Il calo del turismo? E’ colpa della Sensoli.

Vi sarà capitato almeno una volta nella vita, non sono casi infrequenti. Siete in un posto piccolo, dove c’è molta gente, tipo la sala d’aspetto di un ambulatorio. All’improvviso sentite un fetore che si diffonde da un punto indefinito e avete l’immediata consapevolezza che si tratta un peto. Per la precisione una “loffia”, quel particolare tipo di scorreggia che, per il fatto di averne impedito lo sfogo rumoroso, si manifesta con lo sfiato ad alta pressione di gas pestilenziale.

Tutti cominciano istantaneamente a scrutarsi in uno “Stallo alla Messicana”, tipico delle scene di tensione firmate da Quentin Tarantino. C’è un modo per capire chi è il colpevole? Ebbene sì. Di solito il criminale che ha mollato li, con indifferenza, una dose da guerra di gas nervino è anche quello che s’indigna di più. Lo fa istintivamente per dissimulare, ma la regola è sempre quella: la prima gallina che canta ha fatto l’uovo.

Cosa c’entra la metafora del peto con Raffaella Sensoli e il turismo riminese? Per capirne il senso bisogna mettere insieme alcune semplici constatazioni. Il turismo riminese è in calo, di nuovo. Dopo la scorsa fortunata stagione, i limiti del nostro particolare tipo di turismo sono nuovamente venuti a galla. I rappresentanti delle categorie e quelli istituzionali debbono in qualche modo una spiegazione ai loro iscritti e al loro elettorato, o perlomeno un’analisi di buon senso,  che permetta una reazione organica.

Non è questo il caso, perché a Rimini “va tutto bene” e guai a dire il contrario perché si fa danno. L’aeroporto? Ci stiamo arrivando, mancano solo una ventina di milioni di euro d’investimenti. La delinquenza? E’ un’aberrazione statistica dovuta all’aumento della popolazione estiva. Lo spaccio di droga? Come dalle altre parti. La gente presa in carico dal pronto soccorso a causa dell’etilismo? Nella norma. La situazione vetusta delle periferie del Turismo (Rimini nord e sud)? E’ colpa del Movimento che non ci fa arrivare i soldi. Il calo dei pernottamenti? Che ci possiamo fare noi se a Sharm el Sheikh non fanno attentati?

Di recente un’interrogazione del Consigliere Regionale Raffaella Sensoli ha sottolineato il fatto che, se le cose non vanno proprio per il verso giusto, in parte potrebbe essere per la carenza di certe “cure”. Non l’avesse mai fatto. Per risponderle sono stati costretti a far pubblicare persino l’interrogazione, che in verità era passata sotto silenzio, dandole l’evidenza che tutti si lamentano che non dovrebbe avere. Riprendendo la metafora della sala d’attesa Raffaella si è stropicciata un po’ il naso chiedendo sottovoce se per caso qualcuno l’avesse mollata. La risposta? Uno strepitio che ha messo in evidenza la cosa anche a chi non ci aveva fatto caso.

Una scorreggia?! Ma come si permette lei con queste fantasticherie! Qui siamo tutta gente che digerisce senza flatulenze. Lo sa lei che lustro portano i nostri deretani a questa sala d’attesa? E così, a forza di urlare, si è venuti a sapere del peto anche in strada.

Perché tutta questa caciara? Corsini, Rinaldis, Indino, con i loro toni pare vogliano coprire l’incapacità strutturale di metabolizzare un cambiamento partito da molto lontano. Parlano d’indotto, investimenti, eccellenze, miglioramenti, ma la domanda vera è: la proposta turistica è ancora in grado di intercettare il mercato di riferimento? Sensoli parla di sicurezza e, leggendo la cronaca di quest’estate, non sembra si sia inventata nulla (come sostiene Corsini), ma è sicuramente possibile allargare la riflessione alle altre criticità.

