosa sia un falso in bilancio. Non c’è paragone.

Certo la politica del calcio invece s’interessa. Non solo per il suo ruolo istituzionale di distrattore, ma anche per quello di catalizzatore. L’esempio più eclatante è certamente  il Milan di Berlusconi, ma nelle piccole realtà il politico tifoso è come se fosse a guardia del campanile, senza però lo spiacevole effetto collaterale di dover cacciare dei ROM dalla propria città (che un giorno ti possono sempre servire per le primarie).

Anche il Rimini Calcio suscita questo interesse. All’arrivo di De Meis il prode Vitali proprio non poté fare a meno di esprimere la sua perplessità sull’opportunità che il proprietario del Cocoricò facesse anche il Presidente di una squadra di calcio. Poi forse qualcuno gli ha spiegato che la Papa Giovanni XXIII non aveva la possibilità di includere un’associazione calcio nel suo oggetto sociale ed ha cambiato idea. Se fossi stato in De Meis, data l’evidente scarsa lungimiranza dell’ex Presidente della Provincia, avrei cominciato da subito a festeggiare la promozione in serie C.

Ora però, sempre se fossi nel Presidente, sarei un tantino preoccupato giacché il Rimini è entrato nel mirino delle supercazzole Gnassiane:

650 mila euro per un manto nuovo, un’occasione di crescita comune e … più pilu per tutti.

Vabbeh. L’ultima l’ho aggiunta io, anche se a conti fatti dando una sfoltita al pelo sullo stomaco è la più facile da realizzare, perchè di solito i suoi propositi…. Non mi fraintendete, non sto assolutamente insinuando che l’ex Golden Boy porti sfiga. Solo che, non si riesce a capire come mai, tutto quello che dice in vicinanza di elezioni si realizza al contrario. Pochi esempi: Per il Teleriscaldati doveva essere fatta all’indomani della sua elezione una moratoria, dopo quattro anni sono ancora che girano per tavoli tecnici, l’Acqua doveva assolutamente restare pubblica, si era dimenticato di specificare “Hera permettendo”, il Mercato non si tocca, ma si fa a pezzi.

All’ultimo giorno utile, quello della vittoria inevitabile, lo stadio di Rimini diventa improvvisamente una strada maestra per il rinnovamento, un bel cappello sopra e via. Vi siete mai chiesti perché lo fa? Secondo me è da bocciare la semplice idea che stia cercando di ingraziarsi l’elettorato. Del Primo Cittadino si può dire tutto tranne che gliene importi dell’elettorato, si è capito da come ha disintegrato le aspettative di qualsiasi comitato si sia presentato alla sua porta, fosse anche il comitato “slim fit” per quelli che la giacca deve essere attillata”. TRCV Peep, Astronave che fuma, Rimini Uptown, Santa Giustina, Ponte di Via Coletti … non si faceva nemmeno trovare. Sicuramente i mille abbonati del Rimini non gli fanno ne caldo ne freddo, il meccanismo da capire è che se una cosa è fatta bene… l’ha fatta lui. E’ chiamata anche Sindrome di Pippo Baudo.

Attenzione dunque. Se mai nella vita di questo piccolo puntino sull’asse dell’Adriatico vi trovaste tra il sogno e il segno mentre fate qualcosa di giusto state allerta: girandovi di scatto potreste trovare un Sindaco che si indica orgogliosamente il petto attribuendosene il merito. Ultimamente pare si vanti di aver inventato nuovi vocaboli equivoci in lingua inglese.

P.S.

Forza Rimini (almeno tu.)

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Inaugurata la scuola di Gaiofana

Dunque è fatta. Stamattina alle 9.30 è stata inaugurata la nuova scuola di Gaiofana. Beh.. non proprio alle 9.30. I Bambini e le maestre erano li all’orario prestabilito, poco dopo è arrivata l’Assessore Nadia Rossi, alle 10.00 è arrivata il Vicesindaco Gloria Lisi e alle 10.15 e arrivata la Regin… hem.. è arrivato il Sindaco Andrea Gnassi, il perseguitato dall’economia e dalla meteorologia.

Poco male. La scuola doveva essere inaugurata a settembre, tre quarti d’ora di ritardo sono un’inezia. L’importante è che sia finalmente operativa e chi vi scrive preferirebbe il rinnovamento di tutte le scuole di Rimini alla riapertura del teatro Galli.

20131223_095104Tutto bene dunque. C’è solo una piccola ombra, la nuova struttura è attaccata al teleriscaldamento, il che, oltre ad aver prodotto una nuova determina per aumentare le spese preventivate, produrrà delle bollette fenomenali. Oppure no?

A pensarci bene questa scuola costituirà un bel banco di prova per i Teleriscaldati del condominio proprio di fronte perché: o le bollette saranno alte e sarà dimostrato che il teleriscaldamento è un mezzo antieconomico, come sostiene Carboni dell’Acer, oppure le bollette saranno normali e allora sarà la prova che Acer ha costruito (o permesso di costruire) un condominio da terzo mondo non adatto alle temperature invernali di questa latitudine.