Per dirla papale papale: che c’azzeccano i milioni di euro investiti nel comparto cultura (ponte, castello, fulgor, teatro) se poi il peso che fa recedere una stagione è il mancato arrivo dei “torpedoni” polacchi? Perché gli investimenti per i maggiori eventi sono concentrati in date in cui la gente ci sarebbe comunque? Perché l’impegno del “pubblico” è sempre concentrato in determinate zone e non si occupa di diffondere le iniziative nei dieci kilometri in cui i turisti soggiornano?

Per concludere. Quando anche quest’anno leggeremo i risultati dell’idea che le istituzioni riminesi e regionali hanno del turismo, non facciamo poi che la colpa è della Sensoli che si è lamentata in un’interrogazione . Sono altri che han regalato alla polemica una quota del tutto diversa e pare proprio l’abbiano fatto per dissimulare una “loffia”.

P.S.

Chi scrive non vuol certo spiegare qualcosa ai maghi del turismo, quelli che sono riusciti a spendere centomila euro per Albano Carrisi. Non mi permetterei mai.  Quando però sento parlare d’indotto mi suona un campanello d’allarme. Sarà perché l’ultima volta che ho sentito magnificare questa giustificazione è fallito malamente un aeroporto?

@DadoCardone

Share

Spiaggia Libera? Occupata.

Le parole sono importanti. Prendete il nome Spiaggia Libera. Sono abbastanza sicuro che quando l’hanno chiamata “spiaggia libera” intendevano che bisognasse lasciarla com’era, senza aggiungere altro. Nella definizione delle norme nazionali le spiagge libere , anche se attrezzate, devono rimanere ad uso prioritario del pubblico. Persino le leggi Regionali dell’Emilia Romagna intervengono sullo stesso concetto, auspicando una maggiore percentuale di arenili liberamente accessibili.

E a Rimini? Nella Repubblica (Im)Popolare Riminese, ultimo avamposto PD nell’occidente civilizzato, il Presidentissimo Gnao Tse Tung ovviamente se ne frega di quisquilie come il prioritario uso collettivo e, di fatto, privatizza la spiaggia libera. Se vi state chiedendo come si possa fare, è presto detto.

L’idea si chiama Beach Arena. Un palco (10mx20m), cinque chioschi (4mx4m), cinquanta giorni  di occupazione (più montaggio e smontaggio) con un non meglio identificato contenuto di sport e spettacolo. Già questa informazione da sola contravverrebbe a quanto stabilito dalla Legge Regionale, che stabilisce un massimo di 30 giorni di occupazione, e da quanto recepito nel Piano dell’Arenile. Ci sono però anche altri particolari da mettere in evidenza.

Durata del Bando.

Come rileva Raffaella Sensoli nella sua interrogazione al Consiglio Regionale,  il bando che assegna tutto sto popò di roba si apre e si chiude in venti giorni. Come dire che tutti gli interessati a gestire uno spazio pubblico in piena stagione estiva (dal 10 luglio al 30 agosto!) con 50 giorni di sport e spettacolo, per tre stagioni + una (non si sa mai che Gnao Tse Tung venga rieletto) devono organizzare una proposta credibile in venti giorni. E’ chiaro che l’interesse preminente non è stato quello di individuare la proposta migliore, magari quella di una delle tante agenzie che organizzano eventi a livello europeo. Non dico che lo sia, ma quello che sembra e che ormai si dice in giro, non è bello. Vox populi, vox Dei.

Cambio d’uso del bene pubblico. E’ chiaro che, di fatto, privatizzando la stagione estiva della spiaggia libera se ne cambia anche l’uso e il senso. Una zona che, anche nell’intenzione del legislatore, andava tutelata, diventa l’ennesima occasione di consumo di un bene pubblico. Come fanno notare Marco Affronte e le associazioni (Italia Nostra, Comitato Spiagge Libere Rimini, One Labour Party),  che hanno formalmente diffidato il Sindaco dal proseguire su questa strada. Nei dieci km di litorale riminese non mancano certo le spiagge attrezzate, né l’occasione di organizzare feste. Quello che in sostanza viene a mancare è l’opportunità, per chi predilige un ambiente naturale, di vivere la spiaggia senza l’invasione di palchi, ciringuito e 50 giorni di qualsiasi cosa vogliano farci. Di fatto si discrimina un preciso tipo di turismo, che pure ha un suo senso per molti cittadini europei.

Sicurezza. Rimini, si sa, durante l’estate aumenta esponenzialmente la sua popolazione non solo turistica. Dove c’è tanta gente, ci sono anche molti che vogliono approfittare illecitamente di questo traffico. La cronaca di ogni estate ci restituisce racconti di vere e proprie scorribande notturne dove, predoni cammellati, razziano coppiette manco si trovassero accampate nel Sahara. Una delle condizioni che agevola questo stato di cose sono i posti dove nascondersi. Rimini, tra colonie e altri luoghi abbandonati, di nascondigli ne offre molti, senza bisogno di aggiungere un palco permanente e strutture varie. Che questo sia il destino di Beach Arena non è tirare ad indovinare, infatti la lunga permanenza del palco è stata già sperimentata nel 2017 e i racconti di operatori balneari e forze dell’ordine non lasciano nulla alla fantasia.

Disabili. Ultima, ma non ultima, la questione della disabilità. Ricordate le dichiarazioni, dei vari rappresentanti dell’Amministrazione, secondo i quali una delle ragioni della passerella aggrappata alle mura Malatestiane era che così finalmente i disabili si possono godere il Ponte di Tiberio? Bene. Che i disabili lo sappiano. Nel loro futuro c’è solo archeologia, niente bagni in mare. Fino al 2016, dalla strada, una passerella per disabili, con punto d’ombra, consentiva anche alle persone con varie disabilità di raggiungere la battigia in carrozzina. Dall’anno scorso è finita la pacchia. Quest’anno poi, con il montaggio delle strutture pro Beach Arena, certe fantasie i disabili se le devono far passare per tre anni (+1). Non si può avere tutto, che gli basti contemplare i ponte di Tiberio. Quando l’ipocrisia è così concentrata la si può quasi toccare.

Ricapitolando.  Gnao Tse Tung, della Repubblica (Im)popolare Riminese, si appropria anche della spiaggia libera. Lo stile è quello classico del PD, mea culpa non troppo convinti e poi via ad azioni che non c’entrano nulla con la parte politica che millantano di rappresentare. Un bando che sembra costruito per un solo vincitore, discriminazione per turisti e disabili, miopia da consumo e privatizzazione di un luogo pubblico. Potete anche indignarvi se volete, tanto se ne fregano.

P.S.

“Il capitalismo? Libera volpe in libero pollaio.” [Che Guevara]

 

@DadoCardone

Share

Focolaio di Degrado

Nuova Questura. Migliaia di metri cubi abbandonati, che si prestano efficacemente al degrado che inquina la nostra città. Nel parcheggio, dove tutti i lampioni sono stati appositamente rotti, si consuma il dramma dell’Eroina e chi porta i cani a spasso deve stare attento che non mastichino profilattici, che tappezzano l’asfalto. Non è una zona depressa del sud italia, di quelle che lo Stato ha abbandonato, ma è Rimini: La Capitale del Turismo, La Città che cambia. E’ il duro scontro con la realtà.

Share

siamo quel che mangiamo

Avviso: questo ipertesto non è per una lettura frettolosa. Gli argomenti trattati, qui contenuti, possono impegnarti per ore, i risultati cambiare il tuo modo di vedere le cose dall’interno e dall’esterno, la tua visione globale del mondo potrebbe diventare una necessità impellente di cambiamento. Quindi sconsiglio vivamente una lettura sommaria. Inoltre gli aspetti trattati sono di una crudezza inimmaginabile, assolutamente sconsigliata ai bambini e ai deboli di cuore, alle persone sensibili, alle donne in cinta e a chi ha problemi psichico-mentali anche di lieve entità. Non sto scherzando.
Perciò, cosa stai a fare ancora qui? Ci sarebbero tante cose belle da fare: una passeggiata, un po di TV, una partita a carte o una birra con gli amici, un buon libro, quella cosa che stavi rimandando da tempo immemorabile… tutto è meglio di questo.
Ebbene?
Stai ancora leggendo?
Non dire che non ti avevo avvisato.

Leggi tutto “siamo quel che mangiamo”

Share

se fosse

è semplice vivere, basta inanellare un giorno dopo l’altro, chiudere delle esperienze e farne tesoro
è facile, basta svegliarsi e vivere, senza aspettative e senza sogni, puntando semplicemente al giorno dopo
solo che è inumano non avere sogni e aspettative, è immorale anche solo provare a raccontarlo
nessuno ti capirà, qualcuno ti compatirà, non c’è chi ti crederà
Leggi tutto “se fosse”

Share

10 strategie della manipolazione attraverso i mass media

di Noam Chomsky

 

1- La strategia della distrazione. L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

Leggi tutto “10 strategie della manipolazione attraverso i mass media”

Share

fine dei giochi – ricomincia a giocare

Il valore di questo mio appunto è prettamente morale, sociale, etico, di spirito valutativo. Infatti non è mia intenzione spingerti a credere in un’utopia o far parte di leghe anti-complotto dai grandi disegni, nemmeno soddisfare una mia vena catastrofistica. Con questo resoconto mi limito solo a riportare i fatti, da cui poi ognuno di noi può trarre le sue valutazioni.

Ho letto distrattamente questo poco tempo fa: la terra è come un’enorme astronave nello spazio, con 6 miliardi di passeggeri [noi] e risorse in esaurimento… al momento forse non gli ho dato la giusta importanza, ora l’impressione è che ciò sia dannatamente reale.

Sulla base di questo presupposto, in tempi di assoluta crisi come questi, probabilmente, chiunque di noi ne avesse il potere, giustificherebbe qualche piccolo intervento per rendere leggermente più invivibile questo mondo, così da ridurre le fila della popolazione residente nelle prossime generazioni e far sopravvivere meglio solo alcuni, indirettamente, soprattutto, i più forti.

Quanto sopra idealizzato con l’assunto che stiamo parlando di pura sopravvivenza della specie, visto che tale specie sopravvive grazie alle risorse del pianeta e che questo parrebbe avere sul cruscotto dei guidatori una lucina rossa accesa a destra vicino alla scritta empty.
Leggi tutto “fine dei giochi – ricomincia a giocare”

Share

perdita di fiducia

Noi italiani non riusciremo mai a sentirci uniti e non avremo mai un vero orgoglio nazionale. Perché?
Leggi tutto “perdita di fiducia”

Share

la mia meravigliosa creatura

non aver paura cucciola
non della tua progressione
migliorare è lo scopo della tua vita
non aver paura dei fallimenti
è il gioco della vita
per imparare, progredire, crescere
non prenderla male, in realtà è un gioco
come potresti altrimenti diventare grande?
come potrebbe la tua progenie essere sicura?
dove potresti trovare la fiducia che ti manca?
come potrebbe il tuo futuro sapere di epico…
Leggi tutto “la mia meravigliosa creatura”

Share

ricordi di cose che accadono quando si cambia un pannolino

1. Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni:
a) perché lo dice la mamma;
b) perché lo dice la suocera;
c) perché il bimbo ha defecato.
Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticità.
Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza di feci.
Di solito accade così. La mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un pò e dice, con voce gaia e piuttosto cretina: “E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino? cosa ha fatto l’angioletto?”.
Poi la mamma va di la e vomita. A questo punto si riconosce il padre di destra e il padre di sinistra.
Il padre di destra dice: “Che schifo!” e chiama la tata.
Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.
Leggi tutto “ricordi di cose che accadono quando si cambia un pannolino”

Share