Comunque sia, Citizen augura ai nuovi scolari di crescere nel caldo tepore della cultura.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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V Peep voce: del verbo procrastinare.

13 - 4Siamo appena arrivati.

Il Sindaco di Rimini l’ha affermato con decisione in più di un’occasione e ciò fa di questa Amministrazione una gestione adolescenziale. Mi spiego meglio. Se la vita di una amministrazione è relativa solo alla legislatura in qui è impegnata, escludendo a priori la continuità politica con le altre amministrazioni anche se dello stesso partito, attualmente siamo ad un terzo… ossia nell’età dell’adolescenza.

A parte il mero calcolo matematico, anche il comportamento della Giunta pare indicare questo periodo della vita. Cosa si ottiene chiedendo ad un adolescente medio di fare una cosa? Ti dice “si adesso lo faccio” e poi procrastina fino a determinare una situazione d’emergenza in cui, o qualcuno si stufa e lo sostituisce, o egli stesso è costretto, sbuffante, ad impiegarsi in quello che gli era stato chiesto. Ovviamente farà un lavoro approssimativo.

Può sembrare ardito paragonare un’Amministrazione ad un adolescente, ma seguendo le notizie del Comune di Rimini ci si accorge che ogniqualvolta viene fuori un problema, che interessa un certo numero di cittadini, si risponde “si adesso facciamo un tavolo tecnico” e poi “campa cavallo che noi dobbiamo pensare alle feste“. Ditemi voi se questo non è un diciassettenne!

Queste considerazioni ci sono parse quanto mai pertinenti dopo aver assistito ieri sera, presso la sala della Conciliazione in via Della Fiera, alla riunione del Comitato del V Peep. In una sala gremita di cittadini, con posti in piedi fin sulle scale dell’entrata, l’Avv. Beatrice Belli dello studio Coletti, ha presentato il ricorso depositato presso il T.A.R. di Bologna. Un ricorso di circa 60 pagine, con ben 12 motivi di impugnazione e con la forza di millecinquecento (e rotti) ricorrenti.

Oggetto del contendere i maggiori oneri di esproprio richiesti dal Comune e il riscatto, facoltativo (per quanto facoltativo possa essere possedere la propria casa), di circa 30-35 mila euro ad abitante. Come detto i motivi di impugnazione sono diversi e tra questi annoveriamo: l’incompetenza dell’organo, prescrizione degli oneri, calcolo degli interessi viziato dall’inclusione di pertinenze ad uso di tutta la città e non solo del Peep (scuole, poste etc..), contrasto con la legge vigente sull’alienabilità del bene e diversi altri errori d’istruttoria.

Per chi vi scrive uno dei motivi di impugnazione più interessanti è la non comunicazione dell’avvio del provvedimento. Le Amministrazioni sono per legge obbligate a comunicare l’avvio di un iter procedurale che andrà a mettere le mani nelle tasche dei cittadini e questo per fare in modo che il cittadino stesso possa collaborare al processo in oggetto. Sembra che il Comune di Rimini abbia pensato bene di comunicarne solo il risultato.

In ogni caso le considerazioni tecniche saranno oggetto del ricorso che è partito e proseguirà il suo percorso nonostante l’intervento di Sergio Funelli, che ha promesso di aprire, presto o tardi, un tavolo tecnico (!) sulla questione. Daniela Montagnoli, presidente del Comitato, ha letto in assemblea la mail del Capo di Gabinetto del Sindaco (chiamato dai confidenti Contratto D). A quando questo tavolo? Pare che la risposta sia stata :”voi intanto pagate gli oneri, per il resto c’è tempo“.

Dunque dopo i ricorsi dei Costruttori, dopo i ricorsi dei Teleriscaldati, dopo i ricorsi degli Espropriati TRC, dopo le azioni del Comitato di Santa Giustina, dopo Rimini Uptown, dopo il doppio ricorso al concordato di Aeradria e il fallimento di Air.. dopo tutto questo un’altra brutta faccenda finisce in un tribunale. Come al solito gli interessi toccati sono quelli dei cittadini che, neanche a dirlo, devono trovare da soli un modo per difendersi.

E’ rimarchevole ai fini statistici notare come la reazione sia sempre la stessa, quasi ad indicare un modus operandi. La negazione è assolutamente bandita come nei migliori insegnamenti di marketing, si usa molto gerundio (facendo, ponderando) e si rimanda la decisione a forze superiori che esulano dalle volontà di miseri amministratori, cose tipo: “i nostri parlamentari se ne occuperanno“, “fate bene a fare ricorso noi non ci opporremo” e amenità del genere.

Il problema, come per gli adolescenti di cui si parlava all’inizio del pezzo, è che puoi essere anche arrivato da una dimensione parallela in cui non si sapeva nulla di ciò che sta succedendo e può anche darsi che ci siano delle cose sotto l’egida crudele del Destino, ma…. prima o poi qualcuno li deve lavare ‘sti piatti.

P.S.
Il ponte di via Coletti è sotto osservazione dagli anni ’80, oggi all’improvviso sta per cadere.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